Sentiero da Portovenere a Riomaggiore

Il sentiero da Portovenere a Riomaggiore è ad oggi una delle più belle escursioni che ho avuto modo di compiere in Liguria.

Questo straordinario percorso collega la coloratissima cittadina all’estremità del Golfo di La Spezia alla più meridionale delle Cinque Terre, attraversando la zona nota come Tramonti.

Il trekking si svolge quindi tra paesaggi a dir poco spettacolari. Perennemente accompagnati dalla vista del mare, il sentiero si snoda tra piccoli boschi, macchia mediterranea e vigneti, attraversando anche paesini e luoghi di interesse storico.

Descrizione del Sentiero da Portovenere a Riomaggiore

Di seguito vi racconterò il percorso così come l’ho compiuto io. L’escursione presenta comunque diverse varianti e può essere percorsa in un solo giorno o in due tappe (usando il paese di Campiglia come base). Inoltre, è possibile invertire il percorso e seguire il sentiero da Riomaggiore a Portovenere.

Sentiero da Portovenere a Campiglia

Il sentiero da Porto Venere a Riomaggiore inizia proprio dal centro della cittadina ligure, a pochi metri dalla sua porta di ingresso medievale. Prima di incamminarvi, approfittate della presenza della fontana lì vicino per dissetarvi e riempire le bottigliette.

Il primo tratto è sicuramente quello più impegnativo: una lunga scalinata irregolare, molto ripida, passa dietro il castello Doria, dirigendosi verso l’imponente promontorio del Muzzerone.

Anche se non ci sono particolari insidie, la salita è davvero sfiancante, quantomeno per chi (io…) la affronta con un pesante zaino sulle spalle.

Il paesaggio ripaga però ampiamente della fatica: in questo tratto avrete una splendida vista dall’alto della chiesetta di S. Pietro, arroccata sulla sua scogliera.

sentiero da Portovenere a riomaggiore

Lungo il sentiero incontrerete una deviazione per il rifugio Muzzerone, che prende il nome dalla vicina falesia. Una zona molto popolare fra gli appassionati di arrampicata.

Per un breve tratto si attraversa anche una strada asfaltata, per poi riprendere il sentiero che procede in moderata (per fortuna) salita in direzione di Campiglia.

Siamo a circa 350 metri sul livello del mare e la chiesa di San Pietro appare adesso minuscola in lontananza, con alle spalle Palmaria e l’isola di Tino.

isola palmaria e costa dei tramonti vista dal sentiero tra portovenere e riomaggiore

Dopo aver attraversato una pineta ed essere passati accanto ad un antichissimo mulino recentemente restaurato, giungerete nel paesino di Campiglia. Ci troviamo ormai a metà del sentiero da Portovenere a Riomaggiore: la destinazione è indicata a circa due ore di cammino.

Campiglia, unico centro abitato vero e proprio che si incontra lungo il cammino, è il luogo perfetto per fare una lunga sosta, magari sulle panchine del belvedere. Nel paesino sono presenti una deliziosa chiesetta (location molto ambita per i matrimoni), alcuni bar ed un piccolo alimentari.

Da Campiglia al Colle del Telegrafo

Da Campiglia esistono diversi percorsi per proseguire alla volta del Colle del Telegrafo, prossima tappa del percorso.

Io ho scelto di prendere il sentiero 535 che, facendosi strada tra i vigneti, giunge ben presto al cospetto dell’antica fontana di Nozzano, realizzata dalle truppe napoleoniche.

fontana di Nozzano (tra campiglia e monesteroli)

Presso la fontana, il sentiero si biforca: per proseguire dovrete imboccare il 504, sulla destra, che sale nuovamente di quota attraverso i boschi.

il sentiero 535, invece, prosegue per Fossola e permette di raggiungere anche l’incredibile borgo di Monesteroli (del quale vi ho parlato in un altro articolo).

In prossimità del punto in cui il sentiero incrocia una strada carrozzabile, si passa dinnanzi al Menhir di Tramonti, detto anche la Pietra del Diavolo. Si tratta di un monolite alto circa due metri e mezzo che aveva per gli antichi, verosimilmente, funzioni sacre.

menhir di tramonti (o pietra del diavolo)

Attorno al menhir di tramonti ruotano antichi inquietanti racconti, che vogliono questo masso come la dimora nientepopodimeno che di Lucifero in persona. Stando alle leggende popolari, qui le streghe erano solite organizzare i propri sabba al cospetto del demonio.

Tanto era il timore incusso dal menhir che sulla sua sommità era stata posta una croce (oggi rimossa), come a volerlo cristianizzare.

Procedendo lungo la piacevole strada asfaltata immersa nel bosco si giunge alla chiesetta di S. Antonio. Accanto all’edificio sono presenti un punto di ristoro ed un’area attrezzata per i pic nic: luogo perfetto per prendere un caffè e concedersi qualche minuto di pausa.

strada che conduce alla chiesetta di s. Antonio, lungo il sentiero tra riomaggiore e portovenere

Poche centinaia di metri più avanti si arriva al Colle del Telegrafo, dove oggi è presente un ristorante. Possiamo tirare un sospiro di sollievo: questo è il punto più alto del sentiero da Portovenere a Riomaggiore. D’ora in poi, il percorso procederà in discesa.

Dal Colle del Telegrafo a Riomaggiore

Presso Colle del Telegrafo si abbandona nuovamente la strada asfaltata e si imbocca il sentiero SVA (Verde Azzurro). Questo sentiero attraversa l’antico abitato di Lemmen, tra antichi ruderi (in parte recuperati), terrazzamenti e muretti a secco.

Senza troppa fatica si giunge presso il santuario di Nostra Signora di Montenero, a circa 340 metri di altitudine. Le origini di questo luogo di culto sono antichissime: pare che la sua costruzione risalga addirittura a prima dell’anno 1000. A causa di restauri relativamente recenti (nel corso del 1800), il suo aspetto attuale è comunque di stampo moderno.

Purtroppo, il giorno in cui ho compiuto il percorso da Portovenere a Riomaggiore, la chiesa non era aperta al pubblico. Mi sono comunque soffermato in questo punto qualche minuto in virtù dello splendido paesaggio che si può ammirare.

riomaggiore vista dall'alto dal santuario di nostra signora di montenero

La vista abbraccia Riomaggiore, meta della nostra escursione, e l’intero tratto di costa delle Cinque Terre, fino a Punta Mesco. Dicono che con un po’ di fortuna, nelle giornate più limpide, sia anche possibile scorgere la Corsica.

L’ultima parte del percorso prevede la discesa fino al centro di Riomaggiore, attraversando la litoranea nel tratto finale. Il sentiero, non proprio banale, è composto perlopiù da lunghe scalinate sconnesse: il colpo di grazia per le mie povere gambe già provate dalla lunga escursione!

Sentiero Portovenere Riomaggiore: Quando Andare e Come Organizzarsi

Ho percorso il sentiero tra Riomaggiore e Portovenere nel maggio del 2018 e, come ho detto in altre occasioni, sono dell’idea che la primavera inoltrata sia il periodo migliore per le escursioni in Liguria.

Il caldo non è ancora eccessivo (sconsiglio vivamente l’estate!), le giornate sono lunghe e la rigogliosa vegetazione arricchisce un paesaggio già di per sé eccezionale. Ho incontrato molti altri escursionisti lungo il tragitto ma in nessun tratto la folla era eccessiva.

Il sentiero, sebbene in alcuni tratti faticoso, non è mai esposto ed i pericoli sono quindi ridotti al minimo. Ovviamente è necessario un abbigliamento adeguato, con particolare riferimento alle scarpe.

Potrete rifornirvi di acqua a Campiglia, alla vicina fontana di Nozzano (se sceglierete lo stesso percorso che ho seguito io), vicino la chiesetta di s. Antonio e presso il Colle del Telegrafo.

L’unico punto servito dai mezzi pubblici è il paese di Campiglia, raggiunto da un autobus urbano (linea 20 ATC). Sullo stesso sito potete trovare gli orari per raggiungere in autobus Porto Venere da La Spezia (linea 11/P).

Per spostarvi da Riomaggiore a La Spezia l’opzione migliore è rappresentata dal treno. Nel complesso, la zona è ben servita dal trasporto pubblico: l’utilizzo dell’auto è invece sconsigliato, sia perché il punto di arrivo non coincide con quello di partenza (servirebbero due macchine) sia perché trovare parcheggio risulta difficile e piuttosto costoso.

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