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	<title>VcomeViaggio</title>
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	<description>Blog di Viaggi di Maurizio Grasso</description>
	<lastBuildDate>Thu, 19 Jan 2023 18:10:48 +0000</lastBuildDate>
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	<title>VcomeViaggio</title>
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		<title>Migliori Punti Panoramici di Praga</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 19 Jan 2023 18:09:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Repubblica Ceca]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Praga è una città incantevole da visitare, piena di attrazioni turistiche come il suo Castello, il Ponte Carlo e l&#8217;imponente Duomo. Non tutti i turisti sanno che ci sono anche numerosi punti panoramici per vedere Praga dall’alto: posti perfetti per ammirare il tramonto su una delle città più romantiche d&#8217;Europa o per scattare meravigliose fotografie ... </p>
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<p>Praga è una città incantevole da visitare, piena di attrazioni turistiche come il suo Castello, il Ponte Carlo e l&#8217;imponente Duomo.</p>



<p>Non tutti i turisti sanno che ci sono anche numerosi <strong>punti panoramici per vedere Praga dall’alto</strong>: posti perfetti per ammirare il tramonto su una delle città più romantiche d&#8217;Europa o per scattare meravigliose fotografie al suo skyline.</p>



<p>Ecco perché fra le tante possibili attività da svolgere nella capitale ceca (leggi l&#8217;articolo &#8220;<a href="https://praga.org/cosa-vedere-praga/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Cosa fare a Praga</a>&#8221; se ti serve qualche idea) vogliamo suggerirti di visitare i migliori punti panoramici della città.</p>



<p>Ma quali sono i migliori e come arrivarci? In questa guida cercheremo di raccontarvi quelli assolutamente da non perdere.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Torre del Municipio</h2>



<p>La torre gotica del <strong>Municipio della Città Vecchia</strong>, situata nel cuore del centro storico, offre la migliore vista della <em>Città Vecchia di Praga</em> e della <em>Piazza della Città Vecchia</em>.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/punto-panoramico-praga-municipio.jpg"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="800" height="533" src="https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/punto-panoramico-praga-municipio-800x533.jpg" alt="" class="wp-image-13338" srcset="https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/punto-panoramico-praga-municipio-800x533.jpg 800w, https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/punto-panoramico-praga-municipio-300x200.jpg 300w, https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/punto-panoramico-praga-municipio-640x427.jpg 640w, https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/punto-panoramico-praga-municipio-400x267.jpg 400w, https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/punto-panoramico-praga-municipio.jpg 1200w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></a></figure>



<p>Ad un&#8217;altezza di 41 metri si trova una passerella a chiocciola, raggiungibile con l&#8217;ascensore. Sul lato sud si trova il famoso orologio astronomico che risale al 1410, che suona ogni ora tra le 9 e le 22.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Torre della Città Vecchia sul Ponte Carlo</h2>



<p>La <strong>Torre del Ponte della Città Vecchia</strong> sul <em>Ponte Carlo</em> si trova sul lato <em>Staré Mesto</em>, cioè sul lato della Città Vecchia di Praga. Fu costruita nel 1370 per volere dell&#8217;imperatore Carlo IV e oggi è considerata una delle torri gotiche più belle d&#8217;Europa.</p>



<p>Sono ben 138 i gradini che portano nella torre al livello di osservazione. Lì puoi goderti una fantastica vista sul fiume Moldava e sul centro storico di Praga.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Torre panoramica di Petřín</h2>



<p>La <strong>Torre panoramica di Petřín</strong> si trova sull&#8217;omonima collina, alta 318 metri, che sorge a Malá Strana. La torre è alta 63,5 metri, e vuole essere una replica in scala ridotta della Torre Eiffel a Parigi.</p>



<p>Una funivia conduce sulla collina fino alla torre, ma per raggiungere il punto di osservazione è necessario salire i 299 gradini su una scala a chiocciola.</p>



<p>Un tempo questa torre veniva utilizzata principalmente come torre di trasmissione, mentre oggi viene visitata annualmente da oltre mezzo milione di turisti proprio in quanto uno dei migliori punti panoramici di Praga.</p>



<p>Sebbene la torre sia stata ispirata dalla Tour Eiffel, il suo fulcro è di forma ottagonale, invece che quadrata.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Collina di Petřín</h2>



<p>La torre panoramica di Petrin non è l&#8217;unico posto, all&#8217;interno del parco, con una fantastica vista su Praga.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/petrin-praga.jpg"><img decoding="async" width="800" height="294" src="https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/petrin-praga-800x294.jpg" alt="" class="wp-image-13340" srcset="https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/petrin-praga-800x294.jpg 800w, https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/petrin-praga-300x110.jpg 300w, https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/petrin-praga-640x235.jpg 640w, https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/petrin-praga-400x147.jpg 400w, https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/petrin-praga.jpg 1200w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></a></figure>



<p>Infatti, ci sono molti punti panoramici incredibili (e gratuiti) da scoprire, disseminati su tutta la collina di Petrin.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Padiglione Hanavský nel Parco Letna</h2>



<p>Nel 1891, il <strong>Padiglione Hanavský </strong>del parco Letna, uno dei tanti parchi di Praga, fu progettato per l&#8217;Esposizione del Giubileo di Praga. La struttura in ghisa Art Nouveau ospita oggi un ristorante di lusso.</p>



<p>Qui hai una vista del panorama dei cinque ponti sul fiume Moldava. La vista del fiume da qui è una delle più belle di tutta la città.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Torre delle Polveri</h2>



<p>La <strong>Torre delle Polveri</strong>, anche nota come <em>Porta delle Polveri</em>, è alta circa 65 metri e faceva parte delle mura della città di Praga.</p>



<p>Perduta la sua funzione difensiva, rimane oggi uno dei <strong>migliori punti panoramici del centro storico di Praga</strong>, grazie alla sua piattaforma panoramica situata ad un&#8217;altezza di 44 metri.</p>



<p>Non c&#8217;è ascensore ma bisogna salire 186 gradini in parte molto ripidi della scala a chiocciola, risalente al 1592 che conduce al ponte di osservazione.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Naplavka</h2>



<p>Vicino al Museo Kafka c&#8217;è <strong>Naplavka</strong>, una banchina sul fiume Moldava che è diventata una popolare passeggiata in città.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/Naplavka.jpg"><img decoding="async" width="800" height="533" src="https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/Naplavka-800x533.jpg" alt="" class="wp-image-13336" srcset="https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/Naplavka-800x533.jpg 800w, https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/Naplavka-300x200.jpg 300w, https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/Naplavka-640x427.jpg 640w, https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/Naplavka-400x267.jpg 400w, https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/Naplavka.jpg 1200w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></a></figure>



<p>Il sabato qui si tiene un mercato contadino e ogni giorno si possono ammirare numerosi cigni che sguazzano nell’acqua.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Torre del Ponte della Città Piccola</h2>



<p>La Torre del Ponte di Malá Strana sul Ponte Carlo è collegata da un cancello con l&#8217;ex Torre di Giuditta e costituisce l&#8217;ingresso al Ponte Carlo da Malá Strana.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/praga-ponte-carlo.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" width="800" height="533" src="https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/praga-ponte-carlo-800x533.jpg" alt="" class="wp-image-13339" srcset="https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/praga-ponte-carlo-800x533.jpg 800w, https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/praga-ponte-carlo-300x200.jpg 300w, https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/praga-ponte-carlo-640x427.jpg 640w, https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/praga-ponte-carlo-400x267.jpg 400w, https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/praga-ponte-carlo.jpg 1200w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></a></figure>



<p>La torre è alta 45 metri e può essere scalata. La galleria di osservazione si trova ad un&#8217;altezza di 26 metri e offre una magnifica vista sul fiume Moldava e sulla città.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Grande Torre Sud della Cattedrale di San Vito</h2>



<p>Anche se è necessario acquistare un biglietto per salire fin qui per ammirare questa vista di Praga, la <strong>Grande Torre Sud della Cattedrale di San Vito</strong> è un punto imperdibile per ammirare la città dall’alto.</p>



<p>Situato nel cuore del complesso del Castello di Praga, il campanile del XV secolo è realizzato in vari stili architettonici e oggi è considerato uno dei migliori punti panoramici di Praga.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Museo Nazionale in Piazza Venceslao</h2>



<p>Lo storico edificio del <strong>Museo Nazionale Ceco</strong> in <em>Piazza Venceslao</em> è un po&#8217; sopraelevato. L&#8217;edificio è imponente e il lato frontale è largo oltre 100 metri, accessibile da una rampa.</p>



<p>Alla fine delle scale che portano al Museo Nazionale, c&#8217;è una bella vista di Piazza Venceslao.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Castello di Vysehrad</h2>



<p>Una delle bellezze e delle viste meno conosciute di Praga si trova al <strong>Castello di Vyeshard</strong>. Meno conosciuto del Castello di Praga, questo storico complesso del X secolo oggi è un luogo affascinante che ospita un antico cimitero e la Basilica di San Pietro e San Paolo.</p>



<p>Si dice che il castello sia la sede più antica dei principi cechi e si trova nella parte più a sud della città. Infatti, le sue mura un tempo cingevano i confini di Praga.</p>



<p>Inoltre, offre uno dei panorami più belli di Praga. Infatti, da qui si può ammirare il ponte Carlo e il fiume Moldava.</p>
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		<title>Sibiu, Romania: Cosa Fare e cosa Vedere</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 01 Jun 2021 18:55:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Romania]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Sibiu è una città di medie dimensioni (circa 140.000 abitanti) situata nel cuore della Transilvania, grossomodo nel centro geografico della Romania. Dei tanti luoghi che ho avuto la fortuna vi visitare in Romania, Sibiu è sicuramente uno dei più affascinanti, soprattutto dal punto di vista storico e culturale. Colpiscono in particolare la sua squisita architettura ... </p>
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<p><strong>Sibiu </strong>è una città di medie dimensioni (circa 140.000 abitanti) situata nel cuore della <strong>Transilvania</strong>, grossomodo nel centro geografico della <strong>Romania</strong>.</p>



<span id="more-13265"></span>



<div class="wp-block-image"><figure class="alignright size-bigger_than_medium"><a href="https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/sibiu-palazzi.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" width="400" height="267" src="https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/sibiu-palazzi-400x267.jpg" alt="palazzi di sibiu" class="wp-image-13291" srcset="https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/sibiu-palazzi-400x267.jpg 400w, https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/sibiu-palazzi-300x200.jpg 300w, https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/sibiu-palazzi-800x533.jpg 800w, https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/sibiu-palazzi-640x427.jpg 640w, https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/sibiu-palazzi.jpg 1200w" sizes="(max-width: 400px) 100vw, 400px" /></a></figure></div>



<p>Dei tanti luoghi che ho avuto la fortuna vi visitare in Romania, <strong>Sibiu</strong> è sicuramente uno dei più affascinanti, soprattutto dal punto di vista storico e culturale. Colpiscono in particolare la sua <strong>squisita architettura barocca</strong> e la presenza di numerosi musei, tanto ricchi quanto variegati. Inoltre &#8211; aspetto pratico da non sottovalutare &#8211; la città si trova a breve distanza da molte altre importanti mete turistiche degne di nota.</p>



<p>Insomma: se state pianificando un viaggio in Transilvania, Sibiu è una tappa che vi consiglio di assolutamente di non tralasciare!</p>



<p>Riguardo i dintorni e la gestione del vostro itinerario in Romania, comunque, vi darò qualche suggerimento al termine dell&#8217;articolo. Per adesso, lasciate che vi parli di <strong>cosa vedere a Sibiu</strong> e che vi racconti per sommi capi la storia di questa perla della Transilvania.</p>



<div class="pend"></div>
    <div id="indice">
    <p>Sibiu: Cosa Fare e Cosa Vedere</p>
    <ul>
        <li><a class="smooth-scroll" href="#sibiu-storia">Storia della Città</a></li>
        <li><a class="smooth-scroll" href="#sibiu-cosa-vedere">Sibiu: Cosa Vedere</a>
            <ul>
                <li><a class="smooth-scroll" href="#occhi-sibiu">Gli Occhi di Sibiu</a></li>
                <li><a class="smooth-scroll" href="#piata-mare-sibiu">Piata Mare</a></li>
                <li><a class="smooth-scroll" href="#torre-consiglio">Torre del Consiglio</a></li>
                <li><a class="smooth-scroll" href="#chiesa-gesuiti">Chiesa dei Gesuiti</a></li>
                <li><a class="smooth-scroll" href="#palazzo-brukenthal">Palazzo Brukenthal</a></li>
                <li><a class="smooth-scroll" href="#fortificazioni-sibiu">Antiche Fortificazioni</a></li>
                <li><a class="smooth-scroll" href="#piata-mica">Piata Mica</a></li>
                <li><a class="smooth-scroll" href="#ponte-delle-bugie">Ponte delle Bugie</a></li>
                <li><a class="smooth-scroll" href="#sibiu-cattedrale">Cattedrale di Sibiu</a></li>
            </ul>
        </li>
        <li><a class="smooth-scroll" href="#sibiu-come-arrivare">Sibiu: Come Arrivare e Cosa Vedere nei Dintorni</a></li>
    </ul>
</div>
<div class="pend"></div>





<h2 class="wp-block-heading" id="sibiu-storia">Breve Storia di Sibiu</h2>



<p>Le origini di Sibiu si collocano intorno alla fine del XII secolo: la sua esistenza è infatti documentata per la prima volta nel 1190 d.C.</p>



<p>La fondazione della città fu opera dei <strong>Sassoni di Transilvania</strong>, il popolo proveniente dal Sacro Romano Impero occidentale che si insediò nell&#8217;odierna Romania a partire dal XII secolo.</p>



<p>La migrazione dei <em>Sassoni di Transilvania</em>, perlopiù ricchi artigiani, era stata promossa proprio dagli imperatori, al fine di proteggere le propaggini meridionali del proprio territorio.</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="alignright size-bigger_than_medium"><a href="https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/sibiu-antica.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" width="400" height="300" src="https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/sibiu-antica-400x300.jpg" alt="antica illustrazione di Sibiu" class="wp-image-13300" srcset="https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/sibiu-antica-400x300.jpg 400w, https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/sibiu-antica-300x225.jpg 300w, https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/sibiu-antica-640x480.jpg 640w, https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/sibiu-antica.jpg 800w" sizes="(max-width: 400px) 100vw, 400px" /></a></figure></div>



<p>Oltre Sibiu, essi fondarono buona parte delle antiche città della Transilvania, delle quali costituirono la maggioranza demografica per diversi secoli. Fra di esse, una delle più importanti è <a href="https://www.vcomeviaggio.com/sighisoara-cosa-vedere/">Sighisoara</a>, altra destinazione turistica rumena di primo piano.</p>



<p>Già nel tardo medioevo, l&#8217;economia di Sibiu era parecchio sviluppata, ma la sua epoca d&#8217;oro iniziò nell&#8217;Ottocento. In questo periodo, la città si impose come importante snodo ferroviario e solida realtà industriale. Ancora oggi, Sibiu rappresenta una delle città più ricche dell&#8217;intera Romania.</p>



<p>Fino alla conclusione della Prima Guerra Mondiale, <strong>Sibiu ha fatto parte dell&#8217;Impero Austro-Ungarico</strong>, motivo per cui l&#8217;architettura cittadina risponde ai canoni della cultura mitteleuropea. Al termine del conflitto, la città fu annessa al Regno di Romania, insieme al resto della Transilvania.</p>



<p>Dopo la dissoluzione dell&#8217;Impero Austro-Ungarico e, soprattutto, dopo l&#8217;instaurazione del regime comunista, la maggior parte della popolazione di etnia tedesca migrò alla volta della Germania, a Sibiu come in tutti i principali centri della Transilvania. A seguito di un lungo esodo, i Sassoni di Transilvania compongono oggi appena l&#8217;1% della popolazione cittadina.</p>



<p>In tempi recenti, Sibiu ha avuto occasione di presentarsi al mondo in tutto il suo splendore nel 2007, anno in cui è stata nominata (assieme a Lussemburgo) <strong>capitale europea della cultura</strong>.</p>



<p>Nel 2004 è stata inoltre presentata all&#8217;Unesco la candidatura del suo centro storico a <em>patrimonio mondiale dell&#8217;Umanità</em>, riconoscimento che ci si aspetta possa arrivare nei prossimi anni.</p>





<h2 class="wp-block-heading" id="sibiu-cosa-vedere">Cosa Vedere a Sibiu</h2>



<p>Il centro storico di <strong>Sibiu</strong> è convenzionalmente suddiviso in due aree contigue, collegate da una fitta rete di vicoli e scalinate:</p>



<ul class="margine-elenco"><li>La <strong>città alta</strong> (<em>Orașul de Sus</em>), un tempo abitata dalla nobiltà e delle famiglie più agiate, ricopre un piccolo rilievo a circa 200 metri di distanza dal fiume Cibin.</li><li>La <strong>città bassa</strong> (<em>Orașul de Jos</em>) corrisponde al nucleo più antico di Sibiu e giace ai piedi della città alta, fra questa ed il corso del fiume.</li></ul>



<p>La maggior parte delle <strong>cose da vedere a Sibiu </strong>si trovano nella città alta, benché anche quella bassa meriti sicuramente una lunga passeggiata esplorativa, soprattutto in virtù della sua architettura.</p>



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<p>Nella mappa qui sopra ho segnalato tutti i <strong>luoghi di interesse di Sibiu </strong>dei quali vi parlerò in questo articolo. Allargate la vista per vedere anche la posizione delle altre principali città rumene.</p>





<h3 class="wp-block-heading" id="occhi-sibiu">Gli &#8220;Occhi di Sibiu&#8221;</h3>



<p>Sibiu è famosa per una particolarità architettonica che riguarda molti dei suoi edifici residenziali, tanto nella città alta, quanto in quella bassa.</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="alignright size-bigger_than_medium"><a href="https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/sibiu-case-occhi.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" width="400" height="267" src="https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/sibiu-case-occhi-400x267.jpg" alt="Le famose case con gli occhi di Sibiu" class="wp-image-13270" srcset="https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/sibiu-case-occhi-400x267.jpg 400w, https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/sibiu-case-occhi-300x200.jpg 300w, https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/sibiu-case-occhi-800x533.jpg 800w, https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/sibiu-case-occhi-640x427.jpg 640w, https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/sibiu-case-occhi.jpg 1200w" sizes="(max-width: 400px) 100vw, 400px" /></a><figcaption>Gli &#8220;Occhi di Sibiu&#8221; su una piazzetta della città bassa</figcaption></figure></div>



<p>Sui tetti di molte case sono infatti presenti delle curiose feritoie che ricordano molto da vicino degli <strong>occhi socchiusi</strong>. Passeggiando per le strade di Sibiu, non potrete fare a meno di notarli e, forse, proverete anche voi la sensazione di essere <em>osservati</em>.</p>



<p>Queste aperture, non sono altro che un banale sistema di aerazione: in passato, si utilizzava infatti il soffitto per conservare i viveri ed era importante garantire il riciclo di aria limitando tuttavia l&#8217;intensità della luce.</p>



<p>Ad ogni modo, la loro forma bizzarra ha alimentato nel tempo più di qualche leggenda. Per esempio, durante il periodo comunista, si pensava (e chissà che in qualche caso non fosse anche vero) che fossero sfruttati per sorvegliare la popolazione.</p>



<p>Gli occhi di Sibiu destano da sempre molta curiosità fra i visitatori ed hanno finito per imporsi come simbolo della città, prima ancora dei suoi monumenti storici. Da essi derivano anche alcuni appellativi con i quali ci si riferisce a Sibiu (&#8220;<em>la città con gli occhi</em>&#8221; o &#8220;<em>la città dove le case non dormono</em>&#8220;) oltre che il simpatico gioco di parole, in inglese, &#8220;<em>Seebiu</em>&#8220;.</p>





<h3 class="wp-block-heading" id="piata-mare-sibiu">Piata Mare (Piazza Grande)</h3>



<p><strong>Piata Mare</strong>, che in rumeno significa <em>Piazza Grande</em>, è la maggiore delle tre piazze sulle quali si struttura la città alta (le altre due sono le vicine <em>Piata Mica</em> e <em>Piata Albert Huet</em>) e ne rappresenta il vero e proprio cuore pulsante.</p>



<p>Con una lunghezza di oltre 140 metri ed una larghezza che sfiora i 100, questa è anche una delle piazze più estese di tutta la Transilvania.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/sibiu-piata-mare.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" width="800" height="533" src="https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/sibiu-piata-mare-800x533.jpg" alt="piata mare, sibiu" class="wp-image-13289" srcset="https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/sibiu-piata-mare-800x533.jpg 800w, https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/sibiu-piata-mare-300x200.jpg 300w, https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/sibiu-piata-mare-640x427.jpg 640w, https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/sibiu-piata-mare-400x267.jpg 400w, https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/sibiu-piata-mare.jpg 1200w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></a><figcaption>Piata Mare vista dalla cima della Torre del Consiglio</figcaption></figure>



<p>La piazza è stata ricavata intorno alla metà del XIV secolo, contestualmente alla realizzazione della terza cinta muraria di Sibiu.</p>



<p>Su di essa si affacciano alcuni degli edifici più importanti della città e la piazza stessa è talvolta sede di esposizioni artistiche: durante la mia visita era ad esempio in corso una mostra fotografica.</p>



<p>La maggior parte delle <strong>cose da vedere a Sibiu</strong> sorgono proprio su Piata Mare o nelle sue immediate vicinanze. Viene quindi da sé che questa immensa piazza rappresenterà inevitabilmente il vostro principale punto di riferimento durante la visita della città.</p>





<h3 class="wp-block-heading" id="torre-consiglio">La Torre del Consiglio</h3>



<p>La <em>Turnul Sfatului</em>, ossia la <strong>Torre del Consiglio</strong>, è il luogo che personalmente metterei in cima alla lista di cose da vedere a Sibiu. Si tratta di una fra le principali icone della città (insieme ai caratteristici <em>occhi</em> ed al <em>Ponte delle Bugie</em>), nonché di uno dei suoi edifici più antichi.</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="alignright size-bigger_than_medium"><a href="https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/sibiu-chiesa-piata-mica.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" width="400" height="267" src="https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/sibiu-chiesa-piata-mica-400x267.jpg" alt="Vista dalla cima della Torre del Consiglio" class="wp-image-13290" srcset="https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/sibiu-chiesa-piata-mica-400x267.jpg 400w, https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/sibiu-chiesa-piata-mica-300x200.jpg 300w, https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/sibiu-chiesa-piata-mica-800x533.jpg 800w, https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/sibiu-chiesa-piata-mica-640x427.jpg 640w, https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/sibiu-chiesa-piata-mica.jpg 1200w" sizes="(max-width: 400px) 100vw, 400px" /></a></figure></div>



<p>La torre è stata costruita nel corso del XIII secolo lungo il secondo anello della cinta muraria. L&#8217;arco che ne attraversa la base, inizialmente, fungeva proprio da ingresso alla cittadella, mentre oggi connette <em>Piata Mare</em> a <em>Piata Mica</em>, permettendo di spostarsi dall&#8217;una all&#8217;altra.</p>



<p>Della struttura originaria resta oggi poco e niente, a causa dei tanti crolli susseguitisi negli anni. La parte più antica risulta essere proprio la base (XVI secolo) mentre i livelli superiori sono stati riedificati in tempi relativamente recenti.</p>



<p>Nel corso della sua lunga storia, la Torre del Consiglio ha assolto alle più svariate funzioni: è stata adibita a deposito, a carcere ed a museo, nonché a punto di osservazione per l&#8217;avvistamento per gli incendi. Oggi, ospita alcune mostre temporanee ma, soprattutto, rappresenta il <strong>miglior punto panoramico di Sibiu</strong>.</p>



<p>Grazie alla sua altezza ed alla sua posizione (proprio fra le due piazze principali di Sibiu), la cima della torre offre una vista straordinaria sull&#8217;intera città. Molte delle foto che trovate in questo articolo, infatti, le ho scattate proprio da lì.</p>



<p>Anche se un po&#8217; faticosa, l&#8217;ascesa alla cima della torre è un&#8217;esperienza che vi consiglio vivamente. L&#8217;ingresso è situato sul versante settentrionale dell&#8217;edificio, quello che dà su Piata Mica.</p>



<p>Al momento della mia visita, il prezzo del biglietto era di appena 2 Lei (0,50€ scarsi) e gli orari di apertura andavano dalle 10 del mattino alle 8 di sera.</p>





<h3 class="wp-block-heading" id="chiesa-gesuiti">Chiesa dei Gesuiti</h3>



<p>La <strong>chiesa dei Gesuiti</strong> è il maestoso edificio che, assieme al municipio, occupa il versante nord-occidentale di Piata Mare.</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="alignright size-bigger_than_medium"><a href="https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/sibiu-torre-panoramica-800x533.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" width="400" height="267" src="https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/sibiu-torre-panoramica-400x267.jpg" alt="Il campanile della chiesa dei gesuiti di Sibiu visto dalla torre del consiglio" class="wp-image-13288" srcset="https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/sibiu-torre-panoramica-400x267.jpg 400w, https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/sibiu-torre-panoramica-300x200.jpg 300w, https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/sibiu-torre-panoramica-800x533.jpg 800w, https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/sibiu-torre-panoramica-640x427.jpg 640w, https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/sibiu-torre-panoramica.jpg 1200w" sizes="(max-width: 400px) 100vw, 400px" /></a><figcaption>Campanile della Chiesa dei Gesuiti visto dalla Torre del Consiglio</figcaption></figure></div>



<p>Per ottenere l&#8217;autorizzazione alla costruzione di una chiesa in pieno centro (siamo nella prima metà del Settecento) l&#8217;ordine dei gesuiti trovò non poche resistenze da parte dell&#8217;amministrazione locale. </p>



<p>In particolare, l&#8217;innalzamento della torre campanaria richiese un notevole sforzo diplomatico. Alla fine, fu accordato il nulla osta a patto che il campanile permettesse il passaggio fra <em>Piata Mica</em> e <em>Piata Mare</em> e che questo rimanesse pubblico.</p>



<p>Per questo motivo, come anche la Torre del Consiglio, il campanile della chiesa è attraversato alla base da un arco, che permette di spostarsi fra le due piazze.</p>



<p>Nel cortile interno della canonica, annessa alla chiesa, è stata collocata la bellissima statua del santo <em>Ioan Nepomuk</em>, originariamene posizionata invece proprio al centro di Piata Mare.</p>





<h3 class="wp-block-heading" id="palazzo-brukenthal">Palazzo Brukenthal</h3>



<p>Sul lato occidentale della piazza, proprio di fronte al municipio, sorge <strong>Palazzo Brukenthal</strong> (<em>Palatul Brukenthal</em>), considerato una delle massime espressioni del Barocco in Romania.</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="alignright size-bigger_than_medium"><a href="https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/Museo-bruckenthal-sibiu.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" width="400" height="320" src="https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/Museo-bruckenthal-sibiu-400x320.jpg" alt="Facciata del Palazzo Brukenthal, sede dell'omonimo museo" class="wp-image-13296" srcset="https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/Museo-bruckenthal-sibiu-400x320.jpg 400w, https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/Museo-bruckenthal-sibiu-300x240.jpg 300w, https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/Museo-bruckenthal-sibiu-800x639.jpg 800w, https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/Museo-bruckenthal-sibiu-640x511.jpg 640w, https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/Museo-bruckenthal-sibiu.jpg 1200w" sizes="(max-width: 400px) 100vw, 400px" /></a><figcaption>Facciata del Palazzo Brukenthal</figcaption></figure></div>



<p>L&#8217;edificio è stato realizzato fra il 1778 ed il 1788 come residenza privata di <strong>Samuel von Brukenthal</strong>, l&#8217;allora governatore asburgico della Transilvania. Questi era un uomo carismatico ed appassionato di arte, nonché politico molto vicino all&#8217;imperatrice Maria Teresa d&#8217;Austria.</p>



<p>Per la progettazione dell&#8217;edificio si trasse ispirazione dai disegni dell&#8217;architetto italiano (naturalizzato austriaco) Francesco &#8216;<em>Franz</em>&#8216; Martinelli, attivo soprattutto a Vienna a metà del secolo.</p>



<p>Dopo la morte di von Brukenthal, per suo stesso volere, il palazzo divenne un museo pubblico, il che permise a chiunque di ammirare la preziosissima collezione di opere d&#8217;arte al suo interno. Aperto ufficialmente nel 1817, il <em>Muzeul Național Brukenthal</em> è oggi uno dei musei più antichi d&#8217;Europa ed uno dei più importanti della Romania.</p>



<p>All&#8217;interno del palazzo si trova una galleria d&#8217;arte composta da circa 1200 dipinti, collocabili fra il XV ed il XVIII secolo ed incentrati soprattutto sull&#8217;arte europea. Un&#8217;ala dell&#8217;edificio ospita la <em>Libreria Brukenthal</em>, composta da circa 300.000 fra libri, manoscritti e rarissimi incunaboli quattrocenteschi.</p>



<p>Nell&#8217;adiacente <strong>Casa Blu </strong>(<em>Casa Albastră</em>) trova spazio la collezione permanente dedicata all&#8217;arte rumena, mentre altre sezioni del museo sono situate in punti diversi della città (di alcune parlerò più avanti).</p>



<p>Se volete saperne di più sul Museo, vi consiglio di visitarne il <a href="https://www.brukenthalmuseum.ro/index_en.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">sito ufficiale</a>, disponibile anche in lingua inglese.</p>





<h3 class="wp-block-heading">Strada Nicolae Bălcescu</h3>



<p>Dal lato meridionale di Piata Mare parte <strong>Strada Nicolae Bălcescu</strong>, il corso principale del centro storico.</p>



<p>La strada è stata ricavata nel XIV secolo al fine di collegare la piazza a <em>Poarta Cisnădiei</em>, uno dei portali di accesso alla città alta.</p>



<p>Purtroppo, questa porta fu demolita nel 1839, poiché di ostacolo allo sviluppo urbanistico della città, ed al suo posto è oggi presente un&#8217;anonima piazzetta.</p>



<p>Gli edifici presenti su Strada Nicolae Bălcescu mostrano ben poco del loro aspetto medievale. Molti sono stati ricostruiti dopo un disastroso incendio verificatosi nel Seicento ed anche quelli più antichi hanno comunque subito stravolgimenti estetici nei secoli successivi.</p>



<p>Come nel resto della città vecchia, lo stile predominante è quindi il tardo barocco, nella sua particolare declinazione mitteleuropea.</p>



<p>La maggior parte dei coloratissimi palazzi che si affacciano sul viale sono stati adibiti a bar, ristoranti, negozi e varie attività commerciali. Si tratta insomma del <strong>centro della movida di Sibiu</strong> e della più importante via dello shopping della città alta.</p>



<p>Se non l&#8217;avete ancora fatto, approfittatene per assaggiare i tipici <em>gogosi</em> (ciambelle fritte, un po&#8217; l&#8217;equivalente rumeno dei <em>donuts</em>) o la deliziosa tavola calda esposta nelle panetterie.</p>





<h3 class="wp-block-heading" id="fortificazioni-sibiu">Le Fortificazioni di Sibiu</h3>



<p>L&#8217;architettura predominante di Sibiu, dicevo poc&#8217;anzi, è oggi quella settecentesca ed ottocentesca. Tuttavia, la città custodisce ancora alcune testimonianze delle sue origini medievali.</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="alignright size-bigger_than_medium"><a href="https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/sibiu-fortificazioni.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" width="400" height="267" src="https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/sibiu-fortificazioni-400x267.jpg" alt="fortificazioni di sibiu" class="wp-image-13287" srcset="https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/sibiu-fortificazioni-400x267.jpg 400w, https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/sibiu-fortificazioni-300x200.jpg 300w, https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/sibiu-fortificazioni-800x533.jpg 800w, https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/sibiu-fortificazioni-640x427.jpg 640w, https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/sibiu-fortificazioni.jpg 1200w" sizes="(max-width: 400px) 100vw, 400px" /></a><figcaption>Strada Cetatii e Torre dei Falegnami</figcaption></figure></div>



<p>In particolare, presso <strong>Strada Cetatii</strong> (<em>via della cittadella</em>) potrete trovarvi al cospetto di tre imponenti torri originariamente costruite lungo la terza cinta muraria cittadina.</p>



<p>Queste tre torri risalgono al XIII ed al XIV secolo e si presentano oggi in ottimo stato di conservazione, grazie anche a recenti restauri che le hanno riportate al loro antico splendore. </p>



<p>Partendo da sud, incontrerete per prima <strong>Turnul Archebuzierilor</strong> (<em>Torre degli Arcieri</em>), seguita da <strong>Turnul Oralilor</strong> (<em>Torre dei Vasai</em>) ed infine <strong>Turnul Dulgherilor</strong> (<em>Torre dei Falegnami</em>). Le ultime due sono ancora oggi connesse da un tratto della cinta muraria, sulla quale è presente un passaggio coperto sopraelevato.</p>



<p>Strada Cetatii si trova a breve distanza dal corso principale, e segue il confine del centro storico. Nell&#8217;area compresa fra la stradina ed i boulevard della città nuova è stato ricavato un piccolo parco con viali alberati, perfetto per una piacevole passeggiata o per ammirare le torri da una diversa prospettiva.</p>



<p>Al termine della strada, poco oltre la Torre dei Falegnami, sorge il <strong>Museo di Storia Naturale </strong>(gestito dal Museo Brukenthal), sul cui giardino sono state collocate le figure di alcuni dinosauri.</p>





<h3 class="wp-block-heading" id="piata-mica">Piata Mica</h3>



<p>Immediatamente a nord di Piata Mare si apre <strong>Piata Mica</strong> (ossia <em>Piazza Piccola</em>), che a dispetto del nome rappresenta la seconda piazza più importante della città.</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="alignright size-bigger_than_medium"><a href="https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/sibiu-piata-mica.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" width="400" height="267" src="https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/sibiu-piata-mica-400x267.jpg" alt="piata mica vista dall'alto" class="wp-image-13302" srcset="https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/sibiu-piata-mica-400x267.jpg 400w, https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/sibiu-piata-mica-300x200.jpg 300w, https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/sibiu-piata-mica-800x533.jpg 800w, https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/sibiu-piata-mica-640x427.jpg 640w, https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/sibiu-piata-mica.jpg 1200w" sizes="(max-width: 400px) 100vw, 400px" /></a><figcaption>Piata Mica vista dall&#8217;alto</figcaption></figure></div>



<p>Gli edifici posti sui lati orientale ed occidentale della piazza presentano un curioso andamento ellittico, poiché costruiti seguendo il corso, rispettivamente, della prima e della seconda cinta muraria.</p>



<p>Una schiera di palazzi, perlopiù adibiti a bar e ristoranti, separa Piata Mica da <em>Piata Albert Huet</em>. Fra di essi, quello verde al civico 11 ospita il <strong>Museo Etnografico di Sibiu</strong>, incentrato sulle culture extra-europee.</p>



<p>Un altro museo, dedicato alla <strong>Storia della Farmacia</strong> (<em>Muzeul de Istorie a Farmaciei</em>) si trova sul versante orientale della piazza, a breve distanza dalla Torre del Consiglio. Al suo interno si è cercato di ricreare fedelmente una tipica farmacia settecentesca, ricorrendo in parte ad arredi originali.</p>



<p>Nei tre ambienti che compongono il museo trovano spazio oltre 6000 reperti che testimoniano l&#8217;evoluzione delle scienze farmaceutiche nel corso dei secoli. Un&#8217;intera sala è dedicata all&#8217;omeopatia: a Sibiu visse infatti per un paio di anni il fondatore stesso di questa medicina alternativa, Samuel Hahnemann.</p>



<p>Inoltre, proprio in questa città aprì la prima farmacia rumena, la cui esistenza è documentata già nel 1494. L&#8217;edificio stesso che oggi ospita il museo è stato per circa 150 anni una farmacia, chiamata l&#8217;<em>Orso Nero</em>.</p>



<p>Il lato settentrionale di Piata Mica è occupato principalmente da un&#8217;imponente struttura a due piani, adiacente al <em>Ponte delle Bugie</em>. Sulla sua facciata figura in bassorilievo lo stemma cittadino, mentre al pian terreno otto archi definiscono una loggia, un tempo occupata da attività commerciali.</p>



<p>L&#8217;edificio, originariamente sede della corporazione dei macellai, prende oggi il nome di <strong>Casa Artelor</strong> ed ospita al proprio interno alcune mostre temporanee, credo principalmente di fotografia.</p>



<p>Accanto ad ad esso, al civico 22, trova invece spazio <strong>Sala Fresca</strong>, una mostra dedicata nello specifico agli affreschi ed aperta nel 2009 come sezione separata del Museo Brukenthal.</p>





<h3 class="wp-block-heading" id="ponte-delle-bugie">Ponte delle Bugie</h3>



<p>Il <strong>Ponte delle Bugie</strong> (in rumeno &#8216;<em>Podul Minciunilor</em>) talvolta indicato come <em>Ponte dei Bugiardi</em> è probabilmente il luogo più curioso che visiterete a Sibiu.</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="alignright size-bigger_than_medium"><img loading="lazy" decoding="async" width="400" height="267" src="https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/ponte-delle-bugie-400x267.jpg" alt="Ponte delle Bugie di Sibiu" class="wp-image-13286" srcset="https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/ponte-delle-bugie-400x267.jpg 400w, https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/ponte-delle-bugie-300x200.jpg 300w, https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/ponte-delle-bugie-800x533.jpg 800w, https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/ponte-delle-bugie-640x427.jpg 640w, https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/ponte-delle-bugie.jpg 1200w" sizes="(max-width: 400px) 100vw, 400px" /><figcaption>Il Ponte delle Bugie</figcaption></figure></div>



<p>Questo graziosissimo ponte, sempre ricoperto di fiori freschi e dalle deliziose rifiniture barocche, passa sopra <em>Strada Ocnei</em>, connettendo <em>Piata Mica</em> a <em>Piata Albert Huet</em>.</p>



<p>Quando fu ultimato, nel 1859, quello <em>delle Bugie </em>fu il primo ponte sospeso completamente in ghisa realizzato in Romania e, a quanto pare, il secondo a livello europeo. Già da secoli, comunque, era presente nello stesso punto un più modesto ponticello di legno.</p>



<p>Al <strong>Ponte delle Bugie</strong> sono legate diverse leggende. Secondo quella più famosa, il ponte sarebbe destinato a crollare inesorabilmente nel momento in cui qualcuno, in procinto di attraversarlo, raccontasse una menzogna.</p>



<p>Un&#8217;altra leggenda vuole che un tempo, i truffatori identificati nel vicino mercato, venissero portati di forza sul ponte e scaraventati di sotto senza tanti complimenti. È possibile che in passato questa voce venisse effettivamente fatta circolare, in modo da intimorire eventuali impostori e tenerli a distanza dalla città.</p>



<p>Il Ponte Delle Bugie era anche un luogo molto frequentato dalle giovani coppie che qui si giuravano amore eterno. Contestualmente, le ragazze giuravano ai propri futuri mariti di essere vergini. Qualora dopo le nozze si fosse scoperto che avevano mentito, riguardo questo dettaglio, i mariti erano autorizzati a gettate giù dal ponte.</p>



<p>Ovviamente si tratta soltanto di fantasiose leggende, che traggono origine, come spesso avviene, proprio dal nome stesso del ponte. La cosa buffa è che, in realtà, <em>Ponte delle Bugie</em> è soltanto una storpiatura del nome originario.</p>



<p>In principio, il ponte era infatti chiamato <em>Liegenbrücke</em>, che in tedesco significa <em>ponte sospeso</em> (o qualcosa del genere). Tuttavia, col passare del tempo, fu erroneamente tramandato come <em>Lügenbrücke</em> ossia, appunto, <em>Ponte delle Bugie</em>.</p>





<h3 class="wp-block-heading" id="sibiu-cattedrale">Cattedrale di Sibiu</h3>



<p>La <strong>Cattedrale Luterana di Sibiu</strong> sorge su <em>Piata Albert Huet</em>, alle spalle di Piata Mica ed appena oltre il Ponte delle Bugie.</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="alignright size-medium_large is-resized"><a href="https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/sibiu-chiesa.jpg"><img decoding="async" src="https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/sibiu-chiesa-427x640.jpg" alt="cattedrale luterana di sibiu" class="wp-image-13285" width="400" srcset="https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/sibiu-chiesa-427x640.jpg 427w, https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/sibiu-chiesa-200x300.jpg 200w, https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/sibiu-chiesa-534x800.jpg 534w, https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/sibiu-chiesa-267x400.jpg 267w, https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/sibiu-chiesa.jpg 801w" sizes="(max-width: 427px) 100vw, 427px" /></a><figcaption>Stretti passaggi che conducono alla Cattedrale di Sibiu</figcaption></figure></div>



<p>La chiesa fu costruita a partire dalla seconda metà del Trecento e fu ultimata soltanto nel 1520. Nello stesso punto, in precedenza, era presente un più antico luogo di culto duecentesco.</p>



<p>Oltre che per l&#8217;austerità del suo gotico, che si contrappone al barocco predominante in città, la Cattedrale di Sibiu stupisce anche per le sue enormi dimensioni. Si tratta infatti della terza chiesa più grande del Paese, alle spalle soltanto della <em>Chiesa Nera</em> di Brasov ed alla <em>Cattedrale di San Michele</em> di Alba Iulia.</p>



<p>L&#8217;imponente torre campanaria, alta quasi 75 metri, si articola su sette livelli. Su quello più alto, in corrispondenza dei vertici, si innalzano quattro torrette, che in antichità avevano un significato ben preciso. Esse indicavano infatti che la città deteneva lo <em>ius gladii</em> (&#8220;diritto di spada&#8221;), ossia la facoltà di emettere condanne a morte.</p>



<p>Per molto tempo, la chiesa fu utilizzata per la sepoltura delle personalità più illustri di Sibiu. Nel 1796, tale pratica fu vietata, ma fu fatta un&#8217;eccezione per il già citato governatore Samuel von Brukenthal, i cui resti riposano nella cripta.</p>



<p>L&#8217;interno della chiesa, anch&#8217;esso in un rigido stile gotico, custodisce affreschi, dipinti e sculture di grande valore storico. Fra di essi, meritano una menzione particolare il fonte battesimale in bronzo e l&#8217;organo seicentesco, forse il più grande dell&#8217;Europa sudorientale.</p>



<p>Comunque sia, al momento della mia visita, erano in corso dei lavori di restauro che mi hanno impedito di visitare l&#8217;intero della chiesa. Allo stesso modo non ho potuto salire in cima al campanile, anche se non credo che la vista differisca molto rispetto a quella offerta dalla Torre del Consiglio.</p>





<h2 class="wp-block-heading" id="sibiu-dintorni">Cosa Vedere nei Dintorni</h2>



<p>Avevo già accennato, in apertura, al fatto che Sibiu si trovi in un&#8217;area dall&#8217;<strong>elevata densità di luoghi di interesse</strong>. Il modo migliore di visitare la città, a mio avviso, è proprio farne la tappa di un itinerario che tocchi anche altre destinazioni della Transilvania.</p>



<p>Trovandovi in zona, se avete qualche giorno a disposizione, sarebbe un vero peccato tralasciare le località, magari meno famose ma altrettanto affascinanti, presenti nei dintorni.</p>



<p>Per darvi qualche idea, vi faccio di seguito un breve resoconto dei miei spostamenti, durante il viaggio in Romania, nei giorni immediatamente precedenti e successivi il soggiorno a Sibiu.</p>



<p>A molte delle località menzionate ho dedicato un articolo specifico e la loro posizione è indicata nella mappa sopra.</p>



<p>Prima di giungere a Sibiu, avevo trascorso cinque giorni presso la altrettanto interessante città di <strong>Brasov</strong> (distante circa 150Km), utilizzandola anche come base per visitare il vicino <a href="https://www.vcomeviaggio.com/castello-dracula-romania/">Castello di Dracula</a>, la cittadella fortificata di <a href="https://www.vcomeviaggio.com/rasnov-romania/">Rasnov</a> e la località di <a href="https://www.vcomeviaggio.com/sinaia-romania/">Sinaia</a>.</p>



<p>Da Brasov mi sono portato nell&#8217;affascinante cittadina medievale di <a href="https://www.vcomeviaggio.com/sighisoara-cosa-vedere/">Sighisoara</a>, presso la quale ho soggiornato due notti. Dà lì mi sono poi spostato verso Sibiu (meno di 100Km di distanza), dedicando mezza giornata, lungo il tragitto, alla chiesa fortificata di <a href="https://www.vcomeviaggio.com/biertan-romania/">Biertan</a>.</p>



<p>Dopo i due giorni trascorsi a Sibiu ho proseguito verso nord, alla volta di <em>Cluj Napoca</em>, altra città ricchissima sul piano culturale e dalla raffinata architettura.</p>



<p>Dovendomi affidare ai non efficientissimi mezzi pubblici rumeni sono stato costretto a fare base in diverse località. Nel caso aveste però a disposizione un&#8217;automobile, potreste piuttosto soffermarvi più a lungo a Sibiu e visitare in giornata, quantomeno, Sighisoara e Biertan.</p>





<h2 class="wp-block-heading" id="sibiu-come-arrivare">Come Arrivare a Sibiu e Come Spostarsi in Città</h2>



<p>Dopo aver tanto parlato di <strong>cosa da vedere a Sibiu e dintorni</strong>, non resta che scoprire <strong>come arrivare in città</strong> e come spostarsi al suo interno.</p>



<p>Noleggiare un&#8217;auto è in generale l&#8217;opzione che consiglio per un viaggio in Romania, soprattutto per chi è interessato a visitarne anche i luoghi più remoti.</p>



<p>Sibiu è servita peraltro da diverse arterie stradali di rilevanza nazionale ed internazionale, che la rendono facilmente raggiungibile in breve tempo un po&#8217; da ogni zona del Paese. Partendo <strong>da Bucarest</strong>, sono richieste circa 4 ore di guida, un tempo tutto sommato ragionevole.</p>



<p>Detto ciò, per visitare Sibiu, un&#8217;auto sarebbe del tutto superflua, se non addirittura d&#8217;intralcio. Il centro storico è piuttosto raccolto e le distanze che separano i vari luoghi di interesse sono molto brevi. Considerando anche che la città alta è chiusa al traffico, <strong>spostarsi a piedi</strong> rappresenta sicuramente la soluzione più agevole.</p>



<p>Anche raggiungere il centro storico dalla stazione dei treni e dei pullman non costituisce un grosso problema: si tratta di circa 850 metri, percorribili in 15 o 20 minuti. </p>



<p>Ad ogni modo, se preferite, potrete ricorrere ad un taxi o al <strong>trasporto pubblico cittadino</strong>. Gli autobus urbani (che comunque non transitano all&#8217;interno della città alta) sono gestiti dalla società <em>Tursib</em>. Potete consultare gli orari aggiornati sul <a href="https://www.tursib.ro/home?language=en" target="_blank" rel="noreferrer noopener nofollow">sito dell&#8217;azienda</a> oppure, semplicemente cercando il percorso su <em>Google Maps</em>.</p>





<h3 class="wp-block-heading">Raggiungere Sibiu In Aereo</h3>



<p>Sibiu è dotata di un <strong>piccolo aeroporto</strong>, situato ad una manciata di chilometri ad ovest del centro cittadino. Lo scalo è in forte espansione, ma per ora prevede pochi collegamenti internazionali, nessuno dei quali (nel momento in cui scrivo) con l&#8217;Italia.</p>



<p>L&#8217;<strong>aeroporto di Cluj Napoca</strong> (distante circa 170Km)  è invece collegato ad alcune città italiane (sicuramente Milano e Roma), ma il numero di voli è comunque piuttosto ridotto. Nel caso voleste limitare il vostro viaggio in Romania soltanto a Sibiu o all&#8217;area circostante, vi consiglio di verificare la presenza di eventuali collegamenti con la vostra città.</p>



<p>Molto numerosi sono invece i collegamenti fra le maggiori città italiane e l&#8217;<strong>aeroporto di Bucarest</strong>. Una volta atterrati, bisognerà in questo caso mettere in conto un ulteriore spostamento di quasi 300 chilometri per raggiungere Sibiu. </p>





<h3 class="wp-block-heading">Come Arrivare a Sibiu in Treno</h3>



<p>La <strong>stazione ferroviaria di Sibiu</strong> si trova lungo una linea piuttosto importante ed è servita da un numero relativamente elevato di treni, per quelli che sono gli standard della Romania.</p>



<p>Esistono diversi <strong>collegamenti quotidiani con Bucarest </strong>che permettono di spostarsi in giornata fra le due città. I treni diretti richiedono circa 6 ore, mentre le soluzioni con cambio (a <em>Brasov</em> o <em>Medias</em>) prevedono grossomodo un&#8217;ora in più.</p>



<p>Se partite da Brasov, raggiungere Sibiu in treno richiederà tra le due ore e mezza e le quattro ore, anche in questo caso con un buon numero di treni quotidianamente a disposizione. Per quanto riguarda Sighisoara, il tempo di percorrenza è invece di due ore o poco più.</p>



<p>Ad ogni modo, per controllare gli orari aggiornati, vi rimando al sito ufficiale delle <a href="https://www.cfrcalatori.ro/en/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">ferrovie rumene</a>.</p>





<h3 class="wp-block-heading">Raggiungere Sibiu in Pullman</h3>



<p>Tante sono anche le destinazioni direttamente raggiungibili da Sibiu in pullman. Addirittura, <strong>Flixbus</strong> opera diversi collegamenti diretti con alcune città del nord Italia (come Venezia, Milano e Genova) che transitano anche da Lubiana e Budapest. Date un&#8217;occhiata a <a href="https://tc.tradetracker.net/?c=22492&amp;m=12&amp;a=388611&amp;r=&amp;u=%2Fautobus%2Fsibiu" target="_blank" rel="noreferrer noopener nofollow">questa pagina del sito FlixBus </a>per scoprire tutte le tratte operative.</p>



<p>Per quanto riguarda i collegamenti nazionali, invece, il sito da consultare è <a href="https://www.autogari.ro/?lang=en" target="_blank" rel="noreferrer noopener nofollow">autogari.ro</a>, una vera e propria benedizione per chiunque viaggi in Romania con i mezzi pubblici.</p>



<p>In linea generale, per quanto riguarda gli spostamenti fra Sibiu e le altre principali città del Paese, il pullman si dimostra spesso più rapido del treno, una regola quasi sempre valida in Romania.</p>



<p>Per sommi capi, i tempi di percorrenza sono di circa due ore sia per Cluj Napoca che per Brasov, mentre per Bucarest sono necessarie quattro ore e mezza o cinque.</p>


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		<title>Sighisoara, Romania: Cosa Vedere, Cosa fare e Come Arrivare</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 01 Apr 2021 20:23:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Romania]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Sighisoara è una cittadina medievale perfettamente conservata che giace nel cuore della Romania, considerata fra le mete più caratteristiche della Transilvania. Oltre che per la sua straordinaria architettura, i suoi vicoli acciottolati e le sue coloratissime casette, Sighisoara è famosa per essere la città natale di Vlad III di Valacchia, la figura storica associata al ... </p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p><strong>Sighisoara</strong> è una cittadina medievale perfettamente conservata che giace nel cuore della Romania, considerata fra le mete più caratteristiche della Transilvania.</p>



<p>Oltre che per la sua straordinaria architettura, i suoi vicoli acciottolati e le sue coloratissime casette, Sighisoara è famosa per essere la città natale di Vlad III di Valacchia, la figura storica associata al famigerato <strong>conte Dracula</strong>.</p>



<span id="more-13190"></span>



<p>Assieme alle vicine città di <em>Brasov</em> e <a href="https://www.vcomeviaggio.com/sibiu-romania/">Sibiu</a>, <strong>Sighisoara </strong>è fra i luoghi che più mi sono rimasti impressi dell&#8217;intera Romania e per questo una delle prime destinazioni che consiglio a chiunque stesse pianificando un itinerario in Transilvania.</p>



<p>In questa guida cercherò di fornirvi, in maniera esaustiva, tutte le informazioni che possono tornarvi utili per <strong>visitare Sighisoara</strong>. Vi racconterò innanzitutto, per sommi capi, la sua lunga storia, vi descriverò i suoi principali luoghi di interesse e vi spiegherò come arrivare dalle località vicine.</p>



<div class="pend"></div>
<div id="indice">
<p>Guida alla città di Sighisoara, Romania</p>
<ul>
<li><a class="smooth-scroll" href="#sighisoara-cosa-sapere">Visitare Sighisoara: Cosa c&#8217;è da Sapere</a></li>
<li><a class="smooth-scroll" href="#sighisoara-cosa-vedere">Sighisoara: Cosa Vedere (Mappa)</a>
<ul>
<li><a class="smooth-scroll" href="#sighisoara-torre-orologio">Torre dell&#8217;Orologio</a></li>
<li><a class="smooth-scroll" href="#piazza-musei">Piazza dei Musei e Casa di Dracula</a></li>
<li><a class="smooth-scroll" href="#piazza-centrale">Piazza Cetății</a></li>
<li><a class="smooth-scroll" href="#chiesa-sulla-collina-sighisoara">Chiesa sulla Collina e Cimitero Sassone</a></li>
<li><a class="smooth-scroll" href="#torri-sighisoara">Le Torri di Sighisoara</a></li>
</ul>
</li>
<li><a class="smooth-scroll" href="#sighisoara-come-arrivare">Come Arrivare a Sighisoara</a></li>
<li><a class="smooth-scroll" href="#consigli-utili">Altri Consigli Utili</a></li>
</ul>
</div>
<div class="pend"></div>



<h2 class="wp-block-heading" id="sighisoara-cosa-sapere">Visitare Sighisoara: Cosa c&#8217;è da Sapere</h2>



<p><strong>Sighisoara</strong> conta oggi poco meno di 30.000 abitanti, distribuiti fra la città nuova (poco rilevante a livello turistico) ed il centro storico, ossia la cittadella fortificata medievale.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="800" height="533" src="https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/sighisoara-centro-storico-800x533.jpg" alt="Sighisoara: i vicoli del centro storico" class="wp-image-13227" srcset="https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/sighisoara-centro-storico-800x533.jpg 800w, https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/sighisoara-centro-storico-300x200.jpg 300w, https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/sighisoara-centro-storico-640x427.jpg 640w, https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/sighisoara-centro-storico-400x267.jpg 400w, https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/sighisoara-centro-storico.jpg 1200w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></figure>



<p>La fondazione di Sighisoara si colloca nel XIII secolo e fu opera dei cosiddetti <strong>Sassoni di Transilvania</strong>. Questo popolo, costituisce ormai una minuscola minoranza demografica della Romania, ma la sua presenza, in passato, era molto più forte.</p>



<p>Dovete infatti sapere che, a partire dal XII secolo, in Transilvania si insediarono frotte di <strong>colonizzatori provenienti dal Sacro Romano Impero</strong>. Queste migrazioni erano state promosse dall&#8217;allora Re di Ungheria, <em>Géza II</em>, allo scopo di proteggere i confini meridionali del regno.</p>



<p>Benché passati alla storia con la denominazione di <em>Sassoni</em>, i coloni provenivano soprattutto dalla parte occidentale del Sacro Romano Impero (le attuali Francia settentrionale, Belgio e Lussemburgo).</p>



<p>Oltre a fondare diverse città, come Sighisoara, i Sassoni di Transilvania edificarono numerose chiese fortificate, ad esempio quella di <a href="https://www.vcomeviaggio.com/biertan-romania/">Biertan</a>, della quale ho parlato in un altro articolo.</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="alignright size-medium_large is-resized"><a href="https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/sighisoara.jpg"><img decoding="async" src="https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/sighisoara-427x640.jpg" alt="Centro storico di Sighisoara" class="wp-image-13229" width="400" srcset="https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/sighisoara-427x640.jpg 427w, https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/sighisoara-200x300.jpg 200w, https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/sighisoara-533x800.jpg 533w, https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/sighisoara-267x400.jpg 267w, https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/sighisoara.jpg 800w" sizes="(max-width: 427px) 100vw, 427px" /></a></figure></div>



<p>Questa popolazione era perlopiù composta da esperti artigiani, il cui lavoro contribuì fortemente allo sviluppo economico di Sighisoara. Per secoli, la cittadina fu <strong>uno dei principali centri della Transilvania</strong> e attirò commercianti da tutta Europa.</p>



<p>Ancora oggi si possono riscontrare, a Sighisoara, diverse testimonianze delle loro attività. Fra i tanti edifici storici della città sono tuttora presenti alcune delle loro botteghe e le torri che sorgono lungo la cinta muraria, come vedremo meglio più avanti, portano ancora il nome delle corporazioni delle quali facevano parte.</p>



<p>Nella prima metà del Quattrocento, a Sighisoara visse per un periodo, in esilio, il voivoda <em>Vlad II Dracul</em> e qui, come accennavo nell&#8217;introduzione, nacque il più famoso dei suoi figli: <strong>Vlad Țepeș</strong>. Di lui (e nella fattispecie della sua casa) tornerò inevitabilmente a parlare nel corso dell&#8217;articolo.</p>



<p>Lo sviluppo di Sighisoara continuò per tutto il medioevo ed ancora durante l&#8217;età moderna, raggiungendo il suo apice fra il XVI ed il XVII secolo. </p>



<p>La sua espansione fu in parte frenata, tra il Seicento e l&#8217;Ottocento, da una serie di infausti eventi, fra i quali il disastroso incendio che nel 1676 distrusse tre quarti dei suoi edifici e le successive epidemie di peste.</p>



<p>Terminata la Prima Guerra Mondiale, la città (come del resto l&#8217;intera Transilvania) fu sottratta all&#8217;Impero Astro-Ungarico ed annessa al Regno di Romania.</p>



<p>Iniziò a questo punto il lungo esodo dei Sassoni di Transilvania, improvvisamente divenuti <em>stranieri</em>. Ad oggi, essi compongono appena l&#8217;1,5% degli abitanti di Sighisoara.</p>



<p>L&#8217;ultimo evento degno di nota, nella lunghissima storia della città, è il suo inserimento da parte dell&#8217;Unesco nella lista dei Patrimoni dell&#8217;Umanità. </p>



<p>Il meritato riconoscimento, arrivato nel 1999, è stato motivato sulla base di due criteri: l&#8217;importante testimonianza della cultura dei Sassoni di Transilvania e la perfetta conservazione di una caratteristica cittadella fortificata medievale.</p>





<h2 class="wp-block-heading" id="sighisoara-cosa-vedere">Cosa Vedere a Sighisoara</h2>



<p>Fatte le dovute premesse, scopriamo adesso <strong>cosa vedere a Sighisoara</strong>. Di seguito, vi descriverò i principali luoghi di interesse della vivace cittadina rumena.</p>



<iframe loading="lazy" allowfullscreen="" src="//umap.openstreetmap.fr/it/map/sighisoara-cosa-vedere_588127?scaleControl=false&amp;miniMap=false&amp;scrollWheelZoom=false&amp;zoomControl=true&amp;allowEdit=false&amp;moreControl=true&amp;searchControl=null&amp;tilelayersControl=null&amp;embedControl=null&amp;datalayersControl=true&amp;onLoadPanel=undefined&amp;captionBar=false" width="100%" height="350px" frameborder="0"></iframe>



<p>Nella mappa qui sopra troverete la collocazione di tutte le <strong>attrazioni di Sighisoara</strong> descritte all&#8217;interno dell&#8217;articolo (in marrone le torri ed in giallo gli altri punti di interesse).</p>



<p>Allargando la mappa vedrete anche la posizione delle località vicine e della capitale, Bucarest (in blu).</p>





<h3 class="wp-block-heading" id="sighisoara-torre-orologio">Torre dell&#8217;Orologio</h3>



<p>La principale porta di accesso al centro di Sighisoara è la maestosa <strong>Torre dell&#8217;Orologio</strong> (<em>Turnul cu Ceas</em>), attraversata da un arco che funge da passaggio pedonale.</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="alignright size-medium_large is-resized"><img decoding="async" src="https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/torre-orologio-sighisoara-427x640.jpg" alt="La Torre dell'Orologio di Sighisoara di sera" class="wp-image-13200" width="400" srcset="https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/torre-orologio-sighisoara-427x640.jpg 427w, https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/torre-orologio-sighisoara-200x300.jpg 200w, https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/torre-orologio-sighisoara-533x800.jpg 533w, https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/torre-orologio-sighisoara-267x400.jpg 267w, https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/torre-orologio-sighisoara.jpg 800w" sizes="(max-width: 427px) 100vw, 427px" /></figure></div>



<p>Coi suoi 64 metri di altezza, questa torre rimane ben visibile &#8211; non solo da ogni punto della città &#8211; ma anche dalle vallate circostanti.</p>



<p>La Torre dell&#8217;Orologio rappresenta oggi l&#8217;<strong>edificio di maggior interesse di Sighisoara</strong> ed ha finito per diventare il simbolo stesso della cittadina. Inoltre, essendo stato costruito nel XIII secolo, è di uno fra i suoi edifici più antichi.</p>



<p>A più riprese, comunque, la struttura subì diversi restauri. Quello più importante seguì al disastroso incendio del 1676, quando la parte sommitale della torre dovette essere ricostruita. Ciò spiega l&#8217;odierno aspetto barocco del tetto, in contrasto con l&#8217;architettura prettamente medievale che contraddistingue il resto dell&#8217;edificio.</p>



<p>Al di là della sua funzione difensiva originaria, la <strong>Torre dell&#8217;Orologio </strong>è stata per molto tempo sede del municipio. Attualmente, come vedremo a breve, ospita invece il Museo di Storia di Sighisoara.</p>





<h4 class="wp-block-heading">I Due Orologi </h4>



<p>La torre integra <strong>due grossi orologi</strong>, che si affacciano, rispettivamente, sulla cittadella medievale e sulla città bassa. Entrambi questi orologi sono affiancati da un enigmatico carillon composto da figure animate, che ricorda un po&#8217; il più famoso <em>Orologio Astronomico di Praga</em>.</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="alignright size-bigger_than_medium"><a href="https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/orologio-sighisoara.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" width="400" height="267" src="https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/orologio-sighisoara-400x267.jpg" alt="L'orologio rivolto verso la cittadella" class="wp-image-13198" srcset="https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/orologio-sighisoara-400x267.jpg 400w, https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/orologio-sighisoara-300x200.jpg 300w, https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/orologio-sighisoara-800x533.jpg 800w, https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/orologio-sighisoara-640x427.jpg 640w, https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/orologio-sighisoara.jpg 1200w" sizes="(max-width: 400px) 100vw, 400px" /></a><figcaption>L&#8217;orologio rivolto verso la cittadella</figcaption></figure></div>



<p>Il carillon rivolto verso la cittadella è suddiviso su due livelli. Su quello inferiore trovano spazio due figure, che rappresentano la <em>dea della Pace</em> ed un tamburino, rispettivamente a sinistra e a destra. Sopra di essi, campeggiano le marionette raffiguranti la <em>Giustizia </em>e la <em>Rettitudine</em>, che impugnano l&#8217;una una bilancia e l&#8217;altra una spada. </p>



<p>Ai lati di queste due figure si possono notare due angioletti, a simboleggiare l&#8217;alternarsi del giorno e della notte. A seconda dell&#8217;orario, uno dei due sporge dalla sua nicchia, mentre l&#8217;altro rimane seminascosto.</p>



<p>Non meno curioso è <strong>il carillon che dà sull&#8217;altra facciata</strong>, quello cioè rivolto verso la città bassa, anch&#8217;esso suddiviso in due livelli. Il livello inferiore è occupato da un tamburino (uguale a quello presente sul lato opposto) e da una figura che, si pensa, rappresenti un boia, benché non se ne abbia certezza, dato che molti dettagli sono andati perduti.</p>



<p>Sul livello superiore trova spazio una marionetta più grande, che cambia ogni giorno allo scoccare della mezzanotte. Complessivamente sono presenti sette marionette, che simboleggiano ognuna un giorno della settimana, ma anche un diverso pianeta, un metallo ed una divinità antica.</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="alignright size-bigger_than_medium"><a href="https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/sighisoara-orologio-figure.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" width="400" height="267" src="https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/sighisoara-orologio-figure-400x267.jpg" alt="Le marionette all'interno dell'orologio rivolto verso la città bassa" class="wp-image-13199" srcset="https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/sighisoara-orologio-figure-400x267.jpg 400w, https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/sighisoara-orologio-figure-300x200.jpg 300w, https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/sighisoara-orologio-figure-800x533.jpg 800w, https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/sighisoara-orologio-figure-640x427.jpg 640w, https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/sighisoara-orologio-figure.jpg 1200w" sizes="(max-width: 400px) 100vw, 400px" /></a></figure></div>



<p>Se salirete sulla <strong>Torre dell&#8217;Orologio di Sighisoara</strong>, potrete osservare da vicino questo complesso meccanismo. Le sette statue, alte circa 80cm, sono disposte su una ghiera, che ogni giorno ruota di qualche grado, affinché una di esse sporga dalla nicchia. </p>



<p>Quello in primo piano, nella foto, dovrebbe essere la figura che rappresenta il martedì, oltre che il ferro, il pianeta Marte e la divinità della guerra ad esso associata al tempo dei Romani.</p>





<h4 class="wp-block-heading">Dentro la Torre: Museo e Terrazza Panoramica</h4>



<p>La <strong>Torre dell&#8217;Orologio di Sighisoara</strong>, come dicevo, è aperta al pubblico ed ospita al proprio interno un museo dedicato alla storia della cittadina.</p>



<p>Questo museo è stato istituito già alla fine dell&#8217;Ottocento e si sviluppa sui diversi piani che compongono l&#8217;edificio. Al suo interno sono esposti vari oggetti antichi, soprattutto di natura medica e chirurgica, ma anche bauli, mobili ed articoli di uso comune. </p>



<p>È anche presente un plastico, piuttosto dettagliato, che mostra la città in miniatura così come appariva in passato. Il reperto di maggior interesse rimane comunque a mio avviso il meccanismo che anima il carillon dell&#8217;orologio, che vi ho descritto poc&#8217;anzi e che incrocerete presso una delle ultime rampe.</p>



<p>Giunti in cima alla Torre dell&#8217;Orologio, vi ritroverete su una balconata che offre una <strong>splendida vista a 360 gradi su Sighisoara</strong>. </p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="800" height="533" src="https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/sighisoara-transilvania-romania-800x533.jpg" alt="veduta di Sighisoara dall'alto dalla Torre dell'Orologio" class="wp-image-13240" srcset="https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/sighisoara-transilvania-romania-800x533.jpg 800w, https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/sighisoara-transilvania-romania-300x200.jpg 300w, https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/sighisoara-transilvania-romania-640x427.jpg 640w, https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/sighisoara-transilvania-romania-400x267.jpg 400w, https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/sighisoara-transilvania-romania.jpg 1200w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></figure>



<p>Verso nord, vi si presenterà davanti la monumentale <strong>Chiesa sulla Collina</strong>, mentre sul lato opposto si erge, proprio sull&#8217;altro lato della strada, la Chiesa del Monastero.</p>



<p>Ad Est, si scorge una parte della piazza principale, mentre in lontananza potrete individuare facilmente molte delle altre torri che svettano dalle mura medievali.</p>



<p>L&#8217;ascesa fino alla terrazza panoramica non è particolarmente faticosa, se paragonata ad altre famose torri accessibili al pubblico disseminate per l&#8217;Europa. Il biglietto di ingresso (che include ovviamente anche la visita al museo) <strong>costa solo 15 Ron</strong>, equivalenti a circa 3€.</p>



<p>Questi sono gli orari di apertura, in base ai quali è purtroppo preclusa la possibilità di scattare foto al tramonto:</p>



<ul class="margine-elenco"><li>Dal <strong>15 Maggio</strong> al <strong>15 Settembre</strong>: dalle 9:00 alle 18:30 dal martedì al venerdì e dalle 10:00 alle 17:30 il sabato e la domenica.</li><li>Dal <strong>16 Settembre</strong> al <strong>14 Maggio</strong>: dalle 9:00 alle 15:30 dal martedì al venerdì e dalle 10:00 alle 15:30 il sabato e la domenica.</li><li>Giorno di chiusura: lunedì (tutto l&#8217;anno).</li></ul>





<h3 class="wp-block-heading" id="piazza-musei">Piata Muzeului</h3>



<p>La piazzetta dalla quale si innalza la Torre dell&#8217;Orologio prende il nome di <strong>Piata Muzeului</strong> (<em>Piazza dei Musei</em>), e costituisce un po&#8217; uno dei punti di riferimento della cittadina, assieme alla vicina piazza centrale.</p>



<p>Su di essa si affacciano infatti &#8211; oltre alla torre &#8211; diversi edifici di grande interesse storico, architettonico e folkloristico.</p>



<h4 class="wp-block-heading">Museo Delle Armi</h4>



<p>Ad angolo tra <em>Strada Cositorarilor</em> (diretta verso la collina) ed il percorso che conduce alla piazza principale, trova spazio il piccolo <strong>Museo delle Armi di Sighisoara</strong>.</p>



<p>Si tratta di una collezione non molto ampia e che forse meriterebbe una maggiore cura, ma che nel complesso risulta comunque interessante. Fra i reperti sono presenti sia armi da taglio che da fuoco, oltre a vari strumenti bellici riconducibili a diverse epoche storie.</p>



<p>È anche presente una sezione dedicata al celebre <strong>Vlad Tepes</strong>, con informazioni sulla sua casata, il suo albero genealogico e riproduzione di stampe o documenti storici che lo riguardano, tutto rigorosamente in lingua rumena.</p>



<p>La visita al <strong>Museo delle Armi di Sighisoara</strong> non dovrebbe richiedere più di mezz&#8217;ora, forse anche meno, ed il biglietto d&#8217;ingresso costa 6 Lei per gli adulti o 1,5 Lei per i bambini (rispettivamente circa 1,5€ e 0,4€).</p>





<h4 class="wp-block-heading">La Casa Dracula</h4>



<p>Sighisoara è dunque la città natale del sanguinario <em>Vlad Drăculea</em> (o <em>Vlad Tepes</em> ossia l&#8217;<em>impalatore</em>): colui che ispirò la figura del <strong>conte Dracula</strong>.</p>



<p>A questo proposito, prima di proseguire, ritengo opportuno fare alcune premesse, le stesse che ho fatto nell&#8217;articolo dedicato al <a href="https://www.vcomeviaggio.com/castello-dracula-romania/">Castello di Bran</a>. È chiaro che nel delineare la figura del vampiro più famoso della letteratura, Bram Stoker abbia ampiamente ed esplicitamente tratto spunto dal crudele voivoda quattrocentesco, prendendone in prestito sia la sinistra fama che il patronimico.</p>



<p>I legami fra i due personaggi (separati fra l&#8217;altro da oltre quattro secoli) si fermano però qui. Qualsiasi associazione tra Vlad III e vampiri succhiatori di sangue non può che essere posticcia e forzata.</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="alignright size-medium_large is-resized"><a href="https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/vlad-III.jpg"><img decoding="async" src="https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/vlad-III-529x640.jpg" alt="vlad III l'impalatore, meglio noto come Dracula" class="wp-image-11513" width="400" srcset="https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/vlad-III-529x640.jpg 529w, https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/vlad-III-331x400.jpg 331w, https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/vlad-III-248x300.jpg 248w, https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/vlad-III.jpg 661w" sizes="(max-width: 529px) 100vw, 529px" /></a><figcaption>Ritratto di Vlad III di Valacchia</figcaption></figure></div>



<p>Le due figure coincidono tuttavia perfettamente per molti dei turisti che si recano in Transilvania. Ciò spiana la strada a diversi fraintendimenti: in Romania, Vlad III è considerato una sorta di eroe nazionale e tutti i punti che hanno visto il suo passaggio (spesso solo per tradizione) si sono trasformati in destinazioni turistiche.</p>



<p>Presso questi luoghi, molti visitatori si aspettano ahimè di trovare più attrazioni in perfetto stile Halloween che non riferimenti al personaggio storico realmente esistito.</p>



<p>Un caso esplicativo è proprio la <strong>Casa di Dracula di Sighisoara</strong>, il grande edificio giallo ocra che dà su Piata Muzeului. Una targa marmorea con caratteri gotici riporta che qui visse il piccolo Dracula (che fatica immaginarlo bambino!) dalla sua nascita, nel 1431, al 1435.</p>



<p>Un&#8217;enunciazione da prendere in verità con le pinze: benché sia assodato che Vlad Tepes sia effettivamente nato a Sighisoara, meno certezze si hanno su quale fosse la dimora della famiglia.</p>



<p>La <strong>Casa di Dracula di Sighisoara</strong> ospita oggi, al piano terra, un ristorantino che raccoglie discrete recensioni da parte degli avventori. Al piano superiore, in quella che sarebbe l&#8217;esatta camera nella quale Vlad Tepes vide la luce, si trova invece una vera e propria <strong>trappola per turisti</strong>.</p>



<p>La stanza è illuminata da una fioca luce rossa, come rosso sangue sono tende e tappezzeria. Al suo interno sono stati collocati alla rinfusa &#8216;spaventosi&#8217; ragni di plastica, inquietanti pagliacci più di ispirazione cinematografica che non medievale e vari elementi scenografici di infima qualità.</p>



<p>Ciliegina sulla torta: al centro dell&#8217;ambiente giace una bara, con all&#8217;interno un ragazzo vestito da vampiro che, al sopraggiungere dei visitatori, si alza e fa &#8220;<em>buuuh</em>&#8220;. Insomma: uno spettacolo che rasenta davvero il ridicolo e che (se non si fosse capito) vi consiglio francamente di risparmiarvi.</p>



<p>Se invece la curiosità avesse il sopravvento, dovrete rivolgervi al personale stesso del ristorante ed acquistare un biglietto al prezzo di 10 Lei (circa 2€).</p>



<p>Voglio comunque segnalare che a breve distanza esiste un luogo ben più interessante e più serio interamente dedicato alla figura storica di Vlad III.</p>



<p>Il museo (o meglio, la mostra) prende il nome di <strong>Dracula Investigation</strong> e si trova lungo <em>Strada Cositorarilor</em>, a poche decine di metri dalla piazzetta.</p>





<h4 class="wp-block-heading">La Casa Veneziana</h4>



<p>Dall&#8217;altro lato della strada, la vostra attenzione sarà forse catturata da un edificio verde, anch&#8217;esso ad angolo, dalle rifiniture molto elaborate. Si tratta della cosiddetta <strong>Casa Veneziana</strong> (in rumeno <em>Casa Venețiană</em>), anch&#8217;essa considerata una delle principali cose da vedere a Sighisoara.</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="alignright size-bigger_than_medium"><a href="https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/casa-veneziana-sighisoara.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" width="400" height="267" src="https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/casa-veneziana-sighisoara-400x267.jpg" alt="La Casa Veneziana" class="wp-image-13239" srcset="https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/casa-veneziana-sighisoara-400x267.jpg 400w, https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/casa-veneziana-sighisoara-300x200.jpg 300w, https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/casa-veneziana-sighisoara-800x533.jpg 800w, https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/casa-veneziana-sighisoara-640x427.jpg 640w, https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/casa-veneziana-sighisoara.jpg 1200w" sizes="(max-width: 400px) 100vw, 400px" /></a><figcaption>La Casa Veneziana</figcaption></figure></div>



<p>La casa fu costruita tra la fine del XVI e l&#8217;inizio del XVII secolo ma deve la sua attuale estetica ad interventi successivi. Sembra infatti che all&#8217;inizio del Novecento, l&#8217;edificio fosse di proprietà dell&#8217;allora sindaco di Sighisoara. Questi, era innamorato di una donna veneziana, che volle portare con sé in Transilvania.</p>



<p>Benché la coppia vivesse felice, la donna iniziò a provare nostalgia per la propria patria, cosicché il marito, per alleviare le sue sofferenze, fece restaurare la casa in un vago stile veneziano, riscontrabile soprattutto in corrispondenza delle finestre.</p>



<p>Il piano terra della casa ospita oggi una piccola galleria d&#8217;arte con annesso negozietto di souvenir, che si affaccia direttamente sulla piazza.</p>





<h4 class="wp-block-heading">Chiesa del Monastero</h4>



<p>Proprio di fronte la Torre dell&#8217;Orologio sorge un&#8217;imponente costruzione in stile gotico: la <strong>Chiesa del Monastero</strong> (<em>Biserica Mănăstirii din Sighișoara</em>).</p>



<p>Dal punto di vista storico ed architettonico, si tratta dell&#8217;edificio più interessante fra quelli che si affacciano sulla piazzetta, fatta eccezione per la torre stessa, naturalmente. Inoltre, dopo la <em>Chiesa sulla Collina</em> (della quale parlerò più avanti), questo è il luogo di culto più importante di Sighisoara.</p>



<p>In passato, la chiesa era parte di un più ampio complesso monastico, il che ne spiega fra l&#8217;altro il nome. Il monastero era stato costruito nel XIII secolo (come estensione di una chiesetta preesistente) ma fu abbandonato tre secoli più tardi e definitivamente demolito nell&#8217;Ottocento.</p>



<p>La costruzione oggi esistente fu invece edificata a cavallo fra la fine del XV secolo ed i primi anni del XVI. Alla modica cifra di 5 Lei è possibile <strong>visitare l&#8217;interno della chiesa</strong> che, benché forse un po&#8217; spoglio, presenta elementi piuttosto interessanti, come l&#8217;altare e l&#8217;antichissimo fonte battesimale.</p>



<p>A spiccare sono però, soprattutto, i 39 tappeti orientali posti a decorazione della navata, donati alla chiesa dai ricchi mercanti che popolavano un tempo Sighisoara, e risalenti perlopiù al XV secolo.</p>





<h3 class="wp-block-heading" id="piazza-centrale">Piața Cetății: Piazza Principale di Sighisoara</h3>



<p>Pochi metri ad ovest della Torre dell&#8217;Orologio e dei luoghi di interesse di Sighisoara dei quali ho parlato finora, si apre <strong>Piața Cetății</strong>, la piazza principale della cittadina.</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="alignright size-bigger_than_medium"><a href="https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/sighisoara-Piata-Cetati.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" width="400" height="267" src="https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/sighisoara-Piata-Cetati-400x267.jpg" alt="Scorcio della piazza principale di Sighisoara" class="wp-image-13233" srcset="https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/sighisoara-Piata-Cetati-400x267.jpg 400w, https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/sighisoara-Piata-Cetati-300x200.jpg 300w, https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/sighisoara-Piata-Cetati-800x533.jpg 800w, https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/sighisoara-Piata-Cetati-640x427.jpg 640w, https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/sighisoara-Piata-Cetati.jpg 1200w" sizes="(max-width: 400px) 100vw, 400px" /></a></figure></div>



<p>Su di essa si affacciano diversi edifici storici, in massima parte adibiti a ristoranti, hotel e locali per turisti.</p>



<h4 class="wp-block-heading">House on The Rock</h4>



<p>Sul lato settentrionale della piazza sorge la <strong>House on The Rock</strong>, che ospita un bar ed un negozietto di prodotti artigianali. Il suo nome (per il quale è stata scelta la lingua inglese) trae origine da un passo biblico, ma si rifà anche alla posizione stessa dell&#8217;edificio: la rocca sulla quale è adagiato il centro di Sighisoara.</p>



<p>La <strong>House on the Rock</strong> è stata costruita a seguito dell&#8217;incendio del 1676 ed è stata recentemente restaurata dalla fondazione religiosa <em>Veritas</em>. Durante i lavori di recupero, nel basamento fu rinvenuto un piccolo tesoro: 800 monete d&#8217;argento del XVI secolo.</p>



<p>Sembra che a sotterrare il denaro fu uno degli antichi proprietari dell&#8217;edificio, così da metterlo al sicuro prima di partire per la guerra. Purtroppo per lui, però, dalla guerra non tornò mai ed i suoi averi rimasero sepolti per oltre 400 anni. </p>





<h4 class="wp-block-heading">La Casa dei Cervi</h4>



<p>Sul lato opposto della piazza si trova invece la <strong>Casa dei Cervi</strong> (<em>Casa cu Cerb</em>), considerata la costruzione meglio conservata della Sighisoara rinascimentale.</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="alignright size-bigger_than_medium"><a href="https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/Casa-cu-Cerb.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" width="400" height="267" src="https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/Casa-cu-Cerb-400x267.jpg" alt="casa dei cervi di Sighisoara" class="wp-image-13242" srcset="https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/Casa-cu-Cerb-400x267.jpg 400w, https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/Casa-cu-Cerb-300x200.jpg 300w, https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/Casa-cu-Cerb-640x427.jpg 640w, https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/Casa-cu-Cerb.jpg 800w" sizes="(max-width: 400px) 100vw, 400px" /></a></figure></div>



<p>A caratterizzare l&#8217;edificio è la coppia di cervi raffigurati sulla facciata, in corrispondenza dell&#8217;angolo nord-occidentale. I due cervi sono dipinti, l&#8217;uno adiacente all&#8217;altro, su due versanti differenti della struttura, ma condividono la stessa testa, posizionata esattamente sullo spigolo.</p>



<p>La testa è composta da una struttura in legno dalla quale si diramano due corna autentiche. Anche la Casa dei Cervi, come altri edifici storici di Sighisoara, è oggi adibita a ristorante.</p>





<h3 class="wp-block-heading" id="chiesa-sulla-collina-sighisoara">La Chiesa sulla Collina ed il Cimitero Sassone</h3>



<p>La <strong>Chiesa Sulla Collina</strong> (in rumeno <em>Biserica din Deal</em>) è il più importante luogo di culto di Sighisoara.</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="alignright size-bigger_than_medium"><a href="https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/vista-torre.sighisoara.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" width="400" height="267" src="https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/vista-torre.sighisoara-400x267.jpg" alt="La Chiesa sulla Collina vista dalla Torre dell'Orologio" class="wp-image-13201" srcset="https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/vista-torre.sighisoara-400x267.jpg 400w, https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/vista-torre.sighisoara-300x200.jpg 300w, https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/vista-torre.sighisoara-800x533.jpg 800w, https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/vista-torre.sighisoara-640x427.jpg 640w, https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/vista-torre.sighisoara.jpg 1200w" sizes="(max-width: 400px) 100vw, 400px" /></a></figure></div>



<p>Le notevoli dimensioni della chiesa (è la terza più grande della Transilvania) e la sua posizione (<a class="smooth-scroll" href="#sighisoara-cosa-vedere">torna alla mappa</a>), proprio in cima alla collina, le conferiscono una considerevole maestosità, sottolineata anche dalle austere forme del gotico.</p>



<p>Non è chiaro a quando risalga, esattamente, l&#8217;edificazione della Chiesa sulla Collina. Sembra che i lavori iniziarono a metà del XIV secolo e si protrassero per diversi decenni. Già in precedenza, comunque, era presente una più modesta chiesa in stile romanico.</p>



<p>Molti interventi di restauro si resero inoltre necessari, nei secoli successivi, a causa degli ingenti danni causati da incendi e terremoti.</p>



<p>Alle spalle della chiesa, sul suo lato occidentale, trova spazio il cosiddetto <strong>Cimitero Sassone di Sighisoara</strong> (<em>Cimitirul Bisericii Din Deal</em>, in rumeno). La parte del cimitero più vicina alla chiesa è composta soprattutto da lapidi piuttosto antiche, alcune delle quali risalenti al Settecento. Molte di esse sono impreziosite da solenni colonne o dettagliate sculture raffiguranti animali.</p>





<h4 class="wp-block-heading">La Scala Coperta</h4>



<p>Per accedere alla chiesa ed al cimitero si può percorrere la <strong>Scala Coperta</strong> (<em>Scara acoperita</em> o <em>Scara de lemn</em>), un&#8217;altra delle più famose attrazioni di Sighisoara.</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="alignright size-medium_large is-resized"><a href="https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/sighisoara-scala-coperta.jpg"><img decoding="async" src="https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/sighisoara-scala-coperta-427x640.jpg" alt="La Scala Coperta che conduce alla Chiesa sulla Collina" class="wp-image-13232" width="400" srcset="https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/sighisoara-scala-coperta-427x640.jpg 427w, https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/sighisoara-scala-coperta-200x300.jpg 200w, https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/sighisoara-scala-coperta-533x800.jpg 533w, https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/sighisoara-scala-coperta-267x400.jpg 267w, https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/sighisoara-scala-coperta.jpg 800w" sizes="(max-width: 427px) 100vw, 427px" /></a><figcaption>La Scala Coperta e la Chiesa sulla Collina</figcaption></figure></div>



<p>La scala è composta da 176 gradini (in origine erano circa 300) e collega la cima della collina con la <em>Strada Scolii</em>, a sua volta prolungamento della piazza principale. Come suggerisce il suo stesso nome, la scala è interamente coperta da un tetto di legno. </p>



<p>Quando fu costruita, nel 1642, la scala era utilizzata soprattutto di inverno, così da permettere di raggiungere la cima della collina al riparo dalle intemperie. Oltre alla chiesa, in cima alla collina era (ed è tuttora) presente anche una scuola, motivo per cui la scala viene anche definita &#8220;<em>degli studenti</em>&#8221; o &#8220;<em>degli studiosi</em>&#8220;.</p>



<p>Da precisare che la scala è ovviamente inaccessibile con passeggini o carrozzine. In alternativa ad essa, per salire sulla collina, si può utilizzare la meno impervia <em>Strada Scarii</em>, sulla destra della Scala Coperta.</p>





<h3 class="wp-block-heading" id="torri-sighisoara">Le Torri di Sighisoara</h3>



<p>Come ogni cittadella fortificata che si rispetti, <strong>Sighisoara disponeva di diverse torri</strong>, che si innalzavano dalla cinta muraria.</p>



<p>Ogni torre era concepita come parte di un sistema difensivo comune ma doveva anche costituire una fortezza a sé stante, tale che la sua caduta non si traducesse necessariamente nella conquista della città.</p>



<p>Delle <strong>14 torri originarie</strong> (inclusa quella dell&#8217;orologio), 9 sono sopravvissute all&#8217;avvicendarsi dei secoli e sono tuttora visibili.</p>



<p>Come vi dicevo, in passato Sighisoara viveva soprattutto di artigianato e di commercio ed i suoi abitanti erano suddivisi in diverse corporazioni, in base all&#8217;attività svolta. Tutte le torri di Sighisoara portano il nome di una di queste corporazioni.</p>



<p>Purtroppo, ad eccezione di quella dell&#8217;Orologio, nessuna delle torri è aperta al pubblico ed è quindi possibile apprezzarle esclusivamente dall&#8217;esterno.</p>



<p>La posizione di tutte le <strong>torri di Sighisoara</strong> è indicata nella <a class="smooth-scroll" href="#sighisoara-cosa-vedere">mappa sopra</a> con il segnaposto di colore marrone.</p>





<h4 class="wp-block-heading">Torre degli Stagnai</h4>



<p>La <strong>Torre degli Stagnai</strong> (in rumeno <em>Turnul Cositorilor</em>) è forse quella che più spicca dal profilo di Sighisoara.</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="alignright size-medium_large is-resized"><a href="https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/torre-stagnai-sighisoara.jpg"><img decoding="async" src="https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/torre-stagnai-sighisoara-427x640.jpg" alt="Torri di Sighisoara" class="wp-image-13243" width="400" srcset="https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/torre-stagnai-sighisoara-427x640.jpg 427w, https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/torre-stagnai-sighisoara-200x300.jpg 200w, https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/torre-stagnai-sighisoara-533x800.jpg 533w, https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/torre-stagnai-sighisoara-267x400.jpg 267w, https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/torre-stagnai-sighisoara.jpg 800w" sizes="(max-width: 427px) 100vw, 427px" /></a><figcaption>Torre degli Stagnai e Torre dei Conciatori (in primo piano)</figcaption></figure></div>



<p>Potrete scorgerla facilmente anche dalla sommità della Torre dell&#8217;Orologio, osservando in direzione della collina, preceduta dalla modesta <em>Torre dei Conciatori </em>(vedi sotto).</p>



<p>Per la sua posizione strategica e per le sue notevoli dimensioni (25 metri di altezza), questa torre ricopriva un ruolo chiave nella difesa della città.</p>



<p>La struttura della torre appare alquanto curiosa: la base (ricavata da una costruzione preesistente) è infatti a pianta quadrata, mentre la parte centrale ed il livello superiore sono rispettivamente pentagonale ed ottagonale. Questa peculiarità (comune anche ad altre torri di Sighisoara) è dovuta alle numerose ristrutturazioni susseguitesi nel corso dei secoli.</p>





<h4 class="wp-block-heading">Torre dei Conciatori</h4>



<p>La <strong>Torre dei Conciatori</strong> (<em>Turnul Tăbăcarilor</em>) è la piccola struttura situata in prossimità della ben più possente Torre degli Stagnai (visibile in basso a destra nella foto sopra). Le due torri distano una cinquantina di metri e sono tuttora collegate da una sezione originale della cinta muraria.</p>



<p>Non si tratta certo di una fra le torri più impressionanti di Sighisoara, anzi, a prima vista si faticherebbe addirittura ad identificarla in quanto tale. La struttura è infatti molto semplice, composta da una base quadrata ed con un tetto inclinato verso l&#8217;interno della cittadella.</p>



<p>Eppure, la Torre dei Conciatori sembra essere la più antica fra quelle cittadine. Fu infatti costruita nel XIII secolo e, scampata all&#8217;incendio del 1676, conserva tuttora le sue forme originarie.</p>





<h4 class="wp-block-heading">Torre dei Calzolai</h4>



<p>La <strong>Torre dei Calzolai</strong> (<em>Turnul Cizmarilor</em>) si trova nella parte nord-orientale di Sighisoara. Si tratta di una struttura tozza dal diametro di 10 metri a pianta pentagonale. La sommità dell&#8217;edificio integra due graziose torrette d&#8217;osservazione rivolte su versanti opposti.</p>



<p>La torre fu ricostruita nell&#8217;ultimo ventennio del XVII secolo, dopo la completa distruzione dovuta all&#8217;incendio del 1676. La scala in legno, nonostante il suo aspetto medievale, fu aggiunta invece soltanto nel 2001. Oggi, la Torre dei Calzolai è adibita a sede di un&#8217;emittente radio locale.</p>





<h4 class="wp-block-heading">Torre dei Sarti</h4>



<p>La <strong>Torre dei Sarti</strong> (in rumeno <em>Turnul Croitorilor</em>) sorge nella parte occidentale del centro storico, segnandone il confine.</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="alignright size-medium_large is-resized"><a href="https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/torre-dei-sarti-sighisoara.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/torre-dei-sarti-sighisoara-427x640.jpg" alt="Torre dei Sarti di Sighisiara" class="wp-image-13244" width="400" height="599" srcset="https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/torre-dei-sarti-sighisoara-427x640.jpg 427w, https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/torre-dei-sarti-sighisoara-200x300.jpg 200w, https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/torre-dei-sarti-sighisoara-533x800.jpg 533w, https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/torre-dei-sarti-sighisoara-267x400.jpg 267w, https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/torre-dei-sarti-sighisoara.jpg 800w" sizes="(max-width: 400px) 100vw, 400px" /></a><figcaption>Torre dei Sarti di Sighisiara</figcaption></figure></div>



<p>Così come la Torre dell&#8217;Orologio, collocata sul versante opposto, quella dei Sarti funge anche da porta di accesso alla cittadella. Difatti, l&#8217;edificio è attraversato da due portali paralleli con archi a tutto sesto.</p>



<p>La torre fu originariamente costruita nel XIII secolo, ma la massiccia struttura oggi visibile, fatta eccezione per la base, è frutto di un profondo restauro settecentesco. La parte sommitale è invece stata ricostruita, in modo fedele all&#8217;originale, soltanto nel corso del Novecento.</p>



<p>Al momento dell&#8217;incendio del 1676 la torre conteneva al proprio interno un&#8217;ingente quantità di polvere da sparo, con un esito che potrete facilmente immaginare.</p>





<h4 class="wp-block-heading">Torre dei Macellai e dei Torre Pellicciai </h4>



<p>La <strong>Torre dei Macellai</strong> (<em>Turnul Măcelarilor</em>) e la <strong>Torre dei Pellicciai</strong> (<em>Turnul Cojocarilor</em>), insieme ad altre strutture più basse, formano un unico complesso difensivo posto ad sud-ovest della cittadella.</p>



<p>La <strong>Torre dei Macellai</strong> fu edificata nel Quattrocento ma pesantemente modificata nel corso del secolo successivo, con l&#8217;innalzamento di un ulteriore piano. L&#8217;incendio del 1676 non raggiunse l&#8217;edificio, che preserva quindi tuttora il suo aspetto originario.</p>



<p>La <strong>Torre dei Pellicciai</strong>, dal canto suo, fu originariamente costruita nel Trecento, ma in seguito completamente riedificata. L&#8217;incendio del 1676 raggiunse la torre senza distruggerla ma arrecando comunque ingenti danni.</p>



<p>Le due torri (distanti pochi metri l&#8217;una dall&#8217;altra) sono collegate da un corridoio che oggi funge anche da ulteriore ingresso in città.</p>





<h4 class="wp-block-heading">Torre dei Funai</h4>



<p>La <strong>Torre dei Funai</strong> (<em>Turnul Frânghierilor</em>) è quella in un certo senso più particolare: fra le varie torri di Sighisoara, questa è infatti l&#8217;unica ad essere abitata.</p>



<p>La torre si trova a pochi metri dalla Chiesa sulla Collina, nel punto più alto della cittadella. Il fortunato inquilino di turno è il guardiano dell&#8217;adiacente cimitero.</p>





<h4 class="wp-block-heading">Torre dei fabbri (Turnul Fierarilor)</h4>



<p>La <strong>Torre dei Fabbri</strong> si trova dietro la Chiesa del Monastero Domenicano, e quindi nei dintorni di <em>Piata Muzeului</em>.</p>



<p>Fu costruita nella prima metà del Seicento, allo scopo di proteggere l&#8217;adiacente complesso monastico. Nei secoli successivi, comunque, la torre perdette la sua funzione difensiva e fu adibita prima a magazzino e poi a caserma dei pompieri.</p>





<h2 class="wp-block-heading" id="sighisoara-come-arrivare">Come Arrivare a Sighisoara</h2>



<p>Finito di parlare delle cose da vedere in città, scopriamo adesso <strong>come arrivare a Sighisoara</strong> partendo da altre località della Romania.</p>



<p>Sighisoara si trova nel cuore della Transilvania, equidistante (bene o male) dalle tre principali città della zona: <em>Brasov</em>, <em>Sibiu</em> e <em>Cluj Napoca</em>. Tutte queste destinazioni distano fra i 100 ed i 150Km e rappresentano a loro volta delle mete a mio giudizio imperdibili durante un viaggio in Romania.</p>



<p>Ciò rende Sighisoara una destinazione facilmente inseribile in un itinerario in questa regione: io, viaggiando zaino in spalla, ho fatto tappa in città dopo aver lasciato Brasov e prima di raggiungere Sibiu.</p>



<h3 class="wp-block-heading">In Aereo</h3>



<p>Gli aeroporti più vicini a Sighisoara sono il piccolo <strong>scalo di Sibiu</strong> e quello di <strong>Cluj Napoca</strong>, che prevede anche alcuni voli da e per l&#8217;Italia.</p>



<p>Molto più numerosi sono comunque i collegamenti fra le città italiane e l&#8217;aeroporto di Bucarest, che tuttavia si trova più distante.</p>





<h3 class="wp-block-heading">In Auto</h3>



<p>Se avete a disposizione un&#8217;automobile (ed io vi consiglio vivamente di procurarvela), arrivare a Sighisoara si rivelerà tutto sommato abbastanza semplice.</p>



<p>Il tempo di percorrenza medio, partendo da <strong>Cluj Napoca</strong>, è di circa due ore e mezza, mentre partendo <strong>da Brasov e Sibiu</strong> dovrete mettere in conto <strong>circa un&#8217;ora e mezza</strong>. Da queste città è dunque possibile visitare Sighisoara anche in giornata, a patto di disporre di un mezzo proprio.</p>



<p>Partendo da Bucarest, la situazione si fa un po&#8217; più complicata: i circa 300 chilometri che separano le due città richiedono grossomodo quattro ore e mezza di guida (considerando solo l&#8217;andata).</p>



<iframe src="https://www.google.com/maps/embed?pb=!1m26!1m12!1m3!1d1203619.6718522252!2d25.66962240905596!3d45.517899171967564!2m3!1f0!2f0!3f0!3m2!1i1024!2i768!4f13.1!4m11!3e0!4m3!3m2!1d44.4327201!2d26.1120122!4m5!1s0x474b74f2e6637e5b%3A0x7b12e0094163247f!2sSighi%C8%99oara%2C%20Romania!3m2!1d46.2197025!2d24.796387799999998!5e0!3m2!1sit!2sit!4v1617281183573!5m2!1sit!2sit" style="border:0;" allowfullscreen="" loading="lazy" width="800" height="600"></iframe>





<h3 class="wp-block-heading">In Treno</h3>



<p>Non si direbbe, ma la <strong>stazione di Sighisoara</strong> (decisamente trascurata al momento della mia visita) è collocata su una linea ferroviaria internazionale. Qui fermano addirittura alcuni treni che collegano Vienna a Budapest a Bucarest, oltre naturalmente a tutti quelli locali.</p>



<p>Ciò garantisce un numero di collegamenti relativamente elevato, per quelli che sono gli standard della Romania. Tuttavia, per la maggior parte delle tratte, i tempi di percorrenza dei treni sono sensibilmente superiori a quelle degli autobus.</p>



<p>Partendo dalla pur vicina Brasov, sono necessarie ben 3 ore, nella migliore delle ipotesi mentre da Cluj Napoca 3 ore e mezza. Migliore è la situazione per chi parte da Sibiu: è infatti possibile spostarsi fra le due città in poco più di un paio d&#8217;ore.</p>



<p>Per quanto riguarda Bucarest, i treni diretti più rapidi impiegano circa 5 ore e mezza partendo dalla stazione principale. Ad ogni modo, per controllare gli orari dei treni ed organizzare gli spostamenti, vi consiglio di consultate direttamente il sito delle ferrovie rumene <a href="https://www.cfrcalatori.ro/" target="_blank" rel="noreferrer noopener nofollow">www.cfrcalatori.ro</a>.</p>





<h3 class="wp-block-heading">In Pullman</h3>



<p>Per la maggior parte delle tratte, <strong>raggiungere Sighisoara in pullman</strong> risulta una soluzione migliore rispetto al treno, come spesso avviene in Romania.</p>



<p>I tempi di percorrenza rimangono non trascurabili per chi parte a Bucarest, circa 6 ore, il che è comunque inevitabile considerando la distanza fra le due città (e le condizioni della rete stradale rumena).</p>



<p>Molto più comodi sono i collegamenti con Brasov, dalla quale potrete arrivare a Sighisoara in un&#8217;ora e mezza o poco più. Se partite da Cluj Napoca, dovreste invece impiegare tra le due ore e mezza e le tre ore.</p>



<p>Per consultare gli orari degli autobus aggiornati, vi rimando comunque al sito <a href="https://www.autogari.ro/" target="_blank" rel="noreferrer noopener nofollow">autogari.ro</a>. Vi consiglio inoltre di informarvi direttamente sul posto, presso gli uffici del turismo o semplicemente alla reception della vostra struttura ricettiva. </p>



<p>Ho infatti avuto modo di notare come di molti collegamenti di linea rumeni, soprattutto se concepiti per i locali, non vi sia la minima traccia online.</p>





<h2 class="wp-block-heading" id="consigli-utili">Visitare Sighisoara: Altri Consigli Utili</h2>



<h3 class="wp-block-heading">Come Spostarsi</h3>



<p>Tutti i <strong>luoghi di interesse di Sighisoara</strong>, come abbiamo visto, si trovano a breve distanza l&#8217;uno dall&#8217;altro, entro le mura della cittadella; il centro storico è pertanto facilmente fruibile anche a piedi.</p>



<p>D&#8217;altronde, la città vecchia è una zona a traffico limitato e non sarebbe quindi possibile percorrerla in auto.</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="alignright size-bigger_than_medium"><a href="https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/sighisoara-torre-orologio.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" width="400" height="267" src="https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/sighisoara-torre-orologio-400x267.jpg" alt="La Torre dell'Orologio" class="wp-image-13230" srcset="https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/sighisoara-torre-orologio-400x267.jpg 400w, https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/sighisoara-torre-orologio-300x200.jpg 300w, https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/sighisoara-torre-orologio-800x533.jpg 800w, https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/sighisoara-torre-orologio-640x427.jpg 640w, https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/sighisoara-torre-orologio.jpg 1200w" sizes="(max-width: 400px) 100vw, 400px" /></a></figure></div>



<p>Dalla città nuova, con tutta probabilità, passerete soltanto per raggiungere la cittadella dal parcheggio o dalla stazione. In ogni caso è un tragitto che potrete facilmente percorrere a piedi: la stazione ferroviaria e l&#8217;adiacente stazione dei pullman (<em>Autogara</em>) distano sì e no 1Km dal centro storico (<a class="smooth-scroll" href="#sighisoara-cosa-vedere">torna alla mappa</a>).</p>



<p>Se non voleste o non poteste spostarvi a piedi, per raggiungere la cittadella, potrete affidarvi agli economicissimi taxi, reperibili presso la stazione. In alternativa, potete provare a servirvi del trasporto pubblico urbano.</p>



<p>I bus locali di Sighisoara sono gestiti dall&#8217;azienda ATT, che possiede anche un sito web, <a href="http://www.attsighisoara.ro/index.php" target="_blank" rel="noreferrer noopener nofollow">www.attsighisoara.ro</a>, il quale tuttavia, nel momento in cui scrivo, non sembra di grande utilità. Anche in questo caso, è più probabile trovare informazioni utili direttamente sul posto.</p>





<h3 class="wp-block-heading">Quanti Giorni dedicare a Sighisoara</h3>



<p>Sighisoara è una cittadina che si presta a visite più o meno lunghe e più o meno approfondite. Credo che per la maggior parte dei visitatori <strong>un&#8217;intera giornata possa ritenersi adeguata</strong>, ma io vi consiglio di trascorrervi la notte, se ne avete la possibilità.</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="alignright size-bigger_than_medium"><a href="https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/sighisoara-torre.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" width="400" height="267" src="https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/sighisoara-torre-400x267.jpg" alt="Torre dell'Orologio di Sighisoara" class="wp-image-13231" srcset="https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/sighisoara-torre-400x267.jpg 400w, https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/sighisoara-torre-300x200.jpg 300w, https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/sighisoara-torre-800x533.jpg 800w, https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/sighisoara-torre-640x427.jpg 640w, https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/sighisoara-torre.jpg 1200w" sizes="(max-width: 400px) 100vw, 400px" /></a></figure></div>



<p>Io mi sono fermato addirittura per due notti, il che mi ha permesso di visitare le attrazioni cittadine con maggiore tranquillità. In verità, la scelta di rimanere più di quanto considerassi necessario, era dovuta soprattutto a motivi strategici.</p>



<p>Una volta lasciata Sighisoara, la mia meta era infatti <a href="https://www.vcomeviaggio.com/sibiu-romania/">Sibiu</a>, ma lungo il percorso intendevo anche fare una deviazione per visitare la <a href="https://www.vcomeviaggio.com/biertan-romania/">chiesa fortificata di Biertan</a>.</p>



<p>Se fossi rimasto un solo giorno avrei dovuto lasciare Sighisoara di domenica, ed avrei avuto a disposizione meno collegamenti coi mezzi pubblici. Il mio itinerario sarebbe insomma stato irrealizzabile. Inoltre, mi serviva un giorno di stop per lavare i vestiti e pianificare gli spostamenti successivi.</p>





<h3 class="wp-block-heading">Dove Dormire a Sighisoara</h3>



<p>Trattandosi di una località a forte vocazione turistica, trovare <strong>dove dormire a Sighisoara</strong> non si rivelerà certo un problema.</p>



<p>La cittadina conta numerosissime strutture ricettive fra hotel, bed and breakfast, case vacanza, ostelli e le immancabili <em>Pensiunea</em>. I prezzi, benché un po&#8217; più elevati rispetto alla media rumena, rimangono comunque abbordabilissimi.</p>



<p>Per quanto mi riguarda, ho trascorso la prima delle mie due notti a Sighisoara in un ostello, il <em>Burg Hostel</em>, presso il quale ho condiviso la stanza con due ragazzi di Bergamo. </p>



<p>La seconda notte, dato che l&#8217;ostello non aveva disponibilità, ho optato per la <em>Pensiunea Cristina si Pavel</em>. Entrambi gli alloggi si trovano vicinissimi alla piazza principale (come d&#8217;altronde altre decine di strutture) ed in generale mi sono trovato molto bene.</p>





<h3 class="wp-block-heading">Quando Andare</h3>



<p>Ho visitato la Romania nel mese di ottobre, trovando un po&#8217; ovunque, (incluso a Sighisoara) temperature gradevoli e giornate soleggiate. L&#8217;unica eccezione è stata una breve nevicata mentre mi trovavo nei dintorni di Brasov.</p>



<p>Ad ogni modo, non vedo motivi per sconsigliare la visita alla cittadina un po&#8217; in qualsiasi stagione, anche d&#8217;inverno, a meno che non siate particolarmente <em>freddolosi</em>. Credo anzi che una spolverata di neve sui secolari tetti di Sighisoara non farebbe altro che accrescerne ulteriormente il fascino.</p>



<p>Durante l&#8217;ultimo week-end di luglio, Sighisoara ospita un <strong>importante festival medievale</strong> che raccoglie migliaia di visitatori, sia rumeni che stranieri.</p>



<p>La manifestazione si tiene ormai da oltre un quarto di secolo ed è incentrata ogni anno su uno specifico tema, come la musica medievale, figure storiche (a cominciare ovviamente da Vlad Peles) o antichi ordini religiosi (ad esempio i Cavalieri Templari), giusto per citare alcuni esempi relativi alle ultime edizioni.</p>



<p>Dato che non ho potuto assistere a questo evento in prima persona, vi lascio con questo video pescato su Youtube, che si riferisce all&#8217;edizione del 2019.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<iframe loading="lazy" title="Festivalul Medieval Sighisoara 2019 - DACIA film" width="825" height="464" src="https://www.youtube.com/embed/18rFjXG4OvM?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture" allowfullscreen></iframe>
</div></figure>


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		<title>Barsana, Romania: Cosa Vedere e Come Arrivare</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 16 Dec 2020 17:55:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Romania]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Barsana, piccolo comune nella regione del Maramures, è stata l&#8217;ultima meta del mio viaggio in Romania. A dispetto delle sue ridotte dimensioni, Barsana può vantare due importanti luoghi di interesse, entrambi di carattere religioso. Qui sorgono infatti un grande complesso monastico, piuttosto conosciuto a livello locale, ed un&#8217;antica chiesa di legno, dichiarata dall&#8217;Unesco Patrimonio dell&#8217;Umanità. ... </p>
<p class="read-more-container"><a title="Barsana, Romania: Cosa Vedere e Come Arrivare" class="read-more button" href="https://www.vcomeviaggio.com/barsana-romania/#more-13170" aria-label="More on Barsana, Romania: Cosa Vedere e Come Arrivare">Leggi Tutto</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p><strong>Barsana</strong>, piccolo comune nella regione del <em>Maramures</em>, è stata l&#8217;ultima meta del mio viaggio in <strong>Romania</strong>.</p>



<span id="more-13170"></span>



<p>A dispetto delle sue ridotte dimensioni, <strong>Barsana </strong>può vantare due importanti luoghi di interesse, entrambi di carattere religioso. Qui sorgono infatti un grande <strong>complesso monastico</strong>, piuttosto conosciuto a livello locale, ed un&#8217;antica <strong>chiesa di legno</strong>, dichiarata dall&#8217;Unesco <em>Patrimonio dell&#8217;Umanità</em>. Non male per un paesino che conta sì e no 5.000 anime!</p>



<p>In questo articolo, vi darò tutte le informazioni che vi servono per <strong>visitare Bârsana</strong>, spiegandovi come arrivare e come organizzare al meglio la vostra visita in questo remoto angolo della Romania.</p>



<div class="pend"></div>
<div id="indice">
<p>Barsana, Romania</p>
<ul>
<li><a class="smooth-scroll" href="#introduzione">Cosa c&#8217;è da Sapere</a></li>
<li><a class="smooth-scroll" href="#monastero-barsana">Il Monastero di Barsana</a></li>
<li><a class="smooth-scroll" href="#barsana-chiesa-di-legno">La Chiesa di Legno di Barsana</a></li>
<li><a class="smooth-scroll" href="#barsana-come-arrivare">Come Arrivare</a></li>
</ul>
</div>
<div class="pend"></div>



<h2 class="wp-block-heading" id="introduzione">Barsana: Un Monastero, due Chiese Lignee e&#8230; Tanta Confusione</h2>



<p>Raccogliendo <strong>informazioni su Barsana</strong>, sia in occasione della mia visita, sia durante la stesura di questo articolo, ho potuto constatare che c&#8217;è molta confusione riguardo questa piccola località rumena.</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="alignright size-bigger_than_medium"><a href="https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/chiesa-legno-barsana.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" width="400" height="267" src="https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/chiesa-legno-barsana-400x267.jpg" alt="chiesa di legno di barsana" class="wp-image-13176" srcset="https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/chiesa-legno-barsana-400x267.jpg 400w, https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/chiesa-legno-barsana-300x200.jpg 300w, https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/chiesa-legno-barsana-800x533.jpg 800w, https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/chiesa-legno-barsana-640x427.jpg 640w, https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/chiesa-legno-barsana.jpg 1200w" sizes="(max-width: 400px) 100vw, 400px" /></a><figcaption>La Chiesa Vecchia di Barsana</figcaption></figure></div>



<p>Come vi dicevo, <strong>i luoghi di interesse di Barsana</strong> sono due: </p>



<ul class="margine-elenco"><li>Il grande <strong>monastero</strong>, situato qualche chilometro a sud-est del paese.</li><li>Una settecentesca <strong>chiesa di legno</strong>, collocata invece in centro.</li></ul>



<p>Questa piccola <strong>chiesa lignea </strong>(chiamiamola <em>Chiesa Vecchia</em>) è a mio modo di vedere il monumento più interessante di Barsana. È relativamente antica, può raccontare una storia molto travagliata e presenta un&#8217;architettura unica, che le ha valso anche il riconoscimento da parte dell&#8217;Unesco.</p>



<p>Anche il <strong>monastero</strong> comprende una chiesa (la <em>Chiesa Nuova</em>), come è normale che sia, ma si tratta di una costruzione molto più recente, benché realizzata anch&#8217;essa in legno, seguendo le tecniche tradizionali del luogo.</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="alignright size-medium_large is-resized"><img decoding="async" src="https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/chiesa-nuova-barsana-427x640.jpg" alt="chiesa nuova di Barsana all'interno del monastero" class="wp-image-13187" width="400" srcset="https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/chiesa-nuova-barsana-427x640.jpg 427w, https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/chiesa-nuova-barsana-200x300.jpg 200w, https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/chiesa-nuova-barsana-533x800.jpg 533w, https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/chiesa-nuova-barsana-267x400.jpg 267w, https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/chiesa-nuova-barsana.jpg 800w" sizes="(max-width: 427px) 100vw, 427px" /><figcaption>L&#8217;altissima Chiesa Nuova (all&#8217;interno del Monastero)</figcaption></figure></div>



<p>La maggior parte degli articoli dedicati a Barsana, sia quei pochi scritti in italiano, sia quelli ospitati su blog internazionali, menzionano soltanto una chiesa, quella collocata all&#8217;interno del monastero. Viene spesso erroneamente riportato che sia questa la chiesa &#8220;storica&#8221; e nella sua descrizione si fondono elementi dell&#8217;una e dell&#8217;altra.</p>



<p>A rendere ancora più complicata la situazione è la circostanza che la <em>Chiesa Vecchia</em>, quella patrimonio dell&#8217;Unesco, si trovasse effettivamente, un tempo, proprio all&#8217;interno del monastero: fu <strong>smontata e riassemblata </strong>nella sua nuova collocazione solo in un secondo momento, come vi spiegherò meglio più avanti.</p>



<p>Il povero turista che si ritrova a <strong>visitare Barsana</strong>, rischia insomma di limitarsi al solo monastero, tralasciando quello che è il vero <em>piatto forte </em>del paesino! Io stesso, mi sono reso conto dell&#8217;equivoco solo una volta giunto sul posto, all&#8217;interno del monastero.</p>





<h2 class="wp-block-heading" id="monastero-barsana">Il Monastero di Barsana</h2>



<p>Iniziamo parlando del <strong>Monastero di Barsana</strong>, che oggi rappresenta un importante punto di riferimento religioso nella Romania settentrionale.</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="alignright size-bigger_than_medium"><a href="https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/barsana-monastero.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" width="400" height="267" src="https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/barsana-monastero-400x267.jpg" alt="Monastero di barsana" class="wp-image-13177" srcset="https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/barsana-monastero-400x267.jpg 400w, https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/barsana-monastero-300x200.jpg 300w, https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/barsana-monastero-800x533.jpg 800w, https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/barsana-monastero-640x427.jpg 640w, https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/barsana-monastero.jpg 1200w" sizes="(max-width: 400px) 100vw, 400px" /></a><figcaption>Gli edifici che compongono il Monastero di Barsana</figcaption></figure></div>



<p>Non è chiaro quando sia stato edificato, ma la sua esistenza è testimoniata da alcuni documenti storici già verso <strong>la fine del XIV secolo</strong>. Nel corso del Settecento, il monastero dovette essere ricostruito, poiché raso al suolo durante un&#8217;invasione dei Tartari, nel 1717.</p>



<p>Era comunque in corso una fase di decadenza ed alla fine dello stesso secolo (nel 1791) <strong>il monastero fu abolito</strong>. I pochi monaci che ancora vi risiedevano furono costretti a fuggire ed i suoi edifici andarono nuovamente distrutti.</p>



<p>Benché il monastero non fosse più presente, il suo ricordo rimase vivo nella memoria della comunità, tramandandosi di generazione in generazione. Le travagliate vicende storiche del piccolo centro (e della Romania in generale), ne impedirono tuttavia, per molto tempo, la ricostruzione.</p>



<p>Nei secoli successivi, le sorti di Barsana, del Maramures, e della Transilvania seguirono quelle dell&#8217;Impero Austro-Ungarico, del quale fecero parte fino alla Grande Guerra. </p>



<div class="wp-block-image"><figure class="alignright size-medium_large is-resized"><a href="https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/ingresso-monastero-barsana.jpg"><img decoding="async" src="https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/ingresso-monastero-barsana-481x640.jpg" alt="Portale d'ingresso" class="wp-image-13178" width="400" srcset="https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/ingresso-monastero-barsana-481x640.jpg 481w, https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/ingresso-monastero-barsana-226x300.jpg 226w, https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/ingresso-monastero-barsana-601x800.jpg 601w, https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/ingresso-monastero-barsana-301x400.jpg 301w, https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/ingresso-monastero-barsana.jpg 902w" sizes="(max-width: 481px) 100vw, 481px" /></a><figcaption>Il portale di ingresso al Monastero</figcaption></figure></div>



<p>Al termine del conflitto, l&#8217;intera regione fu annessa al Regno di Romania, ma la stabilità era ancora lontana. Dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale, si instaurò infatti il regime comunista, che a sua volta osteggiò la costruzione di un nuovo istituto religioso.</p>



<p>Dopo la Rivoluzione Romena del 1989 e la caduta del Comunismo si crearono finalmente le condizioni per la <strong>ricostruzione del Monastero di <strong>Bârsana</strong></strong>, che iniziò soltanto nel 1993.</p>



<p>L&#8217;intera area si presenta oggi come un grande giardino, molto curato, all&#8217;interno del quale trovano spazio aiuole, piccoli stagni e gazebo in legno collegati da graziosi vialetti.</p>



<p>Molti sono gli edifici compongono il complesso, tutti realizzati seguendo la <strong>tradizionale lavorazione del legno</strong> che ha reso famoso il Maramures. Fra di essi, spicca la <em>Chiesa Nuova</em> che, come vi dicevo, viene spesso confusa con quella <em>Vecchia</em> (della quale parlerò dopo).</p>



<p>Si tratta di una costruzione recente, come tutto il complesso, ma interessante dal punto di vista architettonico. Con una guglia alta ben 57 metri, rappresenta uno degli edifici in legno più elevati d&#8217;Europa.</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="alignright size-bigger_than_medium"><a href="https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/interno-chiesa-barsana.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" width="400" height="297" src="https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/interno-chiesa-barsana-400x297.jpg" alt="Interno della chiesa nuova" class="wp-image-13174" srcset="https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/interno-chiesa-barsana-400x297.jpg 400w, https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/interno-chiesa-barsana-300x223.jpg 300w, https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/interno-chiesa-barsana-800x593.jpg 800w, https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/interno-chiesa-barsana-640x475.jpg 640w, https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/interno-chiesa-barsana.jpg 1200w" sizes="(max-width: 400px) 100vw, 400px" /></a><figcaption>Interno della Chiesa Nuova</figcaption></figure></div>



<p>La chiesa è disposta su due livelli e presenta la classica conformazione dei luoghi di culto ortodossi. L&#8217;interno mostra una struttura semplice ma decorazioni piuttosto elaborate, con pareti e volta ricoperte da immagini bibliche in stile bizantino.</p>



<p>Altri edifici che compongono il monastero sono le dimore dei monaci, la <em>casa degli artisti</em>, l&#8217;altare estivo ed un piccolo negozio di souvenir. Molto bello a vedersi è il portale d&#8217;ingresso al sito: un grande arco sormontato da una torre di legno, che funge anche da campanile.</p>



<p>Il monastero è <strong>accessibile gratuitamente</strong>, così come gratuito è il parcheggio situato dinnanzi ad esso. Nei pressi dell&#8217;area di sosta troverete anche i servizi igienici ed un bancomat.</p>





<h2 class="wp-block-heading" id="barsana-chiesa-di-legno">La &#8220;Vecchia&#8221; Chiesa di Legno</h2>



<p>La <strong>chiesa di legno di Barsana</strong>, quella &#8220;<em>Vecchia</em>&#8221; è il principale motivo che mi ha spinto a visitare questo paesino.</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="alignright size-medium_large is-resized"><a href="https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/barsana-chiesa-di-legno.jpg"><img decoding="async" src="https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/barsana-chiesa-di-legno-560x640.jpg" alt="Chiesa di Legno" class="wp-image-13175" width="400" srcset="https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/barsana-chiesa-di-legno-560x640.jpg 560w, https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/barsana-chiesa-di-legno-263x300.jpg 263w, https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/barsana-chiesa-di-legno-700x800.jpg 700w, https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/barsana-chiesa-di-legno-350x400.jpg 350w, https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/barsana-chiesa-di-legno.jpg 1050w" sizes="(max-width: 560px) 100vw, 560px" /></a><figcaption>La Chiesa di Legno di Barsana</figcaption></figure></div>



<p>L&#8217;edificio è stato dichiarato <strong>Patrimonio dell&#8217;Umanità dall&#8217;Unesco </strong>nel 1999, assieme ad altre 7 chiese lignee, fra le centinaia che sorgono nel Maramures. L&#8217;utilizzo esclusivo di legno si deve al divieto, imposto delle autorità ungheresi, di utilizzare la pietra per la costruzione di chiese ortodosse.</p>



<p>Questa chiesa di legno, nello specifico, ha una storia molto particolare. La sua costruzione è databile all&#8217;<strong>inizio del &#8216;700</strong> ed avvenne, non a Barsana, ma in una località chiamata <em>Părul Călugărului</em> (letteralmente &#8220;<em>I Capelli del Monaco</em>&#8220;).</p>



<p>La chiesa rimase nella sua collocazione originaria solo per pochi anni. Nel 1739 fu infatti <strong>smontata e riassemblata all&#8217;interno del monastero di Barsana</strong>, che in quel periodo era stato ricostruito, dopo la distruzione operata dai Tartari.</p>



<p>Anche la sua permanenza all&#8217;interno del complesso monastico non fu comunque molto lunga. Dopo l&#8217;abbandono del monastero, gli abitanti di Barsana decisero di <strong>spostare la chiesa una seconda volta</strong>, portandola più vicino al centro abitato. In questo modo, la si sarebbe potuta tutelare dalle frequenti devastazioni che avevano luogo nell&#8217;area.</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="alignright size-bigger_than_medium"><a href="https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/barsana-chiesa-lignea.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" width="400" height="267" src="https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/barsana-chiesa-lignea-400x267.jpg" alt="il cimitero che circonda la chiesa di legno" class="wp-image-13182" srcset="https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/barsana-chiesa-lignea-400x267.jpg 400w, https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/barsana-chiesa-lignea-300x200.jpg 300w, https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/barsana-chiesa-lignea-800x533.jpg 800w, https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/barsana-chiesa-lignea-640x427.jpg 640w, https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/barsana-chiesa-lignea.jpg 1200w" sizes="(max-width: 400px) 100vw, 400px" /></a></figure></div>



<p>La traslazione fu effettuata nel 1795 e come nuova sede fu scelta la collinetta di <em>Jbar</em>, sulla quale la chiesa si trova ancora oggi. Questa collocazione non fu casuale: sulla collina esisteva infatti già allora un cimitero, presso il quale erano state sepolte le vittime di un&#8217;ondata di peste, a metà del Settecento.</p>



<p>Sembra che durante l&#8217;epidemia, le salme fossero state inumate in fretta e furia, senza nemmeno un rito religioso. Secondo un&#8217;antica credenza, questa condizione impediva alle anime dei defunti di trovare la pace, costringendole a vagare senza meta in un limbo. Si volle dunque, quantomeno, <strong>dotare il cimitero di un edificio sacro</strong>, a protezione delle sue anime irrequiete.</p>



<p>Anche nella sua collocazione originaria la chiesa si trovava in corrispondenza di un cimitero. Stando ad una leggenda popolare, i resti delle persone in esso sepolte si sarebbero spostati, sottoterra, per seguire i ripetuti trasferimenti della chiesa, loro protettrice.</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="alignright size-bigger_than_medium"><a href="https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/chiesa-barsana-interno.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" width="400" height="284" src="https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/chiesa-barsana-interno-400x284.jpg" alt="affreschi all'interno della chiesa di barsana" class="wp-image-13185" srcset="https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/chiesa-barsana-interno-400x284.jpg 400w, https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/chiesa-barsana-interno-300x213.jpg 300w, https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/chiesa-barsana-interno-800x567.jpg 800w, https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/chiesa-barsana-interno-640x454.jpg 640w, https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/chiesa-barsana-interno.jpg 1200w" sizes="(max-width: 400px) 100vw, 400px" /></a><figcaption>Affreschi all&#8217;interno della Chiesa di Legno</figcaption></figure></div>



<p>Purtroppo, durante la mia visita, la chiesa di legno di Barsana era chiusa ed a causa del pochissimo tempo a mia disposizione non ho nemmeno potuto raccogliere informazioni utili per la <strong>visita degli interni</strong>. D&#8217;altro canto, nessuna delle chiese lignee del Maramures, quantomeno nel periodo del mio viaggio, era aperta al pubblico. Presso alcune di esse era indicato il numero al quale telefonare per una visita su appuntamento.</p>



<p>Un vero peccato, perché a giudicare dalla immagini che ho reperito sul Web, gli <strong>affreschi che ricoprono le pareti interne della chiesa</strong> sono di una bellezza straordinaria. Per una galleria completa, vi consiglio di visitare la pagina dedicata a Barsana su <a rel="noreferrer noopener" href="https://ro.wikipedia.org/wiki/Biserica_de_lemn_din_B%C3%A2rsana#Imagini_din_interior" target="_blank">Wikipedia in lingua rumena</a>.</p>



<p>Le opere che è possibile vedere oggi, sono perlopiù state realizzate a seguito dell&#8217;ultimo trasferimento, nei primi anni dell&#8217;Ottocento. Ricoprono praticamente per intero le superfici interne della chiesa e raffigurano diversi episodi biblici, dalla <em>Genesi</em> al <em>Giudizio Universale</em>.</p>





<h2 class="wp-block-heading" id="barsana-come-arrivare">Barsana, Romania: Come Arrivare</h2>



<p><strong>Barsana </strong>si trova lungo il corso del <em>fiume Iza</em>, nel cuore del Maramures. Siamo dunque nella parte più settentrionale della Transilvania e della Romania in generale, ad una dozzina di chilometri dal confine con l&#8217;Ucraina.</p>



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<p>La grande città più vicina è <strong>Baia Mare</strong> (60Km), che è stata anche la mia base per esplorare questa zona della Romania. Ancora più vicina (meno di 20Km) è la località di <strong>Sighetu Marmației</strong>, anch&#8217;essa relativamente famosa.</p>



<p>Se disponete di un&#8217;automobile, raggiungere Barsana sarà piuttosto semplice: sia partendo da <em>Baia Mare </em>che da <em>Sighetu Marmației </em>dovrete seguire <strong>la DN18 </strong>(che collega le due città) per poi imboccare la <strong>strada DJ186 </strong>fino a destinazione.</p>



<p>Trovare parcheggio non dovrebbe rappresentare un problema né nei dintorni della Chiesa Vecchia né presso il Monastero, che come vi dicevo è dotato di un&#8217;apposita area di sosta.</p>



<p>Io, nel corso del mio viaggio in Romania, mi spostavo (ahimè) <strong>coi mezzi pubblici</strong>, il che ha complicato non poco le cose, soprattutto addentrandomi nel Maramures. Ad ogni modo, esisteva un minibus che collegava direttamente Baia Mare a Barsana, in circa un paio d&#8217;ore, benché il numero di corse fosse limitatissimo.</p>



<p>Più collegamenti sembrano essere previsti sulla linea che collega Barsana a Sighetu Marmației, tratta che richiede appena una ventina di minuti.</p>



<p>Per controllare gli orari vi rimando al sito <a href="https://www.autogari.ro/?lang=en" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Autogari.ro</a>, disponibile anche in inglese. Vi consiglio comunque di chiedere informazioni anche ai gestori della vostra struttura ricettiva: potrebbero esistere soluzioni non segnalate sul sito.</p>



<p>A Barsana sono presenti <strong>diverse fermate dell&#8217;autobus</strong>, fra le quali una in centro, vicino la Chiesa Vecchia, ed una di fronte il Monastero.</p>



<p>Dando per scontato che vogliate visitare sia il Monastero che la Chiesa Vecchia, se vi affidate mezzi pubblici rimane il problema di spostarsi fra questi due luoghi, che come vi dicevo distano 4Km l&#8217;uno dall&#8217;altro.</p>



<p>Le possibilità di servirsi di un autobus anche per questo spostamento &#8220;interno&#8221; sono pressoché inesistenti, visto il ridottissimo numero di corse giornaliere.</p>



<p>L&#8217;unica soluzione praticabile è quella di <strong>spostarsi a piedi</strong>: in condizioni normali, si tratta di una passeggiata di circa un&#8217;ora, a passo sostenuto, seguendo semplicemente la <em>Strada Principalâ</em>.</p>


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		<title>Escursione al Lago di Sorapis</title>
		<link>https://www.vcomeviaggio.com/lago-sorapis/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 04 Dec 2020 17:39:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Dolomiti]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il Lago di Sorapis (o Sorapiss, con due s) è un piccolo specchio d&#8217;acqua d&#8217;alta quota situato nel cuore delle Dolomiti, non distante da Cortina d&#8217;Ampezzo. Il laghetto è famoso per un colore turchese così intenso che si fatica quasi a credere naturale. Tale peculiare colorazione deriva dalla presenza di alcuni microorganismi che vivono nelle ... </p>
<p class="read-more-container"><a title="Escursione al Lago di Sorapis" class="read-more button" href="https://www.vcomeviaggio.com/lago-sorapis/#more-13151" aria-label="More on Escursione al Lago di Sorapis">Leggi Tutto</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p>Il <strong>Lago di Sorapis </strong>(o <em>Sorapiss</em>, con due <em>s</em>) è un piccolo specchio d&#8217;acqua d&#8217;alta quota situato nel cuore delle Dolomiti, non distante da Cortina d&#8217;Ampezzo.</p>



<span id="more-13151"></span>



<p>Il laghetto è famoso per un <strong>colore turchese</strong> così intenso che si fatica quasi a credere naturale. Tale peculiare colorazione deriva dalla presenza di alcuni microorganismi che vivono nelle sue acque, dai minerali in esse disciolti e dalla composizione del suo fondale.</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="alignright size-bigger_than_medium"><a href="https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/lago-sorapiss-acqua.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" width="400" height="267" src="https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/lago-sorapiss-acqua-400x267.jpg" alt="Il Lago di Sorapis con le sue caratteristiche acque turchesi" class="wp-image-13160" srcset="https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/lago-sorapiss-acqua-400x267.jpg 400w, https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/lago-sorapiss-acqua-300x200.jpg 300w, https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/lago-sorapiss-acqua-800x533.jpg 800w, https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/lago-sorapiss-acqua-640x427.jpg 640w, https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/lago-sorapiss-acqua.jpg 1200w" sizes="(max-width: 400px) 100vw, 400px" /></a></figure></div>



<p>Lo spettacolare <strong>anfiteatro di roccia </strong>nel quale è incastonata questa preziosa <em>gemma alpina </em>contribuisce non poco ad accrescerne la bellezza. Osservando la corona di cime che circonda il Lago di Sorapiss, spicca in particolare il <em>Dito di Dio</em>, l&#8217;imponente guglia che si innalza oltre la sponda meridionale del lago, quasi a volerlo sorvegliare dall&#8217;alto.</p>



<p>Si può raggiungere il <strong>Lago di Sorapiss</strong> in un paio d&#8217;ore seguendo un sentiero non troppo impegnativo ma nemmeno così banale, che vi descriverò più avanti. L&#8217;unico punto di appoggio, in quota, è il <strong>Rifugio Vandelli</strong>, che sorge a breve distanza dalle sue sponde.</p>



<div class="pend"></div>
<div id="indice">
<p>Come Visitare il Lago di Sorapis</p>
<ul>
<li><a class="smooth-scroll" href="#dove-si-trova">Lago di Sorapiss: Dove si Trova (Mappa)</a>
<ul>
<li><a class="smooth-scroll" href="#come-arrivare">Come Arrivare</a></li>
</ul>
</li>
<li><a class="smooth-scroll" href="#escursione-lago-sorapiss">Escursione al Lago di Sorapiss</a></li>
<li><a class="smooth-scroll" href="#quando-andare">Quando Andare</a></li>
<li><a class="smooth-scroll" href="#dove-dormire">Dove Dormire</a></li>
</ul>
</div>
<div class="pend"></div>



<h2 class="wp-block-heading" id="dove-si-trova">Lago Sorapis: Dove si Trova</h2>



<p>Il <strong>lago di Sorapis</strong> si trova a 1.923 metri sul livello del mare, sul gruppo montuoso che porta lo stesso nome: il <em>Monte Sorapis</em>.</p>



<p>Ci troviamo all&#8217;interno del territorio comunale di Cortina d&#8217;Ampezzo ed il centro cittadino dista grossomodo una decina di chilometri. Ancora più vicina (circa 5Km) è la piccola località di <a href="https://www.vcomeviaggio.com/lago-misurina/">Misurina</a>, che si specchia sull&#8217;omonimo lago.</p>



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<p>Nella mappa qui sopra ho indicato la posizione del Lago di Sorapiss e quella delle principali località della zona.</p>





<h3 class="wp-block-heading" id="come-arrivare">Come Arrivare al Lago Sorapiss</h3>



<p>Il principale punto di partenza per l&#8217;<strong>escursione al Lago di Sorapiss </strong>è il <em>Passo Tre Croci</em>, attraversato dalla Strada Statale 48 delle Dolomiti. Se vi spostate in auto, potrete raggiungere questo valico in una decina di minuti da Cortina ed in circa mezz&#8217;ora da Auronzo di Cadore.</p>



<p>Presso il Passo Tre Croci è stato ricavato un piccolo <strong>parcheggio gratuito</strong>, perfetto per lasciare l&#8217;auto durante l&#8217;escursione. A causa del notevole affollamento, non è raro che il parcheggio si riempia completamente, soprattutto durante i weekend estivi. In questo caso non c&#8217;è altra scelta che posteggiare sul ciglio della strada.</p>



<p>Esiste anche la possibilità di <strong>raggiungere il Passo Tre Croci con i mezzi pubblici</strong>: è infatti presente una fermata dell&#8217;autobus servita dalla linea che collega Cortina d&#8217;Ampezzo a Misurina ed alle <a href="https://www.vcomeviaggio.com/tre-cime-di-lavaredo/">Tre Cime di Lavaredo</a>.</p>



<p>La linea è attiva solo in estate e solitamente sono previsti 4 collegamenti al giorno in entrambe le direzioni. Per controllare gli orari vi rimando comunque al sito di <a href="https://dolomitibus.it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener nofollow">Dolomitibus</a>.</p>





<h2 class="wp-block-heading" id="escursione-lago-sorapiss">Escursione al Lago di Sorapis</h2>



<p>Esistono diversi itinerari che permettono di <strong>arrivare al Lago di Sorapiss</strong>. Il più semplice e frequentato è il <em>sentiero 215 </em>che parte, come dicevo, dal <em>Passo Tre Croci</em>.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Sentiero 215</h3>



<p>La prima parte del <strong>sentiero 215 </strong>è molto semplice, quasi rilassante, oserei dire. Il comodo percorso, inizialmente su ghiaia, si fa strada fra fitti boschi, con un succedersi di dolci saliscendi. Si passa anche di fianco ad una graziosa cascatella, utile per dissetarsi e per riempire le borracce.</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="alignright size-medium_large is-resized"><a href="https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/lago-sorapiss.jpg"><img decoding="async" src="https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/lago-sorapiss-427x640.jpg" alt="Lago di Sorapiss e &quot;Dito di Dio&quot;" class="wp-image-13157" width="400" srcset="https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/lago-sorapiss-427x640.jpg 427w, https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/lago-sorapiss-200x300.jpg 200w, https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/lago-sorapiss-533x800.jpg 533w, https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/lago-sorapiss-267x400.jpg 267w, https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/lago-sorapiss.jpg 800w" sizes="(max-width: 427px) 100vw, 427px" /></a></figure></div>



<p>Superata la lunga parte pianeggiante, il percorso si fa un po&#8217; più impegnativo e prevede l&#8217;attraversamento di <strong>scalette</strong>, ponteggi e piattaforme varie. Nei punti più esposti sono presenti delle <strong>funi metalliche </strong>da utilizzare come corrimano, per una maggiore sicurezza, o alle quali assicurarsi con dei moschettoni.</p>



<p>Man mano che si guadagna quota, la vista si apre ed il paesaggio si fa sempre più spettacolare. Davanti a voi si stagliano le vertiginose pareti del Sorapiss, mentre abbassando lo sguardo potrete ammirare la conca sulla quale si adagia la grande area boschiva solcata dalla SS48.</p>



<p>Verso nord fa capolino l&#8217;imponente gruppo del <em>Cristallo</em>, mentre in lontananza scorgerete i <em>Cadini di Misurina</em> e, alle loro spalle, le <em>Tre Cime di Lavaredo</em>.</p>



<p>Giunti quasi alla conclusione dell&#8217;itinerario vi troverete ad un bivio: da una parte si raggiunge il <strong>Lago di Sorapiss</strong> e dall&#8217;altra il <strong>Rifugio Vandelli</strong>. La distanza che separa il lago dal rifugio è comunque di appena qualche minuto.</p>



<p>Nel complesso, il sentiero dovrebbe richiedere <strong>circa due ore </strong>(solo andata) e presenta un dislivello in salita che si aggira intorno ai 200 metri.</p>





<h3 class="wp-block-heading">Sicurezza: il Sentiero per il Lago Sorapiss è Pericoloso?</h3>



<p>Vi starete forse domandando <strong>se il sentiero 215 per il Lago Sorapiss sia pericoloso</strong>. È un dubbio che avevo anche io prima di percorrerlo ed infatti cercai di raccogliere molte informazioni alla vigilia dell&#8217;escursione.</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="alignright size-bigger_than_medium"><a href="https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/laghetto-sorapiss.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" width="400" height="267" src="https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/laghetto-sorapiss-400x267.jpg" alt="Vista del lago al calar del sole" class="wp-image-13161" srcset="https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/laghetto-sorapiss-400x267.jpg 400w, https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/laghetto-sorapiss-300x200.jpg 300w, https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/laghetto-sorapiss-640x426.jpg 640w, https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/laghetto-sorapiss.jpg 800w" sizes="(max-width: 400px) 100vw, 400px" /></a></figure></div>



<p>A conti fatti, il trekking si è rivelato molto più semplice di quanto mi aspettassi. Anche se la prospettiva di attraversare <strong>punti attrezzati con funi metalliche </strong>e scalette potrebbe scoraggiare qualcuno, queste sono da considerarsi delle misure &#8220;extra&#8221;, volte a garantire una totale sicurezza.</p>



<p>Nei pochi punti esposti, il <strong>sentiero è sempre abbastanza largo</strong> e, a patto di prestare la dovuta attenzione, non si corrono grossi rischi. Considerate che durante il percorso ho incontrato escursionisti di tutte le età, incluse molte famiglie con bambini. Qualche difficoltà in più potrebbe presentarsi per chi soffre di vertigini o non è abituato a percorsi escursionistici in alta montagna.</p>



<p>Detto ciò, il trekking va affrontato con le dovute cautele, con una buona preparazione e con un&#8217;attrezzatura adeguata. Essenziali sono scarponi da trekking ed abbigliamento da montagna, che includa anche uno strato impermeabile. Vi suggerisco inoltre di utilizzare bastoncini da trekking e di procurarvi una mappa del percorso.</p>



<p>La cartina della zona è il <strong>Foglio 3 della Tabacco Editrice</strong> (<em>Dolomiti Ampezzane</em>) che potete acquistare in diversi punti vendita, sul posto, o anche online prima di partire.</p>



<p>In alternativa, potreste utilizzare un&#8217;app di navigazione, purché questa sia affidabile, attinga a mappe aggiornate e riporti anche i sentieri escursionistici. Io da anni uso sempre <a href="https://osmand.net/" target="_blank" rel="noreferrer noopener nofollow">OSMAND</a>, e mi sento di consigliarla a chiunque.</p>





<h3 class="wp-block-heading">Sentiero 217 e Percorsi Alternativi</h3>



<p>Il sentiero 215 è quello più frequentato dagli escursionisti diretti al <em>Rifugio Vandelli </em>ed al <strong>Lago Sorapis</strong>, ma non l&#8217;unico.</p>



<p>Un altro itinerario molto conosciuto è quello che segue il <strong>sentiero 217</strong>, il cui punto di partenza è posto in corrispondenza dell&#8217;<em>Albergo Cristallo</em>, sulla <em>SS48 </em>(località <em>Federavecchia</em>, sul versante di Auronzo, <a class="smooth-scroll" href="#mappa">vedi mappa</a>).</p>



<p>Non ho percorso questo sentiero e non posso quindi fornirvi un resoconto in prima persona. Di certo, si tratta di <strong>un itinerario molto più faticoso</strong>, se non altro perché in questo caso il dislivello da superare è di circa 600 metri, peraltro concentrati tutti nell&#8217;ultimo chilometro e mezzo.</p>



<p>Non dovreste incontrare tratti attrezzati, in questo caso, ma ho sentito chi ha percorso entrambi i sentieri definire il 215, in confronto, <em>una passeggiata</em>.</p>





<h2 class="wp-block-heading" id="quando-andare">Quando Andare al Lago Sorapis</h2>



<p>Ma qual è il <strong>periodo migliore per visitare il Lago di Sorapis</strong>? A causa della sua popolarità, questo angolo delle Dolomiti è letteralmente preso d&#8217;assalto durante i mesi più caldi, un po&#8217; come le <a href="https://www.vcomeviaggio.com/tre-cime-di-lavaredo/">Tre Cime di Lavaredo</a> o il <a href="https://www.vcomeviaggio.com/lago-di-braies/">Lago di Braies</a>.</p>



<p>Se per voi pace, tranquillità e silenzio sono requisiti fondamentali per un&#8217;escursione in montagna, vi consiglierei quindi di <strong>evitare l&#8217;alta stagione</strong>, con particolare riferimento ai fine settimana.</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="alignright size-bigger_than_medium"><a href="https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/lago-sorapis-dolomiti.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" width="400" height="267" src="https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/lago-sorapis-dolomiti-400x267.jpg" alt="veduta dall'alto del laghetto con le montagne che lo circondano" class="wp-image-13159" srcset="https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/lago-sorapis-dolomiti-400x267.jpg 400w, https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/lago-sorapis-dolomiti-300x200.jpg 300w, https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/lago-sorapis-dolomiti-800x533.jpg 800w, https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/lago-sorapis-dolomiti-640x427.jpg 640w, https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/lago-sorapis-dolomiti.jpg 1200w" sizes="(max-width: 400px) 100vw, 400px" /></a></figure></div>



<p>L&#8217;affollamento che si raggiunge al lago, nei mesi estivi, è tale da essere divenuto oggetto di dibattito fra le autorità locali e si è addirittura arrivati ad ipotizzare l&#8217;introduzione di un pedaggio o di un accesso a numero chiuso. Fra l&#8217;altro &#8211; denunciano i locali &#8211; il lago è anche meta di gente tutt&#8217;altro che rispettosa della montagna. Sembra che le sue sponde si ricoprano frequentemente di rifiuti abbandonati da qualche incivile e che siano stati avvistati, addirittura, dei materassini gonfiabili.</p>



<p>Io ho visitato il <strong>Lago di Sorapiss </strong>nella prima metà di ottobre, quando sulle Dolomiti l&#8217;alta stagione poteva ormai dirsi ampiamente conclusa. All&#8217;andata ho incrociato soltanto un paio di persone che rientravano, ma solo perché avevo fatto davvero molto tardi (ho percorso l&#8217;ultima parte del sentiero alla sola luce della torcia).</p>



<p>Il giorno successivo, sulla via del ritorno, l&#8217;affluenza era invece notevole. Ho incontrato moltissimi escursionisti impegnati lungo il sentiero 215, tanto che in alcuni tratti si era venuto a creare qualche piccolo ingorgo. C&#8217;è però da dire che era una domenica soleggiata: nei giorni infrasettimanali penso che la situazione sia molto più tranquilla, in quel periodo.</p>



<p>Il problema è che <strong>ho trovato il Lago di Sorapiss quasi prosciugato</strong>: l&#8217;intero specchio d&#8217;acqua era ridotto a poco più di una pozzanghera e non nascondo di essere rimasto un po&#8217; deluso.</p>



<p>Credo che ciò dipenda dal fatto che l&#8217;autunno sia una stagione piuttosto secca sulle Dolomiti ed al lago manchi quindi un opportuno approvvigionamento. Ricordo di aver riscontrato una situazione simile, nello stesso periodo, presso il relativamente vicino <em>Lago di Carezza</em>.</p>



<p>Leggendo i resoconti di altre persone che hanno <strong>visitato il Lago di Sorapis in autunno</strong>, ho notato che in molti raccontano di un lago quasi in secca.</p>



<p>Il <strong>periodo migliore per visitare il Lago di Sorapiss </strong>sembrerebbe dunque essere la tarda primavera o l&#8217;inizio dell&#8217;estate. Verso la fine di giugno, l&#8217;acqua raggiunge il suo massimo livello, l&#8217;affollamento dovrebbe essere ancora relativamente contenuto e le temperature già gradevoli.</p>





<h2 class="wp-block-heading" id="dove-dormire">Dove Dormire</h2>



<p>L&#8217;unica struttura ricettiva utile, per dormire vicino il Lago di Sorapis, è il <strong>Rifugio Vandelli</strong>, che come vi dicevo si trova a pochi minuti di cammino. Il rifugio (<a rel="noreferrer noopener" href="http://www.rifugiovandelli.it/home.html" target="_blank">qui il loro sito</a>) è generalmente aperto da fine giugno a fine settembre e dispone di dormitori comuni da 6 o da 8 posti letto. </p>



<div class="wp-block-image"><figure class="alignright size-medium_large is-resized"><a href="https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/sorapis-lago.jpg"><img decoding="async" src="https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/sorapis-lago-427x640.jpg" alt="Il Dito di Dio ed il lago Sorapis in primo piano" class="wp-image-13158" width="400" srcset="https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/sorapis-lago-427x640.jpg 427w, https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/sorapis-lago-200x300.jpg 200w, https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/sorapis-lago-533x800.jpg 533w, https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/sorapis-lago-267x400.jpg 267w, https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/sorapis-lago.jpg 800w" sizes="(max-width: 427px) 100vw, 427px" /></a></figure></div>



<p>Nel periodo della mia escursione al Lago di Sorapiss, il Vandelli era ormai chiuso da qualche settimana, benché i gestori si trovassero ancora al suo interno (credo per seguire dei lavori di manutenzione). Dopo averli salutati mi sono diretto verso il piccolo <strong>locale invernale </strong>adiacente al rifugio stesso, dotato di 4 posti letto e di alcune &#8220;preziose&#8221; coperte.</p>



<p>Se intendete fare la classica escursione al Lago Sorapiss in giornata, le possibili <strong>località di partenza presso le quali soggiornare </strong>sono molteplici. Soprattutto se vi spostate in auto, non ci sono grosse difficoltà ad arrivare al Passo Tre Croci da tutti i maggiori centri della Dolomiti. Quelli più comodi sono comunque Cortina d&#8217;Ampezzo, Misurina, Auronzo di Cadore, Dobbiaco e San Candido.</p>



<p>Se vi spostate coi mezzi pubblici, come vi dicevo in precedenza, le località di partenza più adatte sono quelle con le quali il Passo Tre Croci è collegato direttamente via bus, ovvero Misurina e Cortina d&#8217;Ampezzo.</p>



<p>Proprio presso Passo Tre Croci, molto vicino all&#8217;imbocco del sentiero, segnalo la presenza di un <strong>bed and breakfast</strong> di recente costruzione. Rifugio a parte, questa è l&#8217;opzione più vicina al Lago Sorapis per trascorrere la notte.</p>


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		<title>Tre Cime di Lavaredo: Come Arrivare</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 22 Nov 2020 22:44:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Dolomiti]]></category>
		<category><![CDATA[Italia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Oggi vi spiegherò come arrivare alle Tre Cime di Lavaredo, argomento al quale avevo già accennato in un recente articolo dedicato a questo luogo. La strada a pedaggio che collega Misurina al Rifugio Auronzo ha reso molto semplice per chiunque l&#8217;accesso a questo gruppo montuoso ed ai rifugi che sorgono ai suoi piedi. Potrete comodamente ... </p>
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<p>Oggi vi spiegherò <strong>come arrivare alle Tre Cime di Lavaredo</strong>, argomento al quale avevo già accennato in un <a href="https://www.vcomeviaggio.com/tre-cime-di-lavaredo/">recente articolo</a> dedicato a questo luogo.</p>



<span id="more-13125"></span>



<p>La strada a pedaggio che collega <em>Misurina</em> al <em>Rifugio Auronzo</em> ha reso molto semplice per chiunque l&#8217;accesso a questo gruppo montuoso ed ai rifugi che sorgono ai suoi piedi.</p>



<p>Potrete comodamente <strong>raggiungere le Tre Cime di Lavaredo </strong>sia in auto che coi mezzi pubblici oltre che, naturalmente, a piedi, attraverso vari sentieri escursionistici. Quest&#8217;ultima, rimane l&#8217;opzione preferita dagli appassionati di montagna, i quali non hanno mai del tutto digerito la costruzione di una strada asfaltata d&#8217;alta quota (non possiamo dar loro tutti i torti).</p>



<p>Qualunque sia la vostra modalità di spostamento preferita e qualunque sia la vostra località di partenza, di seguito vi darò tutte le informazioni necessarie per pianificare la vostra visita.</p>



<div class="pend"></div>
<div id="indice">
<p>Tre Cime di Lavaredo: Come Arrivare</p>
<ul>
<li><a class="smooth-scroll" href="#auto">Raggiungere le Tre Cime di Lavaredo in Auto</a></li>
<li><a class="smooth-scroll" href="#bus">Come Arrivare alle Tre Cime di Lavaredo in bus</a></li>
<li><a class="smooth-scroll" href="#piedi">Accesso alle Tre Cime a Piedi</a></li>
</ul>
</div>
<div class="pend"></div>



<h2 class="wp-block-heading">Mappa di Riferimento</h2>



<p>Nella mappa qui sotto ho indicato la posizione di tutti i punti di riferimento menzionati nell&#8217;articolo e delle principali località nei dintorni delle <strong>Tre Cime di Lavaredo</strong>.</p>



<iframe loading="lazy" id="mappa" allowfullscreen="" src="//umap.openstreetmap.fr/it/map/tre-cime-di-lavaredo-come-arrivare_517324?scaleControl=false&amp;miniMap=false&amp;scrollWheelZoom=false&amp;zoomControl=true&amp;allowEdit=false&amp;moreControl=false&amp;searchControl=null&amp;tilelayersControl=null&amp;embedControl=null&amp;datalayersControl=true&amp;onLoadPanel=undefined&amp;captionBar=false" width="100%" height="350px" frameborder="0"></iframe>





<h2 class="wp-block-heading" id="auto">Come Arrivare alle Tre Cime di Lavaredo in Auto</h2>



<p>Per <strong>raggiungere le Tre Cime di Lavaredo in auto</strong>, come dicevo, è sufficiente percorrere la strada a pedaggio che parte dai dintorni di <em>Misurina</em>. La strada, lunga circa 6Km, conduce dinnanzi al <strong>Rifugio Auronzo</strong> (2.333m), presso il quale troverete un&#8217;ampia area di parcheggio nella quale lasciare l&#8217;auto.</p>



<p>Il periodo di apertura della strada va normalmente <strong>da fine maggio a fine ottobre</strong>. Tuttavia, le date esatte vengono stabilite di anno in anno a seconda delle condizioni della neve lungo il percorso.</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="alignright size-bigger_than_medium is-resized"><a href="https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/tre-cime-lavaredo-grotta.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/tre-cime-lavaredo-grotta-400x400.jpg" alt="Tre Cime di Lavaredo" class="wp-image-13093" width="400" height="400" srcset="https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/tre-cime-lavaredo-grotta-400x400.jpg 400w, https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/tre-cime-lavaredo-grotta-300x300.jpg 300w, https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/tre-cime-lavaredo-grotta-800x800.jpg 800w, https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/tre-cime-lavaredo-grotta-150x150.jpg 150w, https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/tre-cime-lavaredo-grotta-640x640.jpg 640w, https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/tre-cime-lavaredo-grotta.jpg 1200w" sizes="(max-width: 400px) 100vw, 400px" /></a><figcaption>Grotta con vista sulle Tre Cime di Lavaredo</figcaption></figure></div>



<p>Anche se più spesso si parla di un &#8220;pedaggio&#8221;, per raggiungere le Tre Cime di Lavaredo, tecnicamente ciò per cui pagherete è il parcheggio, non il transito sulla strada. Nella pratica cambia poco: si paga presso un casello, a valle, che ricorda molto da vicino quelli autostradali (anche per la coda che si viene a creare nelle affollate giornate estive).</p>



<p>Il <strong>prezzo del parcheggio alle Tre Cime di Lavaredo</strong> è notoriamente molto elevato. Qui di seguito riporto le attuali tariffe:</p>



<ul class="margine-elenco"><li>Auto: <strong>€30</strong> (supplemento per pernottamento: €15)</li><li>Moto: <strong>€20</strong> (supplemento per pernottamento: €5)</li><li>Camper: <strong>€45</strong> (supplemento per pernottamento: €25)</li><li>Biciclette: <strong>Gratis</strong></li><li>Vetture che trasportano persone con disabilità: <strong>Gratis</strong></li></ul>



<p>Il casello si trova a circa 3Km dalla località di Misurina. Partendo dal versante settentrionale del lago dovrete seguire la strada sulla destra (indicazioni per <em>Monte Piana</em> e <em>Tre Cime</em>). Superate il piccolo <strong>Lago di Antorno</strong>, che merita a sua volta una sosta, e proseguite per altri 500 metri (<a class="smooth-scroll" href="#mappa">vedi mappa</a>).</p>



<p>Sulle distanze medie e lunghe, al di là di questo ultimo tratto, <em>arrivare alle Tre Cime di Lavaredo </em>significa essenzialmente <em>raggiungere Misurina</em>, punto di transito obbligato.</p>



<p>Potete trovare indicazioni dettagliate nel mio articolo dedicato a questa località (vedi paragrafo: <a href="https://www.vcomeviaggio.com/lago-misurina/#in-auto">come arrivare a Misurina in auto</a>) o semplicemente ricorrendo a <em>Google Maps</em>.</p>





<h2 class="wp-block-heading" id="bus">Come Arrivare alle Tre Cime di Lavaredo In Autobus</h2>



<p>Durante i mesi estivi, è possibile <strong>raggiungere le Tre Cime di Lavaredo</strong> anche con i mezzi pubblici: gli autobus di due diverse compagnie le collegano sia ai centri bellunesi che a quelli altoatesini.</p>



<p>Il punto di arrivo rimane ovviamente, anche in questo caso, il parcheggio adiacente il <strong>Rifugio Auronzo</strong>.</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="alignright size-medium_large is-resized"><a href="https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/forcella-lavaredo.jpg"><img decoding="async" src="https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/forcella-lavaredo-427x640.jpg" alt="" class="wp-image-13089" width="400" srcset="https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/forcella-lavaredo-427x640.jpg 427w, https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/forcella-lavaredo-200x300.jpg 200w, https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/forcella-lavaredo-533x800.jpg 533w, https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/forcella-lavaredo-267x400.jpg 267w, https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/forcella-lavaredo.jpg 800w" sizes="(max-width: 427px) 100vw, 427px" /></a><figcaption>Le Tre Cime viste da Forcella Lavaredo</figcaption></figure></div>



<p><strong>Dolomitibus</strong> è la compagnia che si occupa dei collegamenti con le località in provincia di Belluno. Sia da <em>Cortina d&#8217;Ampezzo </em>che da <em>Auronzo di Cadore </em>partono ogni giorno almeno 3 o 4 autobus per le Tre Cime di Lavaredo. I bus che transitano da Auronzo partono perlopiù da <strong>Calalzo di Cadore</strong>, paese dotato di una stazione ferroviaria utile per i cambi.</p>



<p>Sulla tratta fra Misurina ed il Rifugio Auronzo è previsto un <strong>piccolo sovrapprezzo </strong>che va ad aggiungersi alla tariffa ordinaria. La soluzione rimane comunque molto più economica rispetto al pagamento del parcheggio.</p>



<p>Il periodo di attività delle corse va dalla tarda primavera alla metà di ottobre. Nel periodo meno affollato, comunque, il numero di collegamenti si riduce notevolmente. L&#8217;ultima volta che sono andato alle Tre Cime di Lavaredo, ad inizio ottobre, rimaneva <strong>un solo autobus al giorno sulla tratta Calalzo-Auronzo-Tre Cime</strong> (che io sono riuscito a perdere). Più intensi rimanevano invece i collegamenti fra Misurina ed Rifugio Auronzo.</p>



<p>Ad ogni modo, frequenza delle corse ed orari cambiano ogni anno, quindi vi invito ad informarvi direttamente sul sito di <a href="https://dolomitibus.it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Dolomitibus</a>.</p>



<p>Per organizzare le coincidenze e trovare l&#8217;itinerario migliore a seconda della vostra località di partenza, vi consiglio invece di consultare Google Maps. La <em>modalità mezzi pubblici</em> del servizio integra gli orari di questa e delle altre compagnie che servono la zona.</p>



<p>Se soggiornate nel <strong>versante altoatesino</strong>, potrete invece raggiungere le Tre Cime di Lavaredo in autobus servendovi della navetta <strong>Dobbiaco &#8211; Rifugio Auronzo</strong> (<em>shuttle 444</em>).</p>



<p>Questa tratta prevede ben <strong>7 corse al giorno</strong> (prendendo come riferimento la stagione 2020), attive da inizio estate a metà ottobre.</p>



<p>Dobbiaco è un importante crocevia della Val Pusteria ed una delle porte di accesso alle Dolomiti. La località dispone di una stazione ferroviaria ed è ben collegata con tutti i principali centri della zona dall&#8217;efficientissimo trasporto pubblico regionale. Con un solo cambio qui, potrete quindi raggiungere le Tre Cime di Lavaredo da gran parte della provincia di Bolzano.</p>



<p>Le tariffe della navetta sono in questo caso piuttosto elevate: il tragitto di sola andata costa infatti 8€ ed il biglietto di <strong>andata e ritorno 15€</strong>. Per gruppi di oltre due adulti la soluzione risulta quindi addirittura più costosa rispetto al parcheggio a pagamento. Bambini e ragazzi fino a 14 anni possono comunque viaggiare gratuitamente.</p>



<p>Per saperne di più sulla navetta Dobbiaco &#8211; Rifugio Auronzo e controllare gli orari in vigore, consultate il sito di <a href="https://www.suedtirolmobil.info/it" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Suedtirolmobil</a>.</p>





<h2 class="wp-block-heading" id="piedi">Raggiungere il Rifugio Auronzo a Piedi</h2>



<p>I 600 metri di dislivello che separano Misurina dal Rifugio Auronzo sarebbero improponibili per la maggior parte dei turisti, ma non certo per gli appassionati di trekking.</p>



<p>Gli escursionisti più volenterosi potranno facilmente <strong>raggiungere le Tre Cime di Lavaredo anche a piedi</strong>, scelta peraltro più coerente con l&#8217;ambiente nel quale ci troviamo.</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="alignright size-bigger_than_medium"><a href="https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/misurina.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" width="400" height="267" src="https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/misurina-400x267.jpg" alt="Lago di Misurina" class="wp-image-12707" srcset="https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/misurina-400x267.jpg 400w, https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/misurina-300x200.jpg 300w, https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/misurina-800x533.jpg 800w, https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/misurina-640x427.jpg 640w, https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/misurina.jpg 1200w" sizes="(max-width: 400px) 100vw, 400px" /></a><figcaption>Lago di Misurina: punto di partenza per raggiungere le Tre Cime di Lavaredo</figcaption></figure></div>



<p>L&#8217;alternativa più comoda è quella di percorrere comunque la strada asfaltata a pedaggio, accessibile gratuitamente a bici e pedoni. In molti punti potrete tagliare i tornanti servendovi di apposite scorciatoie, realizzate su misura per gli escursionisti. </p>



<p>Bisogna ammettere che camminare a fianco del traffico stonerebbe non poco con l&#8217;atmosfera montana. Questa soluzione rimane comunque valida per chi viaggia fuori stagione, quando la strada rimane chiusa ai mezzi a motore.</p>



<p>Esistono comunque alternative di gran lunga più tranquille. Appena prima del casello, potrete imboccare il <strong>sentiero 119</strong> e seguire poi la stradina sulla sinistra, che si inerpica fra i boschi e si ricongiunge alla strada asfaltata solo nella parte conclusiva. </p>



<p>Dallo stesso punto, nei dintorni del casello, potreste anche raggiungere la vicina <em>Malga Rin Bianco </em>e da lì proseguire per il <strong>sentiero 108A</strong>. In questo caso arriverete alla <em>Forcella Col di Mezzo</em>, sul versante occidentale delle Tre Cime.</p>



<p>Esistono numerosi altri sentieri escursionistici che permettono di raggiungere le Tre Cime di Lavaredo a piedi da svariate località.</p>



<p>Non mi sembra il caso, qui, di analizzare in modo approfondito questi percorsi. Tuttavia, ho dedicato un intero articolo alle <a href="https://www.vcomeviaggio.com/escursioni-tre-cime-di-lavaredo/">migliori escursioni intorno alle Tre Cime di Lavaredo</a>. Al suo interno ho descritto, fra gli altri, gli itinerari che partono dai centri di <strong>Sesto</strong> e di <strong>Auronzo di Cadore</strong>.</p>


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		<title>Escursioni alle Tre Cime di Lavaredo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 15 Nov 2020 14:55:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Dolomiti]]></category>
		<category><![CDATA[Italia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>In un recente articolo vi ho già parlato delle Tre Cime di Lavaredo, dandovi informazioni e consigli di carattere generale per visitare questo magico angolo delle Dolomiti. Oggi, mi occuperò più nel dettaglio di uno specifico aspetto già accennato in quel post. Vi descriverò infatti le principali escursioni sulle Tre Cime di Lavaredo, dai sentieri ... </p>
<p class="read-more-container"><a title="Escursioni alle Tre Cime di Lavaredo" class="read-more button" href="https://www.vcomeviaggio.com/escursioni-tre-cime-di-lavaredo/#more-13100" aria-label="More on Escursioni alle Tre Cime di Lavaredo">Leggi Tutto</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.vcomeviaggio.com/escursioni-tre-cime-di-lavaredo/">Escursioni alle Tre Cime di Lavaredo</a> proviene da <a href="https://www.vcomeviaggio.com">VcomeViaggio</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p>In un recente articolo vi ho già parlato delle <a href="https://www.vcomeviaggio.com/tre-cime-di-lavaredo/">Tre Cime di Lavaredo</a>, dandovi informazioni e consigli di carattere generale per visitare questo magico angolo delle Dolomiti.</p>



<p>Oggi, mi occuperò più nel dettaglio di uno specifico aspetto già accennato in quel post. Vi descriverò infatti le principali <strong>escursioni sulle Tre Cime di Lavaredo</strong>, dai sentieri più semplici, adatti a tutti, ai trekking impegnativi.</p>



<span id="more-13100"></span>



<div class="pend"></div>
<div id="indice">
<p>Tre Cime di Lavaredo, Escursioni:</p>
<ul>
<li><a class="smooth-scroll" href="#rifugio-auronzo-locatelli">Dal Rifugio Auronzo al Rifugio Locatelli</a></li>
<li><a class="smooth-scroll" href="#giro-delle-tre-cime-di-lavaredo">Giro delle Tre Cime di Lavaredo (Escursione ad Anello)</a></li>
<li><a class="smooth-scroll" href="#escursione-locatelli-pian-de-cengia">Escursione dalle Tre Cime di Lavaredo al Pian de Cengia</a></li>
<li><a class="smooth-scroll" href="#escursione-sesto-tre-cime">Da Sesto alle Tre Cime di Lavaredo</a></li>
<li><a class="smooth-scroll" href="#giro-dei-tre-rifugi">Il &#8220;Giro dei Tre Rifugi&#8221;</a></li>
<li><a class="smooth-scroll" href="#escursione-auronzo-tre-cime">Escursione da Auronzo di Cadore alle Tre Cime</a></li>
</ul>
</div>
<div class="pend"></div>



<h2 class="wp-block-heading">Sicurezza, Attrezzatura e Pianificazione</h2>



<p>Le <strong>escursioni alle Tre Cime di Lavaredo </strong>sono spesso prese un po&#8217; <em>sottogamba</em> dai visitatori.</p>



<p>Il fatto che queste meraviglie della natura siano così facilmente accessibili (grazie alla strada a pedaggio che le collega a <a href="https://www.vcomeviaggio.com/lago-misurina/">Misurina</a>) sembra far dimenticare a molti di trovarsi in alta montagna e quindi in un ambiente potenzialmente pericoloso. Sul classico <strong>sentiero 101 </strong>non è raro, ahimè, imbattersi in turisti con indosso jeans e scarpe da tennis.</p>



<p>Vero è che molti dei <strong>sentieri attorno le Tre Cime di Lavaredo </strong>sono oggettivamente semplici, ma vanno comunque affrontati prendendo le giuste accortezze. Prima di partire, controllate quindi le previsioni meteorologiche e rimandate l&#8217;esperienza nel caso queste fossero sfavorevoli.</p>



<p>Vestitevi a cipolla (ossia a strati) prediligendo abbigliamento tecnico e portando con voi uno strato impermeabile. La precauzione più importante riguarda le calzature: indossare scarpe da trekking riduce notevolmente il rischio di cadute!</p>



<p>A meno che non intendiate seguire soltanto il classico percorso dal <em>Rifugio Auronzo</em> al <em>Rifugio Locatelli</em> (sul quale sarebbe davvero difficile smarrirsi), è importante dotarsi di una <strong>valida cartina</strong> o di una app di navigazione affidabile che riporti anche i sentieri escursionistici (io uso sempre <a rel="noreferrer noopener nofollow" href="https://osmand.net/" target="_blank">OSMAND</a>).</p>



<p>Se preferite le mappe cartacee, quella di riferimento è il <strong>foglio 10 della Tabacco Editrice</strong> (<em>Dolomiti di Sesto</em>) che potrete reperire nei punti vendita a valle o acquistare in anticipo online.</p>



<p>Le mappe contenute in questo articolo illustrano per grandi linee le varie escursioni intorno alle Tre Cime di Lavaredo e spero possano esservi utili per pianificare i percorsi. Sono però da considerarsi puramente indicative e non sostituiscono certo gli strumenti specifici.</p>





<h2 class="wp-block-heading" id="rifugio-auronzo-locatelli">Dal Rifugio Auronzo al Locatelli: la Classica Escursione alle Tre Cime di Lavaredo</h2>



<p>La più classica delle <strong>escursioni alle Tre Cime di Lavaredo </strong>prevede di percorrere il <em>sentiero n.101</em>, nel tratto che collega il <em>Rifugio Auronzo</em> al <em>Rifugio Locatelli</em>.</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="alignright size-bigger_than_medium"><img loading="lazy" decoding="async" width="400" height="267" src="https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/panorama-rifugio-auronzo-400x267.jpg" alt="Pareti meridionali delle tre cime di Lavaredo" class="wp-image-13087" srcset="https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/panorama-rifugio-auronzo-400x267.jpg 400w, https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/panorama-rifugio-auronzo-300x200.jpg 300w, https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/panorama-rifugio-auronzo-800x533.jpg 800w, https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/panorama-rifugio-auronzo-640x427.jpg 640w, https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/panorama-rifugio-auronzo.jpg 1200w" sizes="(max-width: 400px) 100vw, 400px" /><figcaption>Pareti meridionali delle Tre Cime (viste dal Rifugio Auronzo)</figcaption></figure></div>



<p>La popolarità di questo percorso si può spiegare molto facilmente. Il <strong>Rifugio Auronzo</strong> è il punto nel quale si giunge attraverso la strada a pedaggio, sia con la propria auto che con i mezzi pubblici. Da qui, però, la vista sulle cime non è un granché, poiché ci si trova sul versante meridionale, quello meno scenografico.</p>



<p>Il punto dal quale tutti vogliono ammirare e fotografare le Tre Cime di Lavaredo è invece il <strong>Rifugio Locatelli</strong>, situato sul versante opposto del massiccio.</p>



<p>Ci si incammina dunque lungo l&#8217;ampio sterrato che costituisce la prima parte del sentiero e dopo pochi minuti sarà già ora di prendere in mano la macchina fotografica. Volgendo lo sguardo verso sud potrete infatti ammirare l&#8217;intera <em>Val Marzon</em>, che guida l&#8217;occhio fino al centro di Auronzo, con il suo lago dalle acque turchesi.</p>



<p>In primo piano, invece, l&#8217;imponente gruppo dei <em>Cadini di Misurina</em> cela alla vista l&#8217;omonimo laghetto, dal quale sarete probabilmente partiti.</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="alignright size-medium_large is-resized"><a href="https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/forcella-lavaredo.jpg"><img decoding="async" src="https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/forcella-lavaredo-427x640.jpg" alt="Le Tre Cime di Lavaredo viste dalla Forcella" class="wp-image-13089" width="400" srcset="https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/forcella-lavaredo-427x640.jpg 427w, https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/forcella-lavaredo-200x300.jpg 200w, https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/forcella-lavaredo-533x800.jpg 533w, https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/forcella-lavaredo-267x400.jpg 267w, https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/forcella-lavaredo.jpg 800w" sizes="(max-width: 427px) 100vw, 427px" /></a><figcaption>Le Tre Cime viste dalla Forcella Lavaredo</figcaption></figure></div>



<p>Si raggiunge facilmente il <strong>Rifugio Lavaredo</strong>, posto ai piedi della Forcella. Questa è l&#8217;unica parte del sentiero che richiede un minimo di impegno. Per valicare la forcella dovrete infatti superare un dislivello di una novantina di metri, per poi ridiscendere sul versante opposto.</p>



<p>Questo è anche il punto dell&#8217;escursione nel quale vi troverete più vicini alle pareti delle <strong>Tre Cime di Lavaredo</strong>: non dimenticate di catturare un&#8217;immancabile foto ricordo!</p>



<p>L&#8217;ultima parte del percorso costeggia il Monte Paterno su facile sentiero, con dolci saliscendi, e giunge infine presso la nostra destinazione: il <strong>Rifugio Locatelli</strong>. </p>



<p>L&#8217;escursione presenta dunque un <strong>grado di difficoltà molto basso</strong>, quantomeno per gli standard escursionistici, e richiede normalmente un&#8217;ora e mezza o due. Il percorso è lungo <strong>circa 4,5Km</strong> per un dislivello in salita che si attesta sui 150 metri (senza considerare il ritorno).</p>



<iframe loading="lazy" allowfullscreen="" src="//umap.openstreetmap.fr/it/map/mappa-senza-nome_516849?scaleControl=false&amp;miniMap=false&amp;scrollWheelZoom=false&amp;zoomControl=true&amp;allowEdit=false&amp;moreControl=false&amp;searchControl=null&amp;tilelayersControl=null&amp;embedControl=null&amp;datalayersControl=true&amp;onLoadPanel=undefined&amp;captionBar=false" width="100%" height="350px" frameborder="0"></iframe>





<h2 class="wp-block-heading" id="giro-delle-tre-cime-di-lavaredo">Giro delle Tre Cime di Lavaredo</h2>



<p>Un&#8217;altra delle più gettonate <strong>escursioni alle Tre Cime di Lavaredo </strong>è il percorso ad anello intorno all&#8217;intero gruppo, che ha come punto di partenza ed arrivo il <em>Rifugio Auronzo</em>.</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="alignright size-bigger_than_medium"><a href="https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/3-cime-lavaredo.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" width="400" height="267" src="https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/3-cime-lavaredo-400x267.jpg" alt="Tre Cime di Lavaredo al Tramonto" class="wp-image-13090" srcset="https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/3-cime-lavaredo-400x267.jpg 400w, https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/3-cime-lavaredo-300x200.jpg 300w, https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/3-cime-lavaredo-800x533.jpg 800w, https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/3-cime-lavaredo-640x427.jpg 640w, https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/3-cime-lavaredo.jpg 1200w" sizes="(max-width: 400px) 100vw, 400px" /></a><figcaption>Le Tre Cime di Lavaredo viste dai dintorni del Rifugio Locatelli</figcaption></figure></div>



<p>Il <strong>giro delle Tre Cime di Lavaredo</strong> può considerarsi anch&#8217;esso un trekking abbastanza semplice, adatto anche agli escursionisti occasionali. L&#8217;itinerario più comune prevede di seguire il percorso dal Rifugio Auronzo al Rifugio Locatelli esattamente come l&#8217;ho descritto nella precedente sezione dell&#8217;articolo.</p>



<p>Giunti presso il Locatelli, anziché tornare sui propri passi, si imbocca il <strong>sentiero 105</strong>, a destra del rifugio, che scende di quota verso il <em>Pian da Rin</em> per poi risalire fino ad un altro punto di ristoro: la <strong>Malga Langalm</strong>. Qui potrete cogliere l&#8217;occasione per assaggiare i piatti tipici del posto o semplicemente per concedervi una sosta.</p>



<p>Nei pressi della malga sono presenti dei piccoli laghetti: un primo piano perfetto per fotografare le Tre Cime che si specchiano nello loro acque. Si tratta delle <strong>sorgenti del fiume Rienza</strong>, affluente dell&#8217;Isarco.</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="alignright size-medium_large is-resized"><img decoding="async" src="https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/sorgenti-rienza-478x640.jpg" alt="sorgenti del fiume rienza" class="wp-image-13105" width="400" srcset="https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/sorgenti-rienza-478x640.jpg 478w, https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/sorgenti-rienza-224x300.jpg 224w, https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/sorgenti-rienza-597x800.jpg 597w, https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/sorgenti-rienza-299x400.jpg 299w, https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/sorgenti-rienza.jpg 800w" sizes="(max-width: 478px) 100vw, 478px" /><figcaption>Sorgenti del Rienza, con alle spalle le Tre Cime di Lavaredo</figcaption></figure></div>



<p>Procedendo lungo il sentiero 105, si raggiunge la <strong>Forcella del Col de Mezzo</strong>, che permette di aggirare il gruppo sul versante occidentale. Per concludere il giro delle Tre Cime di Lavaredo si prosegue quindi su facile sterrato fino al punto di partenza: il Rifugio Auronzo.</p>



<p>Così descritta, l&#8217;escursione dovrebbe <strong>richiedere più o meno 4 ore </strong>per un dislivello complessivo in salita che si aggira intorno ai 350 metri. Il grado di difficoltà rimane piuttosto basso, benché la lunghezza di <strong>circa 10Km</strong> richieda un minimo di <em>gamba</em>.</p>



<p>Esistono comunque delle <strong>scorciatoie</strong>, che permettono di ridurre notevolmente sia i tempi che il dislivello. In particolare, potreste &#8220;sacrificare&#8221; il rifugio Locatelli e, poco dopo aver superato la Forcella Lavaredo (siamo ancora sul sentiero 101) imboccare per uno dei sentieri ai piedi delle pareti nord che tagliano direttamente verso <em>Malga Langalm</em>. Questa variante presenta una lunghezza di <strong>circa 7Km</strong> ed un dislivello di poco superiore ai 200 metri.</p>



<p>Nella mappa qui sotto ho indicato sia il percorso completo del <strong>giro intorno alle Tre Cime di Lavaredo</strong> che la possibile scorciatoia (il sentiero in verde).</p>



<iframe loading="lazy" allowfullscreen="" src="//umap.openstreetmap.fr/it/map/giro-delle-tre-cime-di-lavaredo_516846?scaleControl=false&amp;miniMap=false&amp;scrollWheelZoom=false&amp;zoomControl=true&amp;allowEdit=false&amp;moreControl=false&amp;searchControl=null&amp;tilelayersControl=null&amp;embedControl=null&amp;datalayersControl=true&amp;onLoadPanel=undefined&amp;captionBar=false" width="100%" height="350px" frameborder="0"></iframe>





<h2 class="wp-block-heading" id="escursione-locatelli-pian-de-cengia">Escursione dalle Tre Cime di Lavaredo al Rifugio Pian di Cengia (Giro del Monte Paterno)</h2>



<p>Le <strong>escursioni alle Tre Cime di Lavaredo</strong> viste finora sono quelle più semplici, adatte praticamente a chiunque. </p>



<p>Il trekking che voglio descrivervi adesso è un po&#8217; più impegnativo, benché il suo grado di difficoltà venga comunque classificato come &#8220;<strong>E</strong>&#8221; (<em>escursionistico</em>). Lo consiglio a chi magari conosce già la zona o ha un po&#8217; di esperienza in percorsi di questo tipo.</p>



<p>Si tratta dell&#8217;escursione al <strong>Rifugio Pian di Cengia</strong>, che a seconda dei sentieri scelti può corrispondere ad un giro ad anello intorno al <strong>Monte Paterno</strong>.</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="alignright size-bigger_than_medium"><a href="https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/laghi-dei-piani-tre-cime-di-lavaredo.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" width="400" height="267" src="https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/laghi-dei-piani-tre-cime-di-lavaredo-400x267.jpg" alt="I Laghi dei Piani (vicino il Rifugio Locatelli)" class="wp-image-13103" srcset="https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/laghi-dei-piani-tre-cime-di-lavaredo-400x267.jpg 400w, https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/laghi-dei-piani-tre-cime-di-lavaredo-300x200.jpg 300w, https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/laghi-dei-piani-tre-cime-di-lavaredo-800x533.jpg 800w, https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/laghi-dei-piani-tre-cime-di-lavaredo-640x427.jpg 640w, https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/laghi-dei-piani-tre-cime-di-lavaredo.jpg 1200w" sizes="(max-width: 400px) 100vw, 400px" /></a><figcaption>Laghi dei Piani</figcaption></figure></div>



<p>Il sentiero 101, dopo aver raggiunto il <strong>Rifugio Locatelli </strong>(percorso descritto in precedenza) vira decisamente verso est. A breve distanza dal rifugio noterete due graziosi laghetti, proprio sotto di voi: si tratta dei <strong>Laghi dei Piani</strong>, facilmente raggiungibili con una breve deviazione.</p>



<p>Proseguendo, dopo aver superato un terzo lago, inizia la ripida salita verso la <strong>Forcella Pian di Cengia</strong>, che precede l&#8217;omonimo rifugio. Il tempo di percorrenza, dal Locatelli fino a qui, è di circa un&#8217;ora e mezza.</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="alignright size-bigger_than_medium"><a href="https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/rifugio-pian-de-cengia.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" width="400" height="267" src="https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/rifugio-pian-de-cengia-400x267.jpg" alt="Rifugio Pian di Cengia" class="wp-image-13104" srcset="https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/rifugio-pian-de-cengia-400x267.jpg 400w, https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/rifugio-pian-de-cengia-300x200.jpg 300w, https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/rifugio-pian-de-cengia-640x426.jpg 640w, https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/rifugio-pian-de-cengia.jpg 800w" sizes="(max-width: 400px) 100vw, 400px" /></a><figcaption>Rifugio Pian di Cengia</figcaption></figure></div>



<p>Dopo esservi rifocillati presso il piccolo <strong>Rifugio Pian Di Cengia</strong> (<a href="https://www.rifugiopiandicengia.it/it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">qui il loro sito</a>) ed aver scattato qualche foto alla <em>Croda dei Toni</em>, arriva il momento di rientrare. Potreste tornare indietro sui vostri passi, ma se preferite scoprire un paesaggio diverso, vi consiglio piuttosto di imboccare il <strong>sentiero 104</strong>.</p>



<p>Scendendo dalla forcella, il sentiero passa proprio accanto al piccolo Lago di Cengia, dirigendosi verso il lato meridionale del Monte Paterno.</p>



<p>Infine, vi ricongiungerete al <strong>sentiero 101</strong>, nei pressi del Rifugio Lavaredo e della sua Forcella. Da qui, si rientra facilmente al Rifugio Auronzo per completare questa splendida escursione fra le Tre Cime di Lavaredo ed il Paterno.</p>



<iframe loading="lazy" allowfullscreen="" src="//umap.openstreetmap.fr/it/map/da-rifugio-locatelli-a-rifugio-pian-de-cengia_516852?scaleControl=false&amp;miniMap=false&amp;scrollWheelZoom=false&amp;zoomControl=true&amp;allowEdit=false&amp;moreControl=false&amp;searchControl=null&amp;tilelayersControl=null&amp;embedControl=null&amp;datalayersControl=true&amp;onLoadPanel=undefined&amp;captionBar=false" width="100%" height="300px" frameborder="0"></iframe>



<p>Il percorso, come qui descritto, <strong>dovrebbe richiedere bene o male 6 ore</strong>, per un dislivello complessivo in salita di circa 500 metri.</p>





<h2 class="wp-block-heading" id="escursione-sesto-tre-cime">Escursione da Sesto alle Tre Cime di Lavaredo</h2>



<p>Compiere un&#8217;<strong>escursione alle Tre Cime di Lavaredo partendo da Sesto</strong> (<em>Sexten</em> in tedesco) è un&#8217;alternativa più faticosa rispetto al classico itinerario con partenza dal Rifugio Auronzo. Di certo, è però anche un&#8217;opzione più appagante, nonché più economica (si risparmia il costo della della strada a pedaggio).</p>



<p>Il punto di partenza consigliato, in verità, non è il centro abitato quando l&#8217;ampio <strong>parcheggio di Val Fiscalina</strong>. La tariffa massima, valida per sostare un&#8217;intera giornata, è pari a 8€. </p>



<p>Potete raggiungere questo parcheggio anche con i mezzi pubblici (<a rel="noreferrer noopener nofollow" href="https://www.suedtirolmobil.info/it/" target="_blank">vedi gli orari</a>) oppure a piedi, partendo da Sesto (circa 5Km per 150 metri di dislivello su strada asfaltata o su sentiero).</p>



<p>Dal parcheggio si segue il <strong>sentiero 102</strong>, guadagnando in breve tempo il <strong>Rifugio Fondovalle</strong>, a circa 1.540 metri di altitudine. Dal rifugio, inizia l&#8217;impegnativa risalita della <em>Val Sassovecchio</em>, sempre attraverso il sentiero 102.</p>



<p>Dopo circa 3 ore (tempistica indicata per gli escursionisti allenati) e quasi 1000 metri di dislivello, si raggiunge quindi il <strong>Rifugio Locatelli</strong>, con la sua splendida vista sulle Tre Cime di Lavaredo.</p>



<iframe loading="lazy" allowfullscreen="" src="//umap.openstreetmap.fr/it/map/da-sesto-al-rifugio-locatelli_516855?scaleControl=false&amp;miniMap=false&amp;scrollWheelZoom=false&amp;zoomControl=true&amp;allowEdit=false&amp;moreControl=false&amp;searchControl=null&amp;tilelayersControl=null&amp;embedControl=null&amp;datalayersControl=true&amp;onLoadPanel=undefined&amp;captionBar=false" width="100%" height="300px" frameborder="0"></iframe>





<h2 class="wp-block-heading" id="giro-dei-tre-rifugi">Giro dei Tre Rifugi</h2>



<p>Il cosiddetto <strong>Giro dei Tre Rifugi</strong>, altra classica escursione alle Tre Cime di Lavaredo, è un po&#8217; quel che si ottiene mettendo insieme gli ultimi due itinerari che vi ho descritto.</p>



<p>Il punto di partenza canonico rimane il <strong>Parcheggio Val Fiscalina</strong> dal quale, come spiegato prima, si accede rapidamente al Rifugio Fondovalle.</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="alignright size-bigger_than_medium"><a href="https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/Rifugio-Zsigmondy-Comici.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" width="400" height="267" src="https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/Rifugio-Zsigmondy-Comici-400x267.jpg" alt="Rifugio Zsigmondy Comici" class="wp-image-13109" srcset="https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/Rifugio-Zsigmondy-Comici-400x267.jpg 400w, https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/Rifugio-Zsigmondy-Comici-300x200.jpg 300w, https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/Rifugio-Zsigmondy-Comici-800x534.jpg 800w, https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/Rifugio-Zsigmondy-Comici-640x427.jpg 640w, https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/Rifugio-Zsigmondy-Comici.jpg 1200w" sizes="(max-width: 400px) 100vw, 400px" /></a><figcaption>Il Rifugio Comici</figcaption></figure></div>



<p>Da questo rifugio, si inizia a risalire la Val Sassovecchio, ma dopo un breve tratto si lascia il segnavia 102 e si prosegue lungo il <strong>sentiero 103</strong>. In circa 3 ore, questo faticoso sentiero supera un dislivello di circa 750 metri, fino a raggiungere il <strong>Rifugio Zsigmondy Comici</strong>.</p>



<p>Questo rifugio si trova ai piedi della <em>Croda dei Toni </em>(o <em>Cima Dodici</em>), ad un&#8217;altitudine di 2.232 metri, e rappresenta un importante crocevia fra i sentieri. Qui intercettiamo infatti il nostro ormai familiare <strong>sentiero 101</strong>, che salendo ancora di quota raggiunge il <strong>Rifugio Pian de Cengia</strong>, seconda tappa di questo percorso e punto più alto dell&#8217;intera escursione.</p>



<p>Per concludere il <em>Giro dei Tre Rifugi </em>si continua, ancora lungo il sentiero 101, nel tratto già descritto in precedenza che, superati i <em>Laghi dei Piani</em>, conduce fino al <strong>Rifugio Locatelli</strong>.</p>



<p>Per rientrare al punto di partenza si segue a questo punto il <strong>sentiero 102</strong>, che scendendo lungo la Val Sassovecchio rientra al Rifugio Fondovalle, quindi al parcheggio.</p>



<p>Si tratta di un trekking molto faticoso, con un dislivello complessivo vicino ai 1.200 metri in salita su <strong>13Km di lunghezza</strong>. Il tempo richiesto è di circa 7 ore, escluse le soste presso i rifugi. Ovviamente, l&#8217;itinerario è consigliabile soltanto agli escursionisti motivati ed allenati.</p>



<iframe loading="lazy" allowfullscreen="" src="//umap.openstreetmap.fr/it/map/giro-dei-tre-rifugi_516858?scaleControl=false&amp;miniMap=false&amp;scrollWheelZoom=false&amp;zoomControl=true&amp;allowEdit=false&amp;moreControl=false&amp;searchControl=null&amp;tilelayersControl=null&amp;embedControl=null&amp;datalayersControl=true&amp;onLoadPanel=undefined&amp;captionBar=false" width="100%" height="350px" frameborder="0"></iframe>





<h2 class="wp-block-heading" id="escursione-auronzo-tre-cime">Sentiero da Auronzo di Cadore Alle Tre Cime di Lavaredo</h2>



<p>Gli appassionati di trekking più esperti possono anche intraprendere la lunga <strong>escursione alle Tre Cime di Lavaredo partendo da Auronzo di Cadore</strong>.</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="alignright size-bigger_than_medium"><a href="https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/escursione-auronzo-tre-cime-lavaredo.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" width="400" height="267" src="https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/escursione-auronzo-tre-cime-lavaredo-400x267.jpg" alt="Vista delle Tre Cime di Lavaredo (in lontananza) da Auronzo di Cadore" class="wp-image-13110" srcset="https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/escursione-auronzo-tre-cime-lavaredo-400x267.jpg 400w, https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/escursione-auronzo-tre-cime-lavaredo-300x200.jpg 300w, https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/escursione-auronzo-tre-cime-lavaredo-800x533.jpg 800w, https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/escursione-auronzo-tre-cime-lavaredo-640x427.jpg 640w, https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/escursione-auronzo-tre-cime-lavaredo.jpg 1200w" sizes="(max-width: 400px) 100vw, 400px" /></a><figcaption>Le Tre Cime di Lavaredo viste da Auronzo di Cadore</figcaption></figure></div>



<p>In auto si segue la <em>SR48</em> superando la <strong>frazione di Giralba</strong> ed uscendo così dal centro abitato. Poco oltre, seguendo le indicazioni per la <em>Val Marzon</em>, si imbocca una stradina asfaltata sulla destra. A questo incrocio è anche presente una fermata dell&#8217;autobus, nel caso vi steste spostando coi mezzi pubblici.</p>



<p>Percorrete la stradina fino a quando l&#8217;asfalto non avrà lasciato spazio allo sterrato, punto nel quale potrete parcheggiare l&#8217;auto. Si prosegue lungo il <strong>sentiero 1104</strong> che, lasciato l&#8217;innesto del 119 sulla sinistra, sale rapidamente di quota fino a ricongiungersi al <strong>sentiero 101</strong>, nel tratto compreso fra il Rifugio Auronzo ed il Rifugio Lavaredo.</p>



<p>Buona parte del sentiero ripercorre quella che era in origine una <strong>mulattiera militare</strong>, utilizzata per rifornire il fronte nel corso della <em>Grande Guerra</em>. I resti delle infrastrutture belliche sono tuttora ben visibili lungo il percorso, come d&#8217;altronde in molti punti delle Dolomiti di Sesto.</p>



<iframe loading="lazy" allowfullscreen="" src="//umap.openstreetmap.fr/it/map/da-auronzo-alle-tre-cime_516863?scaleControl=false&amp;miniMap=false&amp;scrollWheelZoom=false&amp;zoomControl=true&amp;allowEdit=false&amp;moreControl=false&amp;searchControl=null&amp;tilelayersControl=null&amp;embedControl=null&amp;datalayersControl=true&amp;onLoadPanel=undefined&amp;captionBar=false" width="100%" height="350px" frameborder="0"></iframe>



<p>Nel complesso, questa escursione richiede <strong>almeno 4 ore </strong>per un dislivello che vi avvicina ai 1000 metri in salita, considerando di lasciare l&#8217;auto nell&#8217;ultimo posto utile. </p>


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		<title>Come Visitare le Tre Cime di Lavaredo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 08 Nov 2020 19:59:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Dolomiti]]></category>
		<category><![CDATA[Italia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Le Tre Cime di Lavaredo (in tedesco Drei Zinnen) costituiscono probabilmente l&#8217;immagine più rappresentativa delle Dolomiti. Questi mastodontici monumenti di roccia, la cui perfezione delle forme si direbbe quasi studiata, incarnano per molti l&#8217;essenza stessa della montagna. L&#8217;inconsueta bellezza di queste montagne e del paesaggio circostante ha reso il luogo una tappa obbligata per chiunque ... </p>
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<p>Le <strong>Tre Cime di Lavaredo</strong> (in tedesco <em>Drei Zinnen</em>) costituiscono probabilmente l&#8217;immagine più rappresentativa delle Dolomiti. Questi mastodontici monumenti di roccia, la cui perfezione delle forme si direbbe quasi studiata, incarnano per molti l&#8217;essenza stessa della montagna.</p>



<span id="more-13082"></span>



<p>L&#8217;inconsueta bellezza di queste montagne e del paesaggio circostante ha reso il luogo una tappa obbligata per chiunque si trovi in viaggio sulle Dolomiti, un po&#8217; come il vicino <a href="https://www.vcomeviaggio.com/lago-di-braies/">Lago di Braies</a>.</p>



<p>In questo articolo, cercherò di darvi tutte le informazioni che possono tornarvi utili per <strong>visitare le Tre Cime di Lavaredo</strong>. Vi spiegherò come arrivare, dove pernottare e quali sono le principali escursioni da compiere nei dintorni.</p>



<div class="pend"></div>
<div id="indice">
<p>Come Visitare le Tre Cime di Lavaredo</p>
<ul>
<li><a class="smooth-scroll" href="#introduzione">Cosa c&#8217;è da Sapere</a></li>
<li><a class="smooth-scroll" href="#come-arrivare">Come Arrivare alle Tre Cime di Lavaredo</a></li>
<li><a class="smooth-scroll" href="#escursioni">Escursioni alle Tre Cime di Lavaredo</a></li>
<li><a class="smooth-scroll" href="#dove-dormire">Dove Dormire</a></li>
<li><a class="smooth-scroll" href="#quando-andare">Quando Andare</a></li>
<li><a class="smooth-scroll" href="#sicurezza">Sicurezza</a></li>
</ul>
</div>
<div class="pend"></div>



<h2 class="wp-block-heading" id="introduzione">Cosa c&#8217;è da Sapere</h2>



<p>Le <strong>Tre Cime di Lavaredo</strong> raggiungono un&#8217;altezza di 2.857m (<em>Cima Piccola</em>), 2.973m (<em>Cima Ovest</em>) e 2.999m (<em>Cima Grande</em>), mentre la loro base si colloca intorno ai 2.350 metri.</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="alignright size-bigger_than_medium"><a href="https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/3-cime-lavaredo.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" width="400" height="267" src="https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/3-cime-lavaredo-400x267.jpg" alt="Le Tre Cime di Lavaredo al Tramonto" class="wp-image-13090" srcset="https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/3-cime-lavaredo-400x267.jpg 400w, https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/3-cime-lavaredo-300x200.jpg 300w, https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/3-cime-lavaredo-800x533.jpg 800w, https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/3-cime-lavaredo-640x427.jpg 640w, https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/3-cime-lavaredo.jpg 1200w" sizes="(max-width: 400px) 100vw, 400px" /></a><figcaption>Tre Cime di Lavaredo al Tramonto</figcaption></figure></div>



<p>L&#8217;apertura di una <strong>strada panoramica </strong>d&#8217;alta quota ed il proliferare di tour organizzati ha reso facilmente accessibile a tutti queste meraviglie della natura. Nei mesi estivi, i percorsi che circondano le Tre Cime di Lavaredo si riempiono (nel bene e nel male) di una nutrita folla di turisti, quantomeno inconsueta a tali altitudini.</p>



<p>Questo gruppo montuoso è situato proprio al confine tra Veneto (comune di <strong>Auronzo di Cadore</strong>) ed Alto Adige (comune di <strong>Dobbiaco</strong>). La delimitazione fra le due regioni coincide esattamente con la cresta dei rilievi e passa per la <em>Forcella Lavaredo</em>.</p>



<iframe loading="lazy" id="mappa" allowfullscreen="" src="//umap.openstreetmap.fr/it/map/tre-cime-di-lavaredo_516309?scaleControl=false&amp;miniMap=false&amp;scrollWheelZoom=false&amp;zoomControl=true&amp;allowEdit=false&amp;moreControl=false&amp;searchControl=null&amp;tilelayersControl=null&amp;embedControl=null&amp;datalayersControl=true&amp;onLoadPanel=undefined&amp;captionBar=false" width="100%" height="350px" frameborder="0"></iframe>



<p>Il centro abitato più vicino al massiccio è comunque il piccolo <a href="https://www.vcomeviaggio.com/lago-misurina/">paese di Misurina</a> (frazione di Auronzo di Cadore), che si affaccia sull&#8217;omonimo lago.</p>





<h2 class="wp-block-heading" id="come-arrivare">Come Arrivare alle Tre Cime di Lavaredo</h2>



<p>Proprio da Misurina parte la <strong>strada panoramica a pedaggio</strong>, lunga circa 6Km, che salendo rapidamente di quota raggiunge l&#8217;ampia area di parcheggio alla base delle Tre Cime di Lavaredo.</p>



<p>La strada è aperta soltanto nei mesi estivi, solitamente da fine maggio a metà ottobre. Le tariffe attualmente in vigore sono di <strong>30€ per le auto</strong> e di 20€ per le moto.</p>



<p>È anche possibile arrivare alle Tre Cime di Lavaredo con i mezzi pubblici: dalla tarda primavera all&#8217;estate, potrete servirvi degli autobus della compagnia <a rel="noreferrer noopener nofollow" href="https://dolomitibus.it/" target="_blank">Dolomitibus </a>(provenendo da <strong>Auronzo</strong>) e della <a rel="noreferrer noopener nofollow" href="https://www.suedtirolmobil.info/it/" target="_blank">Suedtirolmobil</a> (partendo da <strong>Dobbiaco</strong>).</p>



<p>Se amate le escursioni, potrete <strong>raggiungere le Tre Cime di Lavaredo anche a piedi</strong>: in questo caso, si segue la strada asfaltata (gratuita per i pedoni) oppure un più tranquillo sentiero non distante da essa. Esistono inoltre itinerari escursionistici più impegnativi che partono da Auronzo di Cadore e da Sesto.</p>



<p>Che arriviate con la vostra auto o con i mezzi pubblici, giungerete nell&#8217;area adiacente il <strong>Rifugio Auronzo</strong>, a 2.320 metri di altitudine.</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="alignright size-bigger_than_medium"><a href="https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/panorama-rifugio-auronzo.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" width="400" height="267" src="https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/panorama-rifugio-auronzo-400x267.jpg" alt="Tre cime viste dal Rifugio Auronzo" class="wp-image-13087" srcset="https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/panorama-rifugio-auronzo-400x267.jpg 400w, https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/panorama-rifugio-auronzo-300x200.jpg 300w, https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/panorama-rifugio-auronzo-800x533.jpg 800w, https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/panorama-rifugio-auronzo-640x427.jpg 640w, https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/panorama-rifugio-auronzo.jpg 1200w" sizes="(max-width: 400px) 100vw, 400px" /></a><figcaption>Versante Meridionale del Massiccio</figcaption></figure></div>



<p>Questo rifugio è collocato proprio ai piedi delle Tre Cime di Lavaredo, ma sul versante meridionale, dal quale non si riesce ad apprezzare la particolare conformazione &#8220;piatta&#8221; delle pareti rocciose.</p>



<p>Per ammirare la Tre Cime di Lavaredo in tutto il loro splendore, bisognerà superare la <em>Forcella Lavaredo </em>e portarsi sul versante opposto. Il punto panoramico più popolare sui tre picchi è il <strong>Rifugio Locatelli</strong>, a 2.450 metri di altitudine.</p>



<p>Se cercate informazioni più dettagliate, per raggiungere le Tre Cime di Lavaredo in auto, coi mezzi pubblici o anche a piedi, vi consiglio di leggere <a href="https://www.vcomeviaggio.com/tre-cime-di-lavaredo-come-arrivare/">questo articolo</a>, nel quale ho analizzato l&#8217;argomento in maniera molto approfondita.</p>





<h2 class="wp-block-heading" id="escursioni">Escursioni alle Tre Cime di Lavaredo</h2>



<p>La più classica delle <strong>escursioni alle Tre Cime di Lavaredo </strong>è appunto il percorso che conduce dal <em>Rifugio Auronzo </em>al <em>Rifugio Locatelli</em>, passando per il Rifugio Lavaredo (a metà strada fra i due). Questi tre rifugi, la cui posizione è indicata nella <a class="smooth-scroll" href="#mappa">mappa sopra</a>, sono i principali punti di riferimento della zona.</p>



<p>L&#8217;itinerario è molto semplice, tanto che viene spesso affrontato anche da famiglie con bambini e persone con poca esperienza in fatto di escursioni montagna.</p>



<p>Raggiungere il Rifugio Locatelli attraverso questo sentiero (il <em>n.101</em>) richiede grossomodo due ore, con un dislivello di circa 150 metri. Il punto più elevato (l&#8217;unico relativamente impegnativo) coincide con la <em>Forcella Lavaredo</em>, situata a 2.454 metri slm.</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="alignright size-bigger_than_medium"><a href="https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/laghi-dei-piani.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" width="400" height="267" src="https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/laghi-dei-piani-400x267.jpg" alt="Uno dei Laghi dei Piani" class="wp-image-13091" srcset="https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/laghi-dei-piani-400x267.jpg 400w, https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/laghi-dei-piani-300x200.jpg 300w, https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/laghi-dei-piani-800x533.jpg 800w, https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/laghi-dei-piani-640x427.jpg 640w, https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/laghi-dei-piani.jpg 1200w" sizes="(max-width: 400px) 100vw, 400px" /></a><figcaption>Laghi dei Piani</figcaption></figure></div>



<p>Nelle immediate vicinanze del Rifugio Locatelli, proseguendo ancora per un brevissimo tratto lungo il sentiero 101, potrete scorgere due piccoli laghetti, molto fotogenici, noti come <strong>Laghi dei Piani</strong>.</p>



<p>Inoltrandovi invece lungo il sentiero che parte dalla piccola cappella alle spalle del rifugio, vi imbatterete in <strong>una serie di grotte</strong>. Ce ne sono tante, in verità, sui rilievi che circondano le Tre cime di Lavaredo. Furono scavate dagli austriaci nel corso della Prima Guerra Mondiale, conflitto durante il quale le <em>Dolomiti di Sesto </em>costituivano il fronte.</p>



<p>Altro percorso molto popolare fra gli escursionisti è l&#8217;itinerario che permette di compiere un <strong>giro ad anello intorno alle Tre Cime di Lavaredo</strong>, lungo l&#8217;altipiano che fa loro da base.</p>



<p>In questo caso, il Rifugio Auronzo rappresenta sia il punto di partenza che quello di arrivo. L&#8217;escursione dovrebbe richiedere circa 4 ore, che variano comunque in base al preciso itinerario che sceglierete di seguire.</p>



<p>Nell&#8217;articolo dedicato alle <a href="https://www.vcomeviaggio.com/escursioni-tre-cime-di-lavaredo/">escursioni alle Tre Cime di Lavaredo</a> ho illustrato in modo più approfondito questi itinerari ed ho descritto anche alcuni percorsi più impegnativi che è possibile seguire nella zona.</p>





<h2 class="wp-block-heading" id="dove-dormire">Dove Dormire</h2>



<p>Se volete <strong>dormire nelle immediate vicinanze delle Tre Cime di Lavaredo</strong>, le uniche possibilità sono rappresentate dai tre rifugi già menzionati in questo articolo. Tutti e tre sono aperti esclusivamente nel periodo estivo e le sistemazioni proposte sono di vario tipo: si va dalle camere doppie ai grandi dormitori.</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="alignright size-bigger_than_medium"><a href="https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/misurina.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" width="400" height="267" src="https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/misurina-400x267.jpg" alt="Il Lago di Misurina" class="wp-image-12707" srcset="https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/misurina-400x267.jpg 400w, https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/misurina-300x200.jpg 300w, https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/misurina-800x533.jpg 800w, https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/misurina-640x427.jpg 640w, https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/misurina.jpg 1200w" sizes="(max-width: 400px) 100vw, 400px" /></a><figcaption>Lago di Misurina</figcaption></figure></div>



<p>Se invece, come la maggior parte dei visitatori, preferite dormire a valle e <strong>visitare le Tre Cime di Lavaredo in giornata</strong>, le località più adatte per soggiornare coincidono ovviamente quelle più vicine. Le migliori opzioni sono quindi Misurina, Auronzo, Dobbiaco e Cortina d&#8217;Ampezzo. Da tutti questi centri è possibile arrivare sul posto abbastanza agevolmente, sia in auto che con i mezzi pubblici (in alta stagione). </p>



<p>A parità di fattori, <strong>io vi consiglierei Misurina</strong>: il paesino rappresenta di per sé un luogo di straordinaria bellezza (ne ho parlato <a href="https://www.vcomeviaggio.com/lago-misurina/">qui</a>) e trovandosi in prossimità del casello della strada a pedaggio, è servito da tutti gli autobus diretti alle Tre Cime.</p>





<h2 class="wp-block-heading" id="quando-andare">Quando Andare</h2>



<p>Sono stato molte volte sulle Dolomiti, e quando possibile ho sempre colto l&#8217;occasione per <strong>visitare le Tre Cime di Lavaredo</strong>.</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="alignright size-medium_large is-resized"><a href="https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/forcella-lavaredo.jpg"><img decoding="async" src="https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/forcella-lavaredo-427x640.jpg" alt="Tre Cime di Lavaredo viste dalla Forcella" class="wp-image-13089" width="400" srcset="https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/forcella-lavaredo-427x640.jpg 427w, https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/forcella-lavaredo-200x300.jpg 200w, https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/forcella-lavaredo-533x800.jpg 533w, https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/forcella-lavaredo-267x400.jpg 267w, https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/forcella-lavaredo.jpg 800w" sizes="(max-width: 427px) 100vw, 427px" /></a><figcaption>Vista dalla Forcella Lavaredo</figcaption></figure></div>



<p>In piena estate, devo ammettere che l&#8217;<strong>eccessiva affluenza di turisti </strong>snatura non poco l&#8217;atmosfera di pace e tranquillità che ci si potrebbe legittimamente aspettare in alta montagna. In coincidenza con l&#8217;arrivo dei bus, il sentiero 101 fa da sfondo ad una processione che farebbe invidia ai quartieri della <em>movida</em> di molte città italiane.</p>



<p>D&#8217;altro canto, questo è anche il periodo più caldo e con più ore di luce, nonché l&#8217;unico nel quale è possibile raggiungere agevolmente le Tre Cime di Lavaredo anche con i mezzi pubblici e servirsi dei rifugi.</p>



<p>L&#8217;ultima volta, sono partito in autunno, durante la <strong>prima metà di ottobre</strong>, e devo dire che l&#8217;esperienza si è rivelata molto più gratificante. L&#8217;afflusso di escursionisti era comunque consistente, ma non al punto da infastidire. Le temperature erano ancora gradevoli, quantomeno di giorno, e le ore di luce sufficienti a compiere escursioni prolungate.</p>



<p>Di contro, i rifugi erano tutti chiusi (incluso il locale invernale del Locatelli) e le corse di autobus già significativamente ridotte rispetto all&#8217;alta stagione. Al di là della mia esperienza personale, la visita alle Tre Cime di Lavaredo viene normalmente consigliata <strong>da inizio giugno a fine ottobre</strong>, a seconda anche della presenza di neve lungo il percorso.</p>





<h2 class="wp-block-heading" id="sicurezza">Sicurezza</h2>



<p>La facilità con la quale si può avere accesso ad un ambiente che per sua natura sarebbe piuttosto impervio, spinge a <strong>visitare le Tre Cime di Lavaredo</strong> anche persone per nulla avvezze alla montagna. Famiglie che magari il giorno successivo prenderanno il sole su una spiaggia di Jesolo e quello precedente facevano un giro in gondola fra i canali veneziani.</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="alignright size-bigger_than_medium"><a href="https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/tre-cime-lavaredo-grotta.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" width="400" height="400" src="https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/tre-cime-lavaredo-grotta-400x400.jpg" alt="Tre Cime di Lavaredo viste da una grotta" class="wp-image-13093" srcset="https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/tre-cime-lavaredo-grotta-400x400.jpg 400w, https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/tre-cime-lavaredo-grotta-300x300.jpg 300w, https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/tre-cime-lavaredo-grotta-800x800.jpg 800w, https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/tre-cime-lavaredo-grotta-150x150.jpg 150w, https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/tre-cime-lavaredo-grotta-640x640.jpg 640w, https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/tre-cime-lavaredo-grotta.jpg 1200w" sizes="(max-width: 400px) 100vw, 400px" /></a><figcaption>Le Tre Cime di Lavaredo viste da una grotta</figcaption></figure></div>



<p>Non c&#8217;è nulla di sbagliato, sia chiaro, ed è anzi bello che tutti possano godere di simili bellezze. Credo sia però importante ricordare che <strong>la montagna va sempre rispettata</strong> e che avventurarsi in questi ambienti richiede di prendere alcune precauzioni di base e di mantenere il giusto buon senso.</p>



<p>Anche se avete intenzione di compiere soltanto il classico percorso dal Rifugio Auronzo al Locatelli, vi raccomando in particolare di <strong>indossare calzature adatte</strong>. Per quanto semplice possa essere l&#8217;escursione, le ripercussioni di una caduta sarebbero comunque alquanto spiacevoli!</p>



<p>Dei bastoncini da trekking possono inoltre aiutare a mantenere un equilibrio stabile e rendono nel complesso il percorso meno faticoso.</p>



<p>Anche in caso di <strong>previsioni del tempo</strong> favorevoli, vi consiglio poi di vestirvi a cipolla e di portare con voi uno strato impermeabile: siamo in alta montagna e le condizioni meteorologiche possono cambiare repentinamente.</p>


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		<title>Cosa Vedere a Lecce: Guida alla Capitale Barocca del Salento</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 01 Nov 2020 22:08:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[Puglia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>In questo articolo vi darò qualche suggerimento su cosa vedere a Lecce, descrivendo tutti i principali luoghi di interesse del suo centro storico. Lecce è una di quelle città che ben si prestano a visite di diverso genere. Può rappresentare un&#8217;ottima base per una vacanza alla scoperta del Salento come anche la meta di un ... </p>
<p class="read-more-container"><a title="Cosa Vedere a Lecce: Guida alla Capitale Barocca del Salento" class="read-more button" href="https://www.vcomeviaggio.com/lecce-cosa-vedere/#more-12977" aria-label="More on Cosa Vedere a Lecce: Guida alla Capitale Barocca del Salento">Leggi Tutto</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p>In questo articolo vi darò qualche suggerimento su <strong>cosa vedere a Lecce</strong>, descrivendo tutti i principali luoghi di interesse del suo centro storico.</p>



<span id="more-12977"></span>



<p>Lecce è una di quelle città che ben si prestano a visite di diverso genere. Può rappresentare un&#8217;ottima base per una vacanza alla scoperta del Salento come anche la meta di un week-end fuori porta. Anche <strong>visitare Lecce in un giorno</strong>, comunque, può essere sufficiente ad apprezzarne la ricchezza artistica e le peculiarità architettoniche. </p>



<p>Io, ad esempio, mi sono recato nel capoluogo salentino come <a href="https://www.vcomeviaggio.com/dintorni-di-bari-cosa-vedere/">gita di un giorno partendo da Bari</a>. Nonostante abbia trascorso in città solo una dozzina di ore, non ho dovuto sacrificare nessuno fra i luoghi di interesse più famosi della città.</p>



<div id="indice">
<p>Cosa Vedere a Lecce:</p>
<ul>
<li><a class="smooth-scroll" href="#barocco-leccese">Il Barocco Leccese</a></li>
<li><a class="smooth-scroll" href="#piazza-duomo">Piazza Duomo</a></li>
<li><a class="smooth-scroll" href="#chiesa-sant-irene">Chiesa di Sant&#8217;Irene</a></li>
<li><a class="smooth-scroll" href="#basilica-santa-croce">Basilica di Santa Croce</a></li>
<li><a class="smooth-scroll" href="#piazza-sant-oronzo">Piazza San&#8217;Oronzo</a></li>
<li><a class="smooth-scroll" href="#castello-carlo-v">Castello Carlo V</a></li>
<li><a class="smooth-scroll" href="#teatro-romano">Teatro Romano</a></li>
<li><a class="smooth-scroll" href="#chiesa-santa-chiara">Chiesa di Santa Chiara</a></li>
<li><a class="smooth-scroll" href="#chiesa-san-matteo">Chiesa di San Matteo</a></li>
<li><a class="smooth-scroll" href="#porte-di-lecce">Le Porte Cittadine</a></li>
<li><a class="smooth-scroll" href="#lecce-cosa-mangiare">Cosa Mangiare a Lecce</a></li>
<li><a class="smooth-scroll" href="#lecce-come-arrivare">Come Arrivare a Lecce</a></li>
</ul>
</div>
<div class="pend"></div>



<h2 class="wp-block-heading" id="mappa">Cosa Vedere a Lecce: Mappa</h2>



<p>Prima di proseguire, vi propongo una <strong>mappa della città</strong>, sulla quale ho indicato la posizione di tutte le principali <strong>cose da vedere a Lecce </strong>menzionate più avanti nell&#8217;articolo.</p>



<iframe loading="lazy" allowfullscreen="" src="//umap.openstreetmap.fr/it/map/lecce-cosa-vedere_511426?scaleControl=false&amp;miniMap=false&amp;scrollWheelZoom=false&amp;zoomControl=true&amp;allowEdit=false&amp;moreControl=true&amp;searchControl=null&amp;tilelayersControl=null&amp;embedControl=null&amp;datalayersControl=true&amp;onLoadPanel=undefined&amp;captionBar=false" width="100%" height="350px" frameborder="0"></iframe>



<p>Il centro storico non è molto esteso e, considerando anche che si tratta di un&#8217;area chiusa al traffico, la soluzione migliore è quella di esplorarlo a piedi.</p>



<p>I maggiori punti di riferimento per <strong>visitare Lecce</strong> sono la sua piazza più importante, <em>piazza Sant&#8217;Oronzo</em>, ed il suo corso principale, via Vittorio Emanuele II, che parte proprio da essa.</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="alignright size-bigger_than_medium"><a href="https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/lecce.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" width="400" height="267" src="https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/lecce-400x267.jpg" alt="via Vittorio Emanuele II, Lecce" class="wp-image-12875" srcset="https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/lecce-400x267.jpg 400w, https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/lecce-300x200.jpg 300w, https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/lecce-800x533.jpg 800w, https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/lecce-640x427.jpg 640w, https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/lecce.jpg 1200w" sizes="(max-width: 400px) 100vw, 400px" /></a><figcaption>Negozietto di souvenir lungo via Vittorio Emanuele II</figcaption></figure></div>



<p>Su via Vittorio Emanuele II, fra splendidi balconi barocchi sostenuti da figure enigmatiche, emergono alcuni dei <strong>luoghi di interesse più significativi di Lecce</strong>. Ad essi si affianca una miriade di bar, ristoranti e negozietti di souvenir, presso i quali potrete acquistare un caratteristico <em>tamburello salentino </em>o un manufatto in ceramica.</p>



<p>All&#8217;altezza del Duomo, il corso prosegue come via Giuseppe Libertini, che giunge fino a <em>Porta Rudiae</em>, ai margini del centro storico.</p>





<h2 class="wp-block-heading" id="barocco-leccese">Il Barocco Leccese</h2>



<p>La rilevanza turistica di Lecce è dovuta principalmente allo <strong>splendido stile barocco </strong>che impreziosisce ogni angolo del suo centro storico. </p>



<div class="wp-block-image"><figure class="alignright size-bigger_than_medium"><a href="https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/barocco-lecce.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" width="400" height="267" src="https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/barocco-lecce-400x267.jpg" alt="dettagli del barocco leccese" class="wp-image-12980" srcset="https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/barocco-lecce-400x267.jpg 400w, https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/barocco-lecce-300x200.jpg 300w, https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/barocco-lecce-800x533.jpg 800w, https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/barocco-lecce-640x427.jpg 640w, https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/barocco-lecce.jpg 1200w" sizes="(max-width: 400px) 100vw, 400px" /></a><figcaption>Dettagli barocchi nel centro storico di Lecce</figcaption></figure></div>



<p>Non a caso, uno degli appellativi coi quali è conosciuta la città (condiviso a dire il vero con la siciliana <em>Noto</em>) è &#8220;<strong>la Capitale del Barocco</strong>&#8220;. Un altro è &#8220;la <em>Firenze del Sud</em>&#8220;, che forse non piacerà ai fiorentini, di certo non ai leccesi e (per quel che conta) nemmeno a me, ma che rende bene l&#8217;idea della ricchezza architettonica della città.</p>



<p>Potrete notare le vivaci decorazioni tipiche del barocco un po&#8217; ovunque a Lecce: dalle maschere che sorvegliano i portali di antichi palazzi nobiliari alle facciate delle chiese, puntualmente ornate di putti e motivi floreali scolpiti nella pietra.</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="alignright size-bigger_than_medium"><a href="https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/lecce-barocco.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" width="400" height="267" src="https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/lecce-barocco-400x267.jpg" alt="la falsa facciata del duomo" class="wp-image-13001" srcset="https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/lecce-barocco-400x267.jpg 400w, https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/lecce-barocco-300x200.jpg 300w, https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/lecce-barocco-800x533.jpg 800w, https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/lecce-barocco-640x427.jpg 640w, https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/lecce-barocco.jpg 1200w" sizes="(max-width: 400px) 100vw, 400px" /></a><figcaption>Facciata barocca del Duomo di Lecce</figcaption></figure></div>



<p>Proprio nell&#8217;architettura religiosa il <strong>barocco leccese </strong>raggiunge il suo massimo splendore. Alcune chiese cittadine, dalla <em>Basilica di Santa Croce</em> al <em>Duomo</em>, sono dei veri e propri capolavori che non hanno eguali in Italia e nel mondo.</p>



<p>Già, perché nella sua declinazione leccese, questo stile architettonico si differenzia profondamente da quello che si può apprezzare in altre città italiane (Roma, Catania&#8230;) ed europee. In buona parte, l&#8217;unicità del <strong>barocco di Lecce</strong> si deve al materiale utilizzato, la <em>pietra calcare</em>a locale, caratterizzata da una notevole malleabilità e da piacevoli tonalità calde.</p>



<p>Il barocco è esploso in città tra la fine del Cinquecento e la metà del Settecento, adattandosi ai gusti predominanti in questo periodo lungo tutta la penisola.</p>



<p>Tuttavia, la storia di Lecce è molto più antica e le tracce del suo <strong>millenario passato </strong>sono ancora perfettamente visibili. Fra le strade del centro storico vi imbatterete nei resti della città romana (<em>Lupiae</em>), come anche nelle testimonianze dei secoli medievali e del periodo rinascimentale.</p>





<h2 class="wp-block-heading" id="piazza-duomo">Piazza Duomo di Lecce</h2>



<p><strong>Piazza del Duomo</strong>, come vi dicevo, sorge nel punto in cui <em>via Vittorio Emanuele II </em>incontra <em>via Libertini</em> (<a class="smooth-scroll" href="#mappa">torna alla mappa</a>).</p>



<p>Che si tratti di una <strong>piazza fuori dal comune</strong> vi sarà evidente ancor prima di mettere piede al suo interno. Fatta eccezione per lo stretto passaggio che la collega al corso principale della città, infatti, la piazza è chiusa su tutti i lati, quasi fosse un immenso cortile interno.</p>



<p>Un tempo, in corrispondenza dell&#8217;unico varco di accesso, era addirittura situato un cancello che al calar della sera veniva chiuso, precludendo l&#8217;ingresso in piazza.</p>



<p>Su piazza Duomo, si affacciano molte delle <strong>cose da vedere a Lecce</strong>: la Cattedrale di Santa Maria Assunta, col suo campanile, l&#8217;Episcopio (residenza dell&#8217;arcivescovo) ed il Palazzo del Seminario.</p>





<h3 class="wp-block-heading">Cattedrale di Santa Maria Assunta</h3>



<p>Giunti in piazza, sarete probabilmente attratti dalla splendida <strong>facciata barocca della Cattedrale</strong>, con le sue lesene e le sue colonne scanalate ad incorniciare il portale.</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="alignright size-bigger_than_medium"><a href="https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/lecce-duomo-falsa-facciata.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" width="400" height="267" src="https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/lecce-duomo-falsa-facciata-400x267.jpg" alt="La &quot;falsa facciata&quot; della cattedrale di santa maria assunta" class="wp-image-12983" srcset="https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/lecce-duomo-falsa-facciata-400x267.jpg 400w, https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/lecce-duomo-falsa-facciata-300x200.jpg 300w, https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/lecce-duomo-falsa-facciata-800x533.jpg 800w, https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/lecce-duomo-falsa-facciata-640x427.jpg 640w, https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/lecce-duomo-falsa-facciata.jpg 1200w" sizes="(max-width: 400px) 100vw, 400px" /></a><figcaption>La falsa facciata del Duomo di Lecce</figcaption></figure></div>



<p>Quella che vi ritroverete di fronte, in realtà, è soltanto una <em>falsa facciata</em>, realizzata sul lato settentrionale della chiesa con lo scopo di allietare lo sguardo dei visitatori che giungono in piazza. Il portale qui collocato, difatti, dà accesso alla navata sinistra. Il prospetto frontale della cattedrale si trova invece sulla destra, ed appare decisamente più sobrio dal punto di vista decorativo.</p>



<p>Il <strong>Duomo di Santa Maria Assunta</strong> fu costruito fra il XII ed il XIII secolo, originariamente in stile romanico. La sua attuale estetica si deve all&#8217;architetto <em>Giuseppe Zimbalo</em>, uno dei protagonisti del barocco leccese. A lui, nella seconda metà del Seicento, fu affidato il compito di ristrutturare la chiesa secondo i canoni artistici più in voga del tempo.</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="alignright size-bigger_than_medium"><a href="https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/lecce-piazza-duomo.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" width="400" height="267" src="https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/lecce-piazza-duomo-400x267.jpg" alt="Piazza duomo, sulla quale sorgono molte delle cose da vedere a Lecce" class="wp-image-12984" srcset="https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/lecce-piazza-duomo-400x267.jpg 400w, https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/lecce-piazza-duomo-300x200.jpg 300w, https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/lecce-piazza-duomo-800x533.jpg 800w, https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/lecce-piazza-duomo-640x427.jpg 640w, https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/lecce-piazza-duomo.jpg 1200w" sizes="(max-width: 400px) 100vw, 400px" /></a><figcaption>Le due facciate della chiesa, l&#8217;Episcopio ed il Palazzo del Seminario (in primo piano)</figcaption></figure></div>



<p>Il luminoso interno è suddiviso in tre navate, separate da colonne ed archi a tutto sesto. Lungo le navate laterali si susseguono diverse cappelle con all&#8217;interno preziosi altari adornati da ricchi stucchi dorati.</p>



<p>Volgendo lo sguardo verso l&#8217;alto, scorgerete il peculiare <strong>controsoffitto in legno</strong> che caratterizza la chiesa, sul quale sono incastonate preziosissime tele. Fra di esse, spiccano quella che raffigura il <em>martirio di Sant&#8217;Oronzo</em> e quella che rappresenta l&#8217;<em>ultima cena di Cristo</em>.</p>



<p>L&#8217;ingresso alla <strong>cattedrale di Santa Maria Assunta</strong>, per i non residenti nella diocesi, è a pagamento. Il biglietto costa <strong>5€</strong> a tariffa intera e dà accesso anche al Seminario ed al Museo Diocesano (vedi sotto).</p>



<p><a rel="noreferrer noopener" href="https://chieselecce.it/it/info-visite/" target="_blank">LeccEcclesiae</a>, che gestisce la fruizione del patrimonio artistico cittadino, propone anche diversi biglietti cumulativi che comprendono molti degli edifici storici descritti più avanti nell&#8217;articolo. Il ticket completo, che dà accesso a tutti i siti di competenza della cooperativa (e che vi consiglio, se pensate di entrare in più di una chiesa) costa <strong>9€ a tariffa piena</strong>, mentre quello per l&#8217;intera famiglia <strong>19€</strong>.</p>





<h3 class="wp-block-heading">Il Campanile</h3>



<p>Alla sinistra della chiesa sorge il suo imponente <strong>campanile</strong>, che raggiunge addirittura i 70 metri di altezza ed è visibile da diversi punti della città.</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="alignright size-bigger_than_medium"><a href="https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/piazza-duomo-lecce.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" width="400" height="297" src="https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/piazza-duomo-lecce-400x297.jpg" alt="Piazza Duomo di Lecce con il campanile" class="wp-image-12985" srcset="https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/piazza-duomo-lecce-400x297.jpg 400w, https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/piazza-duomo-lecce-300x223.jpg 300w, https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/piazza-duomo-lecce-800x593.jpg 800w, https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/piazza-duomo-lecce-640x475.jpg 640w, https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/piazza-duomo-lecce.jpg 1200w" sizes="(max-width: 400px) 100vw, 400px" /></a><figcaption>Piazza Duomo</figcaption></figure></div>



<p>La struttura che si erge oggi su piazza Duomo fu costruita a partire dalla fine del &#8216;600. Un più antico campanile, di origine normanna, era crollato a causa di un cedimento strutturale nei primi anni dello stesso secolo.</p>



<p>Si dice che dalla <strong>sommità del campanile </strong>sia possibile vedere &#8211; non solo l&#8217;Adriatico &#8211; ma addirittura, nelle giornate limpide, i primi rilievi albanesi. Attualmente, l&#8217;edificio non è purtroppo aperto al pubblico. Ho però letto da qualche parte che sarebbe in progetto la realizzazione di un ascensore al suo interno, che possa trasportare i visitatori fin quasi in cima.</p>





<h3 class="wp-block-heading">Palazzo del Seminario</h3>



<p>Sul suo lato occidentale, Piazza Duomo è chiusa dal <strong>Palazzo del Seminario</strong>, costruito fra il 1694 ed il 1709.</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="alignright size-bigger_than_medium"><a href="https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/palazzo-seminario-lecce.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" width="400" height="267" src="https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/palazzo-seminario-lecce-400x267.jpg" alt="Chiostro all'interno del palazzo del Seminario" class="wp-image-13003" srcset="https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/palazzo-seminario-lecce-400x267.jpg 400w, https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/palazzo-seminario-lecce-300x200.jpg 300w, https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/palazzo-seminario-lecce-800x533.jpg 800w, https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/palazzo-seminario-lecce-640x427.jpg 640w, https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/palazzo-seminario-lecce.jpg 1200w" sizes="(max-width: 400px) 100vw, 400px" /></a><figcaption>Chiostro del Seminario</figcaption></figure></div>



<p>L&#8217;edificio fa a sua volta parte del circuito di <em>LeccEcclesiae</em> e, come vi dicevo, il biglietto di ingresso alla Cattedrale include anche la visita ai suoi ambienti interni. Al piano terra, proprio al centro dell&#8217;elegante chiostro, sorge il famoso <strong>pozzo della Vera Ovale</strong>. Risalente alla fine del XVII secolo, questo pozzo è caratterizzato da raffinatissime decorazioni, che gli conferiscono le sembianze di un cesto di frutta.</p>



<p>Dal chiostro, si accede anche ad una piccola cappella con rifiniture barocche, mentre il primo piano dell&#8217;edificio ospita il <strong>Museo d&#8217;Arte Sacra</strong> ed una biblioteca contenente volumi antichissimi, alcuni dei quali risalenti al Quattrocento.</p>





<h2 class="wp-block-heading" id="chiesa-sant-irene">Chiesa di Sant&#8217;Irene</h2>



<p>A poche decine di metri da piazza Duomo sorge la chiesa di <strong>Sant&#8217;Irene dei Teatini</strong>, un&#8217;altra delle cose più interessanti che potrete vedere a Lecce.</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="alignright size-medium_large is-resized"><a href="https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/lecce-chiesa-sant-irene.jpg"><img decoding="async" src="https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/lecce-chiesa-sant-irene-473x640.jpg" alt="La Chiesa di Sant'Irene, una di quella da vedere assolutamente a Lecce" class="wp-image-12982" width="400" srcset="https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/lecce-chiesa-sant-irene-473x640.jpg 473w, https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/lecce-chiesa-sant-irene-222x300.jpg 222w, https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/lecce-chiesa-sant-irene-591x800.jpg 591w, https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/lecce-chiesa-sant-irene-296x400.jpg 296w, https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/lecce-chiesa-sant-irene.jpg 887w" sizes="(max-width: 473px) 100vw, 473px" /></a><figcaption>Chiesa di Sant&#8217;Irene</figcaption></figure></div>



<p>Come la maggior parte degli edifici barocchi della città, fu costruita a cavallo fra la fine del XVI secolo ed i primi anni del XVII. A quel tempo, <strong>Santa Irene </strong>era ancora la patrona di Lecce: fu &#8220;spodestata&#8221; da Sant&#8217;Oronzo soltanto nel 1656.</p>



<p>La posizione della chiesa, alla convergenza fra corso <em>Vittorio Emanuele II</em> e <em>via degli Antoglietta</em> (<a class="smooth-scroll" href="#mappa">torna alla mappa</a>), contribuisce a renderla particolarmente scenografica. La struttura ricorda molto da vicino quella della <em>Basilica di Sant&#8217;Andrea della Valle di Roma</em>, alla quale è ispirata, ma le decorazioni mostrano in questo caso rifiniture ancora più dettagliate, in particolare sulla facciata.</p>



<p>Gli interni sono un vero e proprio <strong>trionfo del barocco</strong>, con ricchissimi stucchi e sinuose colonne ad incorniciare i vari altari che si susseguono per tutta la lunghezza della navata.</p>





<h2 class="wp-block-heading" id="basilica-santa-croce">Basilica di Santa Croce</h2>



<div class="wp-block-image"><figure class="alignright size-medium_large is-resized"><a href="https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/lecce-santa-croce.jpg"><img decoding="async" src="https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/lecce-santa-croce-528x640.jpg" alt="La splendida Basilica di Santa Croce, una delle cose più belle da vedere a Lecce" class="wp-image-12988" width="400" srcset="https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/lecce-santa-croce-528x640.jpg 528w, https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/lecce-santa-croce-248x300.jpg 248w, https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/lecce-santa-croce-660x800.jpg 660w, https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/lecce-santa-croce-330x400.jpg 330w, https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/lecce-santa-croce.jpg 990w" sizes="(max-width: 528px) 100vw, 528px" /></a><figcaption>La Basilica di Santa Croce</figcaption></figure></div>



<p>L&#8217;edificio nel quale il barocco leccese tocca il suo punto più alto è però un altro: la <strong>basilica di Santa Croce</strong>, situata circa 200 metri a nord di Piazza Sant&#8217;Oronzo (<a class="smooth-scroll" href="#mappa">vedi sulla mappa</a>).</p>



<p>La chiesa sorge su quello che era un tempo il <strong>quartiere ebraico di Lecce</strong>. Per la realizzazione della piazza furono infatti abbattute le case e le botteghe di proprietà degli ebrei, cacciati dalla città nel 1510. L&#8217;edificazione della basilica iniziò invece nel 1549 e, in più fasi, si protrasse fino al 1646.</p>



<p>Evidente è la differenza stilistica fra i due ordini della <strong>maestosa facciata</strong>. Nel primo, si può riscontrare ancora un più sobrio gusto rinascimentale, mentre quello superiore, ricoperto da dettagliatissime decorazioni, vede il barocco esplodere con tutta la sua veemenza. </p>



<p>La <strong>possente balaustra </strong>è sormontata da tredici putti e sorretta da altrettanti telamoni raffiguranti figure grottesche, che sembra vogliano simboleggiare la vittoria Cristiana nella battaglia di Lepanto del 1571.</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="alignright size-bigger_than_medium"><a href="https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/particolare-santa-croce-lecce.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" width="400" height="267" src="https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/particolare-santa-croce-lecce-400x267.jpg" alt="dettaglio della facciata della basilica di Santa croce di Lecce" class="wp-image-13004" srcset="https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/particolare-santa-croce-lecce-400x267.jpg 400w, https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/particolare-santa-croce-lecce-300x200.jpg 300w, https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/particolare-santa-croce-lecce-800x533.jpg 800w, https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/particolare-santa-croce-lecce-640x427.jpg 640w, https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/particolare-santa-croce-lecce.jpg 1200w" sizes="(max-width: 400px) 100vw, 400px" /></a><figcaption>Dettaglio della facciata</figcaption></figure></div>



<p>Sopra di essi, l&#8217;occhio e catturato dal <strong>grandioso rosone </strong>di ispirazione romanica, incorniciato da due colonne corinzie e decorato con foglie d&#8217;alloro e bacche. Una curiosità riguarda il rosone: alla sua sinistra, nello spazio che lo separa dalla colonnina, si può notare un autoritratto di Antonio Zimbalo, uno degli architetti che lavorarono alla facciata, mimetizzato fra le decorazioni. Nelle due nicchie ai lati del rosone, trovano spazio le raffigurazioni di San Benedetto e di Papa Celestino V.</p>



<p>Non meno sontuoso è l&#8217;<strong>interno della basilica</strong>, che consta oggi di tre navate (in origine erano addirittura cinque) delimitate da possenti colonne di marmo. Le fastose cappelle laterali ospitano 14 altari barocchi riccamente adornati. Di particolare interesse sono quelli dedicati a San Francesco da Paola ed a Sant&#8217;Oronzo.</p>



<p>Anche in questo caso l&#8217;ingresso alla chiesa è a pagamento per i turisti. Il biglietto costa <strong>5€ a tariffa intera</strong>, ma è anche presente un&#8217;interessante opzione che include sia la basilica di Santa Croce che il Duomo (<strong>€6,50</strong>), oltre al biglietto completo (<strong>€9</strong>) del quale vi ho parlato in precedenza e le promozioni per le famiglie.</p>





<h2 class="wp-block-heading" id="piazza-sant-oronzo">Piazza Sant&#8217;Oronzo</h2>



<p><strong>Piazza Sant&#8217;Oronzo</strong> è considerata il cuore pulsante della città e si trova ad un estremo di via Vittorio Emanuele II (<a class="smooth-scroll" href="#mappa">vedi mappa</a>).</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="alignright size-bigger_than_medium"><a href="https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/piazza-sant-oronzo-lecce.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" width="400" height="267" src="https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/piazza-sant-oronzo-lecce-400x267.jpg" alt="L'anfiteatro romano di Lecce, su piazza Sant'Oronzo" class="wp-image-12989" srcset="https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/piazza-sant-oronzo-lecce-400x267.jpg 400w, https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/piazza-sant-oronzo-lecce-300x200.jpg 300w, https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/piazza-sant-oronzo-lecce-800x533.jpg 800w, https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/piazza-sant-oronzo-lecce-640x427.jpg 640w, https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/piazza-sant-oronzo-lecce.jpg 1200w" sizes="(max-width: 400px) 100vw, 400px" /></a><figcaption>L&#8217;anfiteatro romano e chiesa di Santa Maria della Grazia</figcaption></figure></div>



<p>Su di essa si affacciano alcuni fra i luoghi più interessanti da vedere a Lecce, che documentano fra l&#8217;altro la lunghissima storia della città. Si va infatti dall&#8217;<strong>anfiteatro romano</strong>, costruito quasi 2000 anni fa, agli edifici chiaramente caratterizzati da un&#8217;architettura di stampo fascista, come la sede dell&#8217;<strong>Ina</strong>. </p>



<p>A testimoniare il fiorente periodo barocco è soprattutto la <strong>chiesa di Santa Maria della Grazia</strong> (in foto), mentre il palazzo del Seggio mostra un elegante stile rinascimentale.</p>





<h3 class="wp-block-heading">Anfiteatro Romano di Lecce</h3>



<p>Fino al termine dell&#8217;Ottocento, la parte meridionale di piazza Sant&#8217;Oronzo era occupata da un <strong>intero quartiere</strong>, composto perlopiù da botteghe e varie attività commerciali.</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="alignright size-bigger_than_medium"><a href="https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/anfiteatro-romano-lecce.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" width="400" height="267" src="https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/anfiteatro-romano-lecce-400x267.jpg" alt="Anfiteatro Romano di Lecce" class="wp-image-12990" srcset="https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/anfiteatro-romano-lecce-400x267.jpg 400w, https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/anfiteatro-romano-lecce-300x200.jpg 300w, https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/anfiteatro-romano-lecce-800x533.jpg 800w, https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/anfiteatro-romano-lecce-640x427.jpg 640w, https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/anfiteatro-romano-lecce.jpg 1200w" sizes="(max-width: 400px) 100vw, 400px" /></a><figcaption>L&#8217;anfiteatro romano di Lecce</figcaption></figure></div>



<p>A seguito della scoperta dell&#8217;<strong>anfiteatro romano</strong>, sul finire dell&#8217;Ottocento, questo agglomerato fu completamente raso al suolo, in modo tale da riportare alla luce l&#8217;antichissimo complesso. L&#8217;anfiteatro fu costruito, sembra, fra il I ed il II secolo d.C. per volere di <strong>Augusto</strong>, sebbene la sua origine non sia ancora certa.</p>



<p>La porzione visibile da piazza Sant&#8217;Oronzo costituisce appena un terzo dell&#8217;intera opera. La parte restante si trova ancora <strong>al di sotto della piazza</strong> e degli edifici che si affacciano su di essa.</p>



<p>Ancora oggi, l&#8217;<strong>anfiteatro romano di Lecce</strong> assolve a quella che era la sua funzione originaria. Nel corso dell&#8217;anno, la sua arena è infatti sede di diversi eventi culturali, fra concerti musicali, teatro ed opera lirica.</p>





<h3 class="wp-block-heading">Palazzo del Seggio e Chiesetta di San Marco</h3>



<p>Lungo la circonferenza che definisce l&#8217;anfiteatro, sul suo versante settentrionale, si erge il <strong>palazzo del Seggio</strong> (o <em>Sedile</em>), del quale oggi rimane soltanto la Loggia. </p>



<p>L&#8217;edificio fu completamente ricostruito negli ultimi anni del XVI secolo ed ha ospitato fino alla metà dell&#8217;Ottocento il Municipio di Lecce. In seguito divenne sede di un museo civico ed ai giorni nostri vengono allestite al suo interno mostre artistiche ed esibizioni temporanee.</p>



<p>Il palazzo del Sedile è affiancato dalla minuscola <strong>chiesetta di San Marco</strong>, anch&#8217;essa realizzata in stile rinascimentale. Notate, sulla lunetta al di sopra del suo portale, la raffigurazione del <em>Leone Alato</em>, icona simbolo di Venezia.</p>



<p>Agli albori della storia moderna, infatti, fortissimi erano i rapporti che legavano Lecce alla <em>Serenissima</em>. In città viveva anche una consistente comunità veneziana, che proprio in corrispondenza della piazza possedeva un proprio quartiere.</p>





<h3 class="wp-block-heading">Colonna di Sant&#8217;Oronzo</h3>



<p>Il vero e proprio simbolo della piazza si trova in corrispondenza del suo centro geometrico, non distante dal <em>Sedile</em>. Mi riferisco alla <strong>Colonna di Sant&#8217;Oronzo</strong>, che sfiora i 30 metri di altezza.</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="alignright size-medium_large is-resized"><a href="https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/colonna-sant-oronzo.jpg"><img decoding="async" src="https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/colonna-sant-oronzo-480x640.jpg" alt="Statua di Sant'Oronzo in cima alla sua colonna, nell'omonima piazza di Lecce" class="wp-image-12991" width="400" srcset="https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/colonna-sant-oronzo-480x640.jpg 480w, https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/colonna-sant-oronzo-225x300.jpg 225w, https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/colonna-sant-oronzo-600x800.jpg 600w, https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/colonna-sant-oronzo-300x400.jpg 300w, https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/colonna-sant-oronzo.jpg 900w" sizes="(max-width: 480px) 100vw, 480px" /></a><figcaption>Sommità della colonna di Sant&#8217;Oronzo</figcaption></figure></div>



<p>La devastante ondata di peste che investì l&#8217;intero Regno di Napoli a metà del XVII secolo risparmiò la città di Lecce, ed i suoi abitanti attribuirono la propria salvezza all&#8217;intercessione del santo. Così, in segno di gratitudine, decisero di elevare <strong>Sant&#8217;Oronzo a patrono della città </strong>e di dedicargli questo imponente monumento.</p>



<p>Per la sua costruzione, furono utilizzati i resti di una colonna romana, che originariamente sanciva il termine della <strong>via Appia</strong>, a Brindisi. La statua in bronzo posta sulla sommità della colonna, alta oltre 4 metri, fu invece realizzata a Venezia. </p>



<p>Quella originale andò in realtà distrutta nel 1737 e fu sostituita due anni più tardi. In tempi recenti, in occasione di un profondo restauro, è stata presa la decisione di rimpiazzare la statua con una replica, così da preservarla dagli agenti atmosferici.</p>





<h2 class="wp-block-heading" id="castello-carlo-v">Castello Carlo V</h2>



<p>Ad un isolato di distanza da piazza Sant&#8217;Oronzo, in direzione Est, sorge un altra delle principali cose da vedere a Lecce: il <strong>Castello Carlo V</strong>.</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="alignright size-bigger_than_medium"><a href="https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/lecce-carrozza-castello.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" width="400" height="267" src="https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/lecce-carrozza-castello-400x267.jpg" alt="Interno del Castello Carlo V" class="wp-image-12993" srcset="https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/lecce-carrozza-castello-400x267.jpg 400w, https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/lecce-carrozza-castello-300x200.jpg 300w, https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/lecce-carrozza-castello-800x533.jpg 800w, https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/lecce-carrozza-castello-640x427.jpg 640w, https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/lecce-carrozza-castello.jpg 1200w" sizes="(max-width: 400px) 100vw, 400px" /></a><figcaption>Antica carrozza esposta nell&#8217;atrio del Castello Carlo V</figcaption></figure></div>



<p>Questa austera fortezza difensiva porta il nome dell&#8217;imperatore asburgico che la fece ristrutturare fra il 1539 ed il 1549, benché la sua origine risalga all&#8217;alto medioevo. Gli interventi cinquecenteschi si resero necessari per adeguare l&#8217;edificio alle nuove esigenze difensive, a seguito dell&#8217;introduzione delle armi da fuoco. </p>



<p>Si procedette quindi alla costruzione di <strong>quattro imponenti bastioni</strong>, al rinforzamento delle mura esterne ed al riempimento del fossato che fino ad allora circondava la fortezza.</p>



<p>Il castello è oggi visitabile in alcuni dei suoi ambienti ed ospita spesso mostre temporanee, soprattutto di fotografia. In una sua ala è stato anche allestito il <strong>Museo della Cartapesta</strong>, incentrato su una delle lavorazioni tradizionali di Lecce.</p>



<p>Attraverso visite guidate è inoltre possibile percorrere gli antichi camminamenti di ronda del castello ed esplorare parte dei suoi sotterranei, recentemente recuperati. Per tutte le informazioni a riguardo, vi rimando al <a href="http://www.castellocarlov.it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">sito ufficiale</a> della struttura.</p>





<h2 class="wp-block-heading" id="teatro-romano">Teatro Romano</h2>



<p>Oltre all&#8217;anfiteatro di piazza Sant&#8217;Oronzo, Lecce ospita anche un più piccolo <strong>teatro romano</strong>, anch&#8217;esso fatto edificare da Augusto. Prima di diventare imperatore, egli aveva infatti trascorso un periodo nella città (allora nota come <em>Lupiae</em>) e volle dotarla di questi luoghi di svago in segno di gratitudine.</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="alignright size-bigger_than_medium"><a href="https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/lecce-teatro-romano.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" width="400" height="267" src="https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/lecce-teatro-romano-400x267.jpg" alt="Il Teatro Romano, una delle migliori cose da vedere a Lecce" class="wp-image-12992" srcset="https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/lecce-teatro-romano-400x267.jpg 400w, https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/lecce-teatro-romano-300x200.jpg 300w, https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/lecce-teatro-romano-800x533.jpg 800w, https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/lecce-teatro-romano-640x427.jpg 640w, https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/lecce-teatro-romano.jpg 1200w" sizes="(max-width: 400px) 100vw, 400px" /></a><figcaption>Panoramica del teatro romano</figcaption></figure></div>



<p>Il <strong>teatro romano di Lecce</strong>, come il suo fratello maggiore, cadde nell&#8217;oblio dopo il crollo dell&#8217;impero romano e rimase per secoli nascosto nel sottosuolo cittadino. Fu scoperto casualmente, in epoca fascista, ed in seguito riportato alla luce.</p>



<p>Contrariamente all&#8217;anfiteatro, il teatro romano non gode di una posizione privilegiata, all&#8217;interno del centro storico. Incastonato fra gli alti edifici che lo chiudono su tutti i lati, richiede anche qualche piccolo sforzo per essere scovato. Un <strong>piccolo gioiello</strong>, comunque, che vi consiglio di visitare assolutamente, quantomeno dall&#8217;esterno, durante la vostra permanenza a Lecce.</p>



<p>Il teatro romano è al momento accessibile soltanto attraverso alcune visite guidate, ma è possibile ammirarlo dal breve percorso che lo costeggia, attraverso le inferriate. Ci si arriva seguendo una stradina (<em>via Arte della Cartapesta</em>) che parte dalle immediate vicinanze della Chiesa di Santa Chiara (<a class="smooth-scroll" href="#mappa">vedi mappa</a>).</p>



<p>Il piccolo <strong>Museo del Teatro Romano</strong>, che sorge su <em>via degli Ammirati</em>, poco distante, ospita alcuni reperti rinvenuti in quest&#8217;area durante gli scavi di recupero. Per maggiori informazioni, consultate <a href="https://www.comune.lecce.it/vivi-lecce/musei-e-gallerie/museo-del-teatro-romano" target="_blank" rel="noreferrer noopener">questa pagina </a>sul sito del comune di Lecce.</p>





<h2 class="wp-block-heading" id="chiesa-santa-chiara">Chiesa di Santa Chiara</h2>



<p>Un&#8217;altra delle chiese da vedere assolutamente a Lecce è quella di <strong>Santa Chiara</strong>, che si affaccia sulla piccola piazza intitolata (come il corso principale) a Vittorio Emanuele II (<a class="smooth-scroll" href="#mappa">torna alla mappa</a>).</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="alignright size-medium_large is-resized"><a href="https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/lecce-chiesa-santa-chiara.jpg"><img decoding="async" src="https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/lecce-chiesa-santa-chiara-597x640.jpg" alt="Chiesa di Santa Chiara, a Lecce" class="wp-image-12994" width="400" srcset="https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/lecce-chiesa-santa-chiara-597x640.jpg 597w, https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/lecce-chiesa-santa-chiara-280x300.jpg 280w, https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/lecce-chiesa-santa-chiara-747x800.jpg 747w, https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/lecce-chiesa-santa-chiara-373x400.jpg 373w, https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/lecce-chiesa-santa-chiara.jpg 1120w" sizes="(max-width: 597px) 100vw, 597px" /></a><figcaption>Facciata della chiesa di Santa Chiara</figcaption></figure></div>



<p>La caratteristica che balza subito all&#8217;occhio, osservando l&#8217;edificio, è l&#8217;assenza di un fastigio sommitale a sovrastare l&#8217;<strong>elegante facciata </strong>leggermente convessa. Una volta all&#8217;interno, potrete notare un&#8217;altra peculiarità della chiesa: il <strong>controsoffitto è realizzato in cartapesta</strong>, seguendo una delle tradizionali lavorazioni salentine.</p>



<p>Nelle sei cappelle disposte ai lati dell&#8217;unica navata, sono stati ricavati altrettanti altari, ognuno dedicato ad un santo o ad un particolare evento biblico. Vicino quello di San Francesco trova spazio il dipinto di maggior pregio della chiesa: quello che ritrae <em>Sant&#8217;Agnese</em>, opera di Francesco Solimena.</p>



<p>La <strong>chiesa di Santa Chiara </strong>fa parte del circuito di <em>LeccEcclesiae </em>ed è quindi compresa nel pacchetto cumulativo da 9€. In alternativa, potrete acquistare il biglietto singolo che dà accesso soltanto a questo sito al <strong>costo di 3€</strong>.</p>





<h2 class="wp-block-heading" id="chiesa-san-matteo">Chiesa di San Matteo</h2>



<p>Lasciando la chiesa di Santa Chiara e proseguendo lungo <em>via Federico d&#8217;Aragona</em>, ci si imbatte dopo pochi metri presso un altro <strong>gioiello del barocco leccese</strong> (<a class="smooth-scroll" href="#mappa">vedi sulla mappa</a>).</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="alignright size-medium_large is-resized"><a href="https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/lecce-chiesa-san-matteo.jpg"><img decoding="async" src="https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/lecce-chiesa-san-matteo-427x640.jpg" alt="Chiesa di San Matteo, una di quelle da vedere assolutamente a Lecce" class="wp-image-12995" width="400" srcset="https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/lecce-chiesa-san-matteo-427x640.jpg 427w, https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/lecce-chiesa-san-matteo-200x300.jpg 200w, https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/lecce-chiesa-san-matteo-533x800.jpg 533w, https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/lecce-chiesa-san-matteo-267x400.jpg 267w, https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/lecce-chiesa-san-matteo.jpg 800w" sizes="(max-width: 427px) 100vw, 427px" /></a><figcaption>La complessa facciata della chiesa di San Matteo</figcaption></figure></div>



<p>La <strong>chiesa di San Matteo</strong>, costruita nella seconda metà del Seicento, mostra molti dei caratteri distintivi di questo stile: in particolare, cattura l&#8217;attenzione la sua <strong>singolare facciata</strong>, convessa nell&#8217;ordine inferiore e concava in quello superiore. Anche questa chiesa è di chiara ispirazione romana e si rifà a quella di <em>San Carlo alle Quattro Fontane</em>, nel cuore della capitale.</p>



<p>Ricchissimo si mostra anche l&#8217;interno composto da un&#8217;unica navata, che rivela una curiosa pianta ellittica. Dodici <strong>statue raffiguranti gli apostoli </strong>si frappongono tra le cappelle laterali della chiesa. Al di sopra di esse, sono presenti dieci bifore, che in passato permettevano alle francescane dell&#8217;annesso convento (ormai soppresso) di assistere alle funzioni religiose.</p>



<p>La <strong>chiesa di San Matteo</strong> è anch&#8217;essa compresa nel biglietto cumulativo di <em>LeccEcclesiae</em> (9€), ma è altresì possibile acquistare il biglietto singolo al costo di 3€.</p>





<h2 class="wp-block-heading" id="porte-di-lecce">Le Porte Cittadine</h2>



<p>Tra i monumenti puntualmente menzionati nelle guide su cosa vedere a Lecce, figurano anche le sue antiche porte.</p>



<p>Le quattro <strong>porte di Lecce </strong>furono fatte edificare lungo le mura della città da Carlo V, nel corso del XVI secolo. Come anche il castello, esse facevano parte di un ampio progetto volto al rinforzo della strutture difensive cittadine. Ad oggi ne sono sopravvissute soltanto tre (in arancione nella <a class="smooth-scroll" href="#mappa">mappa sopra</a>): quella di <em>San Martino</em>, infatti, andò distrutta nell&#8217;Ottocento e non fu mai ricostruita.</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="alignright size-bigger_than_medium"><a href="https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/lecce-porta-san-biagio.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" width="400" height="323" src="https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/lecce-porta-san-biagio-400x323.jpg" alt="Porta di San Biagio" class="wp-image-12997" srcset="https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/lecce-porta-san-biagio-400x323.jpg 400w, https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/lecce-porta-san-biagio-300x242.jpg 300w, https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/lecce-porta-san-biagio-800x645.jpg 800w, https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/lecce-porta-san-biagio-640x516.jpg 640w, https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/lecce-porta-san-biagio.jpg 1200w" sizes="(max-width: 400px) 100vw, 400px" /></a><figcaption>Porta di San Biagio</figcaption></figure></div>



<p>La <strong>Porta San Biagio</strong>, alta circa 17 metri, è posizionata a sud del centro storico. La struttura che vediamo oggi fu realizzata nella seconda metà del Settecento, a seguito del crollo di quella originaria. Sulla facciata del monumento è riportato lo stemma di Re Ferdinando IV di Napoli e, sulla sua sommità, svetta la statua di San Biagio.</p>



<p>Il portale situato ad Ovest del centro storico, a conclusione di <em>via Libertini</em>, è invece <strong>Porta Rudiae</strong>, dal nome della località (oggi scomparsa) verso la quale era rivolta. Sulla cima del monumento sono collocate le statue dei santi patroni di Lecce: Sant&#8217;Oronzo, Sant&#8217;Irene e San Domenico, a sorvegliare l&#8217;ingresso della città. Anche per quanto riguarda Porta Rudiae, la struttura attuale è frutto di una ricostruzione avvenuta nel Settecento.</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="alignright size-bigger_than_medium"><img loading="lazy" decoding="async" width="400" height="267" src="https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/lecce-porta-napoli-400x267.jpg" alt="Porta Napoli (Lecce)" class="wp-image-12998" srcset="https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/lecce-porta-napoli-400x267.jpg 400w, https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/lecce-porta-napoli-300x200.jpg 300w, https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/lecce-porta-napoli-800x533.jpg 800w, https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/lecce-porta-napoli-640x427.jpg 640w, https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/lecce-porta-napoli.jpg 1200w" sizes="(max-width: 400px) 100vw, 400px" /><figcaption>Porta Napoli</figcaption></figure></div>



<p>L&#8217;ultima delle tre porte di Lecce oggi esistenti è <strong>Porta Napoli</strong>. In questo caso, l&#8217;originaria costruzione cinquecentesca è giunta fino ai giorni nostri ed i recenti restauri l&#8217;hanno riportata al suo autentico splendore. In virtù della sua fastosità, questa porta viene anche definita <em>Arco di Trionfo</em>, e la piazza sulla quale sorge porta lo stesso nome.</p>



<p><strong>Porta Napoli </strong>si trova al margine settentrionale del centro storico. Al tempo della sua costruzione, si affacciava sulla strada che conduceva alla capitale del regno, Napoli appunto, il che ne spiega il nome.</p>





<h2 class="wp-block-heading" id="lecce-cosa-mangiare">Cosa Mangiare a Lecce</h2>



<p>La mia esperienza a Lecce è stata, ahimè, troppo breve per permettermi di esplorare in modo approfondito anche le <strong>specialità culinarie </strong>del posto.</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="alignright size-bigger_than_medium"><a href="https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/puccia.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" width="400" height="267" src="https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/puccia-400x267.jpg" alt="la famosa puccia leccese" class="wp-image-12877" srcset="https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/puccia-400x267.jpg 400w, https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/puccia-300x200.jpg 300w, https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/puccia-800x533.jpg 800w, https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/puccia-640x427.jpg 640w, https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/puccia.jpg 1200w" sizes="(max-width: 400px) 100vw, 400px" /></a><figcaption>Puccia Leccese</figcaption></figure></div>



<p>Mi sono tolto lo sfizio di provare la <strong>famosa puccia</strong>, il tradizionale rustico del quale avevo tanto sentito parlare. Si tratta di una sorta di panino piatto e privo di mollica al proprio interno, che può essere associato ad un&#8217;ampia varietà di farciture. </p>



<p>All&#8217;interno dei locali specializzati nella preparazione della puccia (le <em>puccerie</em>) vi ritroverete dinnanzi ad un bancone in <em>stile kebabbaro</em>, dal quale potrete selezionare gli ingredienti che più vi ispirano.</p>



<p>Aspetterò il mio prossimo viaggio a Lecce per provare le tante altre <strong>ricette locali</strong>. Mi incuriosiscono non poco la versione salentina della pasta coi ceci, &#8220;<em>Ciceri e tria</em>&#8220;, ed i <em>Turcinieddhi</em> (interiora di agnello), perfettamente coerenti con la mia passione per le frattaglie.</p>



<p>Nel frattempo, vi rimando a <a rel="noreferrer noopener nofollow" href="http://www.viaggiatorilowcost.it/2010/10/cosa-mangiare-a-lecce-puglia-cucina-e-piatti-tipici.html" target="_blank">questo sito </a>per sapere di più sulla tradizione gastronomica del posto ed a <a rel="noreferrer noopener" href="https://www.sabrinabarbante.com/mangiare-a-lecce-posti-per-ottimo-cibo-e-drink-che-i-local-amano/" target="_blank">questo articolo</a> dell&#8217;amica Sabrina per conoscere i migliori locali nei quali mangiare a Lecce.</p>





<h2 class="wp-block-heading" id="lecce-come-arrivare">Come Arrivare</h2>



<p>Adesso che abbiamo tanto parlato di <strong>cosa vedere a Lecce</strong>, a conclusione di questo articolo, scopriamo anche come raggiungere il capoluogo salentino.</p>



<p>Che viaggiate in auto o coi mezzi pubblici, <strong>arrivare a Lecce </strong>si rivelerà abbastanza semplice un po&#8217; da qualsiasi area del nostro Paese.</p>



<h3 class="wp-block-heading">In Auto</h3>



<p>Per <strong>raggiungere Lecce in auto da Bari</strong> dovrete mettere in conto poco più di un&#8217;ora e mezza. Il percorso migliore, indicato nella mappa sotto, è quello che prevede di percorrere la <em>SS16</em> fino a Brindisi e poi di proseguire sulla <em>SS613</em>.</p>



<p>Sulle lunghe distanze, come ho spiegato meglio in <a href="https://www.vcomeviaggio.com/come-arrivare-bari/#come-arrivare-bari-auto">questo articolo</a>, Bari è a sua volta raggiungibile attraverso l&#8217;autostrada A14 (<em>Adriatica</em>) da Bologna e l&#8217;autostrada A16 (<em>dei Due Mari</em>) da Napoli.</p>



<iframe loading="lazy" src="https://www.google.com/maps/embed?pb=!1m28!1m12!1m3!1d650811.7205994097!2d17.509314506908392!3d40.734702243404314!2m3!1f0!2f0!3f0!3m2!1i1024!2i768!4f13.1!4m13!3e0!4m5!1s0x1347e8f8f3078d6f%3A0x87254066a3908e1!2sBari%2C%20BA!3m2!1d41.1171432!2d16.871871499999997!4m5!1s0x13442ee42f2d1109%3A0x9b5b5a4c6ab377f0!2sLecce%2C%20LE!3m2!1d40.3515155!2d18.1750161!5e0!3m2!1sit!2sit!4v1602713701894!5m2!1sit!2sit" style="border:0;" allowfullscreen="" aria-hidden="false" tabindex="0" width="800" height="350" frameborder="0"></iframe>



<p>Se <strong>provenite da Sud</strong>, per arrivare a Lecce in auto, dovrete innanzitutto raggiungere la località calabrese di Sibari (anche dalla <em>A2</em>, tramite raccordo).</p>



<p>Da Sibari si prosegue lungo la Statale Jonica (<em>SS106</em>) fino a Taranto, dove si imbocca la <em>SS7 </em>e la si percorre per intero fino a Brindisi. Infine, si raggiunge Lecce attraverso la <em>SS613</em>.</p>



<iframe loading="lazy" src="https://www.google.com/maps/embed?pb=!1m28!1m12!1m3!1d780304.7220909272!2d16.754521014618913!3d40.18535973901439!2m3!1f0!2f0!3f0!3m2!1i1024!2i768!4f13.1!4m13!3e0!4m5!1s0x133f60c5229ac681%3A0x9e76a84a2e84fdae!2sSibari%2C%20CS!3m2!1d39.7478528!2d16.4532199!4m5!1s0x13442ee42f2d1109%3A0x9b5b5a4c6ab377f0!2sLecce%2C%20LE!3m2!1d40.3515155!2d18.1750161!5e0!3m2!1sit!2sit!4v1602714280254!5m2!1sit!2sit" style="border:0;" allowfullscreen="" aria-hidden="false" tabindex="0" width="800" height="350" frameborder="0"></iframe>





<h3 class="wp-block-heading">Coi Mezzi Pubblici</h3>



<p>L&#8217;aeroporto più vicino alla città è quello di <strong>Brindisi</strong>. La società Marozzi offre collegamenti diretti, seppure non molto frequenti, fra questo scalo ed il centro di Lecce. Controllate <a rel="noreferrer noopener nofollow" href="https://www.marozzivt.it/home" target="_blank">sul loro sito</a> se sono previste corse ad orari compatibili con i vostri.</p>



<p>Se così non fosse, potrete comunque <strong>arrivare a Lecce coi mezzi pubblici </strong>cambiando nel centro città. Servirvi innanzitutto della navetta per la stazione ferroviaria gestita dalla società <em>STP </em>(<a rel="noreferrer noopener" href="http://www.stpbrindisi.it/index.php/linee-e-orari/varie/bus-aeroporto-centro-costa-morena" target="_blank">qui gli orari</a>). La frequenza dei bus è abbastanza elevata ed il tempo di percorrenza medio si aggira intorno ai venti minuti. </p>



<p>Dalla stazione di Brindisi potete poi proseguire con treni diretti, anch&#8217;essi piuttosto frequenti e che richiedono circa mezz&#8217;ora.</p>



<p>Anche l&#8217;<strong>aeroporto di Bari </strong>è sufficientemente vicino da rappresentare una buona opzione per arrivare a Lecce in aereo. Una volta atterrati, dovrete innanzitutto raggiungere la stazione centrale servendovi della <em>Ferrotramviaria</em> e poi da lì proseguire con un treno regionale. Per informazioni dettagliate leggete <a href="https://www.vcomeviaggio.com/come-arrivare-bari/#come-arrivare-bari-aereo">questo mio recente articolo</a>.</p>



<p>Se volete <strong>arrivare a Lecce in treno</strong>, potrete contare su un buon numero di collegamenti con molte città della Puglia e non solo. Come accennato, esistono corse dirette con Bari, Brindisi e diversi altri capoluoghi pugliesi. </p>



<p>A queste si aggiungono diversi treni a lunga percorrenza, fra Intercity e Frecce, provenienti da Roma, Milano, Bologna, Torino e Venezia. Potete controllare gli orari sul sito di <a rel="noreferrer noopener nofollow" href="http://www.trenitalia.com" target="_blank">Trenitalia</a>.</p>



<p>Anche chi ama <strong>viaggiare in pullman </strong>non troverà grosse difficoltà a raggiungere Lecce. Le due principali compagnie che servono la città sono <a href="https://tc.tradetracker.net/?c=22492&amp;m=12&amp;a=388611&amp;u=%2Fautobus%2Flecce" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Flixbus</a> e <a rel="noreferrer noopener nofollow" href="https://www.marinobus.it/" target="_blank">Marinobus</a>, che con il loro ampissimo network offrono collegamenti diretti con tantissime città italiane.</p>


<p><a class="a2a_button_facebook" href="https://www.addtoany.com/add_to/facebook?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.vcomeviaggio.com%2Flecce-cosa-vedere%2F&amp;linkname=Cosa%20Vedere%20a%20Lecce%3A%20Guida%20alla%20Capitale%20Barocca%20del%20Salento" title="Facebook" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_twitter" href="https://www.addtoany.com/add_to/twitter?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.vcomeviaggio.com%2Flecce-cosa-vedere%2F&amp;linkname=Cosa%20Vedere%20a%20Lecce%3A%20Guida%20alla%20Capitale%20Barocca%20del%20Salento" title="Twitter" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_pinterest" href="https://www.addtoany.com/add_to/pinterest?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.vcomeviaggio.com%2Flecce-cosa-vedere%2F&amp;linkname=Cosa%20Vedere%20a%20Lecce%3A%20Guida%20alla%20Capitale%20Barocca%20del%20Salento" title="Pinterest" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_whatsapp" href="https://www.addtoany.com/add_to/whatsapp?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.vcomeviaggio.com%2Flecce-cosa-vedere%2F&amp;linkname=Cosa%20Vedere%20a%20Lecce%3A%20Guida%20alla%20Capitale%20Barocca%20del%20Salento" title="WhatsApp" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a></p><p>L'articolo <a href="https://www.vcomeviaggio.com/lecce-cosa-vedere/">Cosa Vedere a Lecce: Guida alla Capitale Barocca del Salento</a> proviene da <a href="https://www.vcomeviaggio.com">VcomeViaggio</a>.</p>
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		<title>Belvedere di Matera: i Migliori Punti Panoramici sui Sassi</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 25 Oct 2020 20:55:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Italia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Da buon appassionato di fotografia, quando mi ritrovo in un posto nuovo, vado subito alla ricerca dei suoi migliori punti panoramici, e Matera non ha certo fatto eccezione! A dispetto del poco tempo che ho potuto dedicare alla Città dei Sassi, sono riuscito a passare in rassegna tutti i principali belvedere di Matera, ed ho ... </p>
<p class="read-more-container"><a title="Belvedere di Matera: i Migliori Punti Panoramici sui Sassi" class="read-more button" href="https://www.vcomeviaggio.com/matera-belvedere/#more-12900" aria-label="More on Belvedere di Matera: i Migliori Punti Panoramici sui Sassi">Leggi Tutto</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.vcomeviaggio.com/matera-belvedere/">Belvedere di Matera: i Migliori Punti Panoramici sui Sassi</a> proviene da <a href="https://www.vcomeviaggio.com">VcomeViaggio</a>.</p>
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<p>Da buon appassionato di fotografia, quando mi ritrovo in un posto nuovo, vado subito alla ricerca dei suoi <strong>migliori punti panoramici</strong>, e <strong>Matera</strong> non ha certo fatto eccezione!</p>



<p>A dispetto del poco tempo che ho potuto dedicare alla <em>Città dei Sassi</em>, sono riuscito a passare in rassegna tutti i principali <strong>belvedere di Matera</strong>, ed ho così potuto ammirare dall&#8217;alto la caratteristica architettura cittadina.</p>



<span id="more-12900"></span>



<p>In un precedente articolo (che vi consiglio di leggere se intendete visitare la città) ho già parlato dei <a href="https://www.vcomeviaggio.com/matera-cosa-vedere-in-un-giorno/">luoghi di interesse di Matera</a>. Qui mi concentrerò invece, esclusivamente, sui panorami più belli che si possono scorgere sul suo centro storico.</p>



<p>Raggiungerli non richiederà particolari sforzi aggiuntivi: la maggior parte dei <strong>belvedere di Matera</strong> sono situati a due passi dalle principali attrazioni cittadine e risultano dunque facilmente accessibili.</p>



<div id="indice">
<p>Punti Panoramici di Matera (Belvedere):</p>
<ul>
<li><a class="smooth-scroll" href="#luigi-guerricchio">Piazza Vittorio Veneto</a></li>
<li><a class="smooth-scroll" href="#piazzetta-pascoli">Piazzetta Pascoli</a></li>
<li><a class="smooth-scroll" href="#duomo">Cattedrale di Matera</a></li>
<li><a class="smooth-scroll" href="#san-pietro-caveoso">San Pietro Caveoso</a></li>
<li><a class="smooth-scroll" href="#monterrone">Monterrone (Santa Maria di Idris)</a></li>
<li><a class="smooth-scroll" href="#sant-agostino">Convento e Chiesa di Sant&#8217;Agostino</a></li>
<li><a class="smooth-scroll" href="#san-pietro-barisano">Belvedere di San Pietro Barisano</a></li>
<li><a class="smooth-scroll" href="#murgia-timone">Belvedere Murgia Timone</a></li>
</ul>
</div>
<div class="pend"></div>



<p>Nella mappa qui sotto ho indicato la posizione di tutti i <strong>punti panoramici</strong> menzionati nel corso dell&#8217;articolo.</p>



<iframe loading="lazy" id="mappa" allowfullscreen="" src="//umap.openstreetmap.fr/it/map/belvedere-di-matera_509616?scaleControl=false&amp;miniMap=false&amp;scrollWheelZoom=false&amp;zoomControl=true&amp;allowEdit=false&amp;moreControl=true&amp;searchControl=null&amp;tilelayersControl=null&amp;embedControl=null&amp;datalayersControl=true&amp;onLoadPanel=undefined&amp;captionBar=false" width="100%" height="350px" frameborder="0"></iframe>
<div class="pend"></div>



<h2 class="wp-block-heading" id="luigi-guerricchio">Belvedere Luigi Guerricchio (Piazza Vittorio Veneto)</h2>



<p>Iniziamo dal punto panoramico di Matera più famoso in assoluto: il <strong>Belvedere Luigi Guerricchio</strong>, posto sul lato orientale di <em>piazza Vittorio Veneto</em>. Questa piccola balconata è nota anche come <em>Belvedere dei Tre Archi</em>, con riferimento alle tre arcate che la separano dalla piazza.</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="alignright size-bigger_than_medium"><a href="https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/matera-panorama.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" width="400" height="267" src="https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/matera-panorama-400x267.jpg" alt="Belvedere Luigi Guerricchio, uno dei migliori punti panoramici di Matera" class="wp-image-12919" srcset="https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/matera-panorama-400x267.jpg 400w, https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/matera-panorama-300x200.jpg 300w, https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/matera-panorama-800x533.jpg 800w, https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/matera-panorama-640x427.jpg 640w, https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/matera-panorama.jpg 1200w" sizes="(max-width: 400px) 100vw, 400px" /></a></figure></div>



<p>Ci troviamo in una posizione centralissima: <strong>piazza Vittorio Veneto </strong>è situata proprio all&#8217;ingresso del centro storico e rappresenta per molti turisti il punto di partenza per la visita della città.</p>



<p>La vista offerta da questo <em>spot</em> è a dir poco mozzafiato: sotto di voi vedrete aprirsi il <em>Sasso Barisano</em>, con il suo succedersi di vicoli e scalinate. Sul lato opposto, proprio di fronte a voi, l&#8217;imponente Cattedrale di Matera sembra quasi sorvegliare il rione dall&#8217;orlo della conca sulla quale è adagiato.</p>



<p>Se ne avete la possibilità, vi consiglio di recarvi presso questo punto panoramico appena dopo il tramonto. Facendovi largo fra i <em>selfisti</em>, vedrete via via illuminarsi il dedalo di viuzze del Sasso Barisano: uno spettacolo incantevole, che dà quasi l&#8217;impressione di trovarsi di fronte ad un presepe.</p>





<h2 class="wp-block-heading" id="piazzetta-pascoli">Piazzetta Pascoli: Belvedere di Matera sul Sasso Caveoso</h2>



<p>Un altro, fra i più famosi <strong>belvedere di Matera</strong>, è la terrazza panoramica situata su <em>Piazza Pascoli</em>, intitolata al grande poeta che proprio in questa città iniziò la sua attività di insegnamento.</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="alignright size-bigger_than_medium"><a href="https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/matera-piazzetta-pascoli.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" width="400" height="267" src="https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/matera-piazzetta-pascoli-400x267.jpg" alt="Il Sasso Caveoso al tramonto" class="wp-image-12913" srcset="https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/matera-piazzetta-pascoli-400x267.jpg 400w, https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/matera-piazzetta-pascoli-300x200.jpg 300w, https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/matera-piazzetta-pascoli-800x533.jpg 800w, https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/matera-piazzetta-pascoli-640x427.jpg 640w, https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/matera-piazzetta-pascoli.jpg 1200w" sizes="(max-width: 400px) 100vw, 400px" /></a></figure></div>



<p>L&#8217;elegante <em>Piazzetta Pascoli </em>si trova lungo <em>via Ridola</em>, uno dei corsi principali del centro storico (<a class="smooth-scroll" href="#mappa">vedi mappa</a>). Su di essa, oltre a numerosi bar e ristoranti, si affaccia <em>Palazzo Lanfranchi</em>, oggi sede di un importante museo.</p>



<p>Dalla balaustra del belvedere, la vista si apre sulle suggestive case scavate nella roccia che caratterizzano il <em>Sasso Caveoso</em>. Un susseguirsi di antiche abitazioni conduce lo sguardo verso altri due dei punti panoramici che vi descriverò in questa guida: il <strong>Duomo</strong> (a sinistra) e la rupe del <strong>Monterrone</strong>, sulla destra.</p>





<h2 class="wp-block-heading" id="duomo">Belvedere di Matera dalla Cattedrale</h2>



<p>Anche il <strong>Duomo</strong> o, meglio, la piazza che si apre dinnanzi ad esso, costituisce uno dei più importanti punti panoramici di Matera. La Cattedrale sorge nel punto più alto della <em>Civita</em> ed è facilmente raggiungibile in pochi minuti dai luoghi che ho descritto finora (<a class="smooth-scroll" href="#mappa">vedi sulla mappa</a>).</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="alignright size-bigger_than_medium"><a href="https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/belvedere-matera-duomo.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" width="400" height="267" src="https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/belvedere-matera-duomo-400x267.jpg" alt="Vista che si apre dalla Cattedrale di Matera" class="wp-image-12955" srcset="https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/belvedere-matera-duomo-400x267.jpg 400w, https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/belvedere-matera-duomo-300x200.jpg 300w, https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/belvedere-matera-duomo-800x533.jpg 800w, https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/belvedere-matera-duomo-640x427.jpg 640w, https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/belvedere-matera-duomo.jpg 1200w" sizes="(max-width: 400px) 100vw, 400px" /></a></figure></div>



<p>Come vi dicevo all&#8217;inizio, il Duomo si trova praticamente di fronte al <em>belvedere Luigi Guerricchio</em>, e sulla vallata che separa le due terrazze giace il <em>Sasso Barisano</em>. Osservando attentamente il panorama, potrete scorgere sia il punto panoramico <em>dirimpettaio </em>che alcuni di quelli che descriverò più avanti.</p>



<p>Mimetizzata fra le case potete individuare ad esempio la chiesa di <em>San Pietro Barisano</em>, col suo campanile. Volgendo lo sguardo verso nord spicca invece il complesso di <em>Sant&#8217;Agostino</em>, ai margini del centro abitato.</p>



<p>Una lunga scalinata che parte proprio dalla terrazza, via <em>Gradoni Duomo</em>, permette di immergersi nei vicoli del Sasso Barisano fino al suo corso principale, via Fiorentini.</p>





<h2 class="wp-block-heading" id="san-pietro-caveoso">Chiesa di San Pietro Caveoso</h2>



<p>La <strong>Chiesa dei Santi Pietro e Paolo</strong> rappresenta allo stesso tempo uno dei principali luoghi di culto di Matera ed uno dei suoi migliori punti panoramici.</p>



<p>Questa chiesa si trova su via <em>Madonna delle Virtù</em>, il lungo camminamento che aggirando la Civita mette in comunicazione i due Sassi (<a class="smooth-scroll" href="#mappa">vedi mappa</a>). Viene chiamata anche <strong>San Pietro Caveoso</strong>, per distinguerla da quella di <em>San Pietro Barisano</em>, nel Sasso opposto.</p>



<p>Dalla piazza antistante la chiesa potrete apprezzare una <strong>bella vista sul versante meridionale della Civita</strong>, ma soprattutto sul desolato paesaggio della <em>Murgia</em>, che si estende al di là della Gravina. </p>



<p>Inoltrandovi nel percorso alle spalle della chiesa, che corre parallelo al dirupo, scorgerete in lontananza anche un <strong>ponte in perfetto stile tibetano</strong>, di recente inaugurazione, che consente agli escursionisti di attraversare il torrente ed accedere all&#8217;adiacente sperone roccioso.</p>





<h2 class="wp-block-heading" id="monterrone">Monterrone (Chiesa di Santa Maria di Idris)</h2>



<p>A brevissima distanza dalla <em>chiesa di San Pietro Caveoso </em>sorge <strong>un altro dei migliori Belvedere di Matera</strong>: la rupe conosciuta col nome di <em>Monterrone</em>.</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="alignright size-bigger_than_medium"><a href="https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/matera-san-pietro-caveoso.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" width="400" height="267" src="https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/matera-san-pietro-caveoso-400x267.jpg" alt="Belvedere di Matera dal Monterrone" class="wp-image-12922" srcset="https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/matera-san-pietro-caveoso-400x267.jpg 400w, https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/matera-san-pietro-caveoso-300x200.jpg 300w, https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/matera-san-pietro-caveoso-800x533.jpg 800w, https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/matera-san-pietro-caveoso-640x427.jpg 640w, https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/matera-san-pietro-caveoso.jpg 1200w" sizes="(max-width: 400px) 100vw, 400px" /></a></figure></div>



<p>Il Monterrone ospita sulla sua sommità la deliziosa <strong>chiesa di Santa Maria di Idris</strong>. Come molte altre chiese rupestri di Matera, essa è in parte scavata nella roccia ed in parte costruita all&#8217;esterno. Sia la terrazza dinnanzi la chiesa che lo spiazzale alle sue spalle offrono <strong>una splendida panoramica</strong>, sulla Civita da un lato e sulla Murgia da quello opposto.</p>



<p>La vista sul centro storico è resa ancora più suggestiva dalla presenza della sottostante chiesa di San Pietro Caveoso e della sua piazza, in primo piano.</p>





<h2 class="wp-block-heading" id="sant-agostino">Belvedere Colombo (Chiesa di Sant&#8217;Agostino)</h2>



<p>La <strong>Chiesa di Sant&#8217;Agostino</strong>, con annesso convento, sorge nella parte più settentrionale del Sasso Barisano, proprio sull&#8217;orlo del <em>canyon </em>attraversato dal torrente Gravina (<a class="smooth-scroll" href="#mappa">torna alla mappa</a>).</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="alignright size-bigger_than_medium"><a href="https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/matera-punto-panoramico-chiesa-sant-agostino.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" width="400" height="267" src="https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/matera-punto-panoramico-chiesa-sant-agostino-400x267.jpg" alt="Belvedere di Matera dalla chiesa di sant'agostino" class="wp-image-12959" srcset="https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/matera-punto-panoramico-chiesa-sant-agostino-400x267.jpg 400w, https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/matera-punto-panoramico-chiesa-sant-agostino-300x200.jpg 300w, https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/matera-punto-panoramico-chiesa-sant-agostino-800x533.jpg 800w, https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/matera-punto-panoramico-chiesa-sant-agostino-640x427.jpg 640w, https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/matera-punto-panoramico-chiesa-sant-agostino.jpg 1200w" sizes="(max-width: 400px) 100vw, 400px" /></a></figure></div>



<p>Di per sé, la chiesa non rientra fra le più interessanti della città, eppure rappresenta uno dei luoghi più frequentati dai turisti. Ciò si spiega con la bella prospettiva che si può  fotografare dalla sua <strong>terrazza panoramica</strong>, rivolta verso la Civita, con la cattedrale ben in vista, preceduta da un tornante di via Madonna delle Virtù e dalle case del Sasso Barisano.</p>



<p>In tempi recenti, questo belvedere è stato intitolato ad <strong>Emilio Colombo</strong>. All&#8217;attività di questo politico lucano, Matera deve buona parte della sua rinascita, culminata con la nomina a <em>Capitale Europea della Cultura 2019</em>.</p>





<h2 class="wp-block-heading" id="san-pietro-barisano">Belvedere di San Pietro Barisano</h2>



<p>La chiesa di <strong>San Pietro Barisano</strong>, nel cuore dell&#8217;omonimo Sasso, costituisce un altro dei più famosi <em>belvedere di Matera</em>. A dirla tutta, più che il luogo, ad essere famosa è la piacevole inquadratura che da qui si può ottenere: un must per il <em>feed Instagram</em> di chi visita la città dei Sassi!</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="alignright size-bigger_than_medium"><a href="https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/matera-belvedere-campanile-san-pietro-barisano.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" width="400" height="267" src="https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/matera-belvedere-campanile-san-pietro-barisano-400x267.jpg" alt="Chiesa di San Pietro Barisano con il campanile in primo piano" class="wp-image-12960" srcset="https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/matera-belvedere-campanile-san-pietro-barisano-400x267.jpg 400w, https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/matera-belvedere-campanile-san-pietro-barisano-300x200.jpg 300w, https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/matera-belvedere-campanile-san-pietro-barisano-800x533.jpg 800w, https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/matera-belvedere-campanile-san-pietro-barisano-640x427.jpg 640w, https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/matera-belvedere-campanile-san-pietro-barisano.jpg 1200w" sizes="(max-width: 400px) 100vw, 400px" /></a></figure></div>



<p>Da questo <em>spot</em>, infatti, il <strong>campanile della chiesa, si staglia in primissimo piano</strong>, a suggerire un implicito parallelismo con quello del Duomo, che svetta dall&#8217;alto della Civita. Fra le due chiese, si sviluppa il centro del Sasso Barisano, solcato dalla tortuosa <em>via Fiorentini</em>.</p>



<p>Il punto dal quale scattare la foto si trova alle spalle del campanile: un piccolo terrazzo situato fra le scalinate di <em>vico Santa Cesarea</em>. Potete arrivarci sia dalla parte più bassa del Sasso Barisano, risalendo <em>via d&#8217;Addozio</em>, che dalla città alta, proseguendo lungo <em>via S. Biagio</em> (<a class="smooth-scroll" href="#mappa">vedi mappa</a>).</p>





<h2 class="wp-block-heading" id="murgia-timone">Belvedere di Murgia Timone: la Collina di Fronte i Sassi di Matera</h2>



<p>L&#8217;ultimo dei <strong>belvedere di Matera </strong>dei quali voglio parlarvi si trova al di fuori della città, sui rilievi che sorgono ad ovest dell&#8217;abitato.</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="alignright size-bigger_than_medium"><a href="https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/grotta-sassi-matera.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" width="400" height="267" src="https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/grotta-sassi-matera-400x267.jpg" alt="belvedere di matera di Murgia Timone" class="wp-image-12914" srcset="https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/grotta-sassi-matera-400x267.jpg 400w, https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/grotta-sassi-matera-300x200.jpg 300w, https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/grotta-sassi-matera-800x533.jpg 800w, https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/grotta-sassi-matera-640x427.jpg 640w, https://www.vcomeviaggio.com/wp-content/uploads/grotta-sassi-matera.jpg 1200w" sizes="(max-width: 400px) 100vw, 400px" /></a></figure></div>



<p>Questo punto panoramico viene chiamato <strong>belvedere Murgia Timone</strong> o, più grossolanamente, &#8220;<em>la collina di fronte i Sassi</em>&#8220;. In linea d&#8217;aria, la distanza che lo separa dal centro storico di Matera credo sia inferiore ai 500 metri.</p>



<p>Tuttavia, per raggiungere il piccolo altipiano sulla vetta del colle, è necessario oltrepassare il profondo canyon (la <em>Gravina</em>) scavato dal torrente, per poi risalire sul versante opposto (<a class="smooth-scroll" href="#mappa">vedi mappa</a>). Il percorso, per chi vuole avventurarsi a piedi, prevede anche di attraversare il ponte tibetano del quale vi ho parlato in precedenza.</p>



<p>Se non siete in vena di escursioni, comunque, potete anche raggiungere il <strong>belvedere di Murgia Timone </strong>in auto (vedi indicazioni qui sotto) oppure attraverso un comodo tour guidato.</p>



<iframe loading="lazy" src="https://www.google.com/maps/embed?pb=!1m26!1m12!1m3!1d12104.176997601846!2d16.605357193320575!3d40.67299396937726!2m3!1f0!2f0!3f0!3m2!1i1024!2i768!4f13.1!4m11!3e0!4m3!3m2!1d40.666734999999996!2d16.601343399999998!4m5!1s0x13477f878c2b89cb%3A0x9c97e809c5b16fe2!2sBelvedere%20Murgia%20Timone%2C%20Contrada%20Murgia%20Timone%2C%2075100%20Matera%20MT!3m2!1d40.6639006!2d16.6177503!5e0!3m2!1sit!2sit!4v1602450189777!5m2!1sit!2sit" style="border:0;" allowfullscreen="" aria-hidden="false" tabindex="0" width="800" height="350" frameborder="0"></iframe>



<p>Questa zona, oltre che per la bella vista sui Sassi, è interessantissima anche sul piano storico-culturale. Con una piccola deviazione, seguendo la strada che percorre la <em>contrada Murgia Timone</em>, è possibile visitare un <strong>antichissimo villaggio trincerato</strong>, risalente al Paleolitico (su <a href="http://www.visitmatera.it/villaggio-neolitico-di-murgia-timone.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">questo sito </a>trovate maggiori informazioni).</p>



<p>Nelle immediate vicinanze del piccolo altopiano che costituisce il belvedere sorgono inoltre diverse <strong>chiese rupestri</strong>, ricavate dalla roccia nel corso del medioevo.</p>


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