Guida al Museo Vasa di Stoccolma

Il Museo Vasa di Stoccolma (Vasamuseet per i locali) è il luogo che più mi ha affascinato della piacevole capitale svedese, durante la mia breve visita.

Se, come me, non amate i musei immensi, composti da centinaia di sale (servirebbero settimane intere per visitarli!), apprezzerete di certo il Museo Vasa di Stoccolma. Al suo interno è infatti custodito un unico reperto: uno straordinario galeone del XVII secolo in eccellente stato di conservazione.

Museo Vasa, Stoccolma: Cosa c’è da Sapere

La nave Vasa, che dà il nome al museo, si inabissò nel 1628 durante il suo viaggio inaugurale, dopo aver percorso meno di un miglio marino.

Per oltre tre secoli, il relitto rimase sommerso nelle gelide acque del mar Baltico fino a quando, a metà del Novecento, non si decise di tentare un recupero. Nel 1961, il vascello fu finalmente riportato in superficie e negli anni seguenti fu sottoposto ad un delicatissimo restauro.

Va sottolineato che non si tratta affatto di una ricostruzione: la nave che potete ammirare oggi nel museo Vasa di Stoccolma è costituita al 98% da parti originali, scrupolosamente riassemblate.

La nave Vasa, esposta nel museo di Stoccolma
Il Vasa per intero in una foto panoramica. L’insolito taglio è dovuto alla fusione di più scatti.

Il Vasa costituisce la nave del ‘600 meglio conservata al mondo, ed il museo che la ospita è considerato uno dei maggiori luoghi di interesse di Stoccolma, nonché dell’intera Svezia.

Più avanti vi darò tutte le informazioni che servono per visitare il museo Vasa a Stoccolma. Prima, però, voglio raccontarvi più nel dettaglio l’incredibile storia di questa tanto grandiosa quanto sfortunata nave da guerra.

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Era il lontano 1626 quando iniziarono i lavori per la costruzione del galeone, che sarebbero durati circa tre anni. La nave fu battezzata Vasa in onore del re Gustavo II Adolfo che l’aveva commissionata e che apparteneva alla dinastia, appunto, dei Vasa.

La Svezia era allora una delle potenze più influenti d’Europa ed esercitava un forte controllo sul territorio scandinavo e su parte delle attuali repubbliche baltiche. Nei decenni successivi, l’impero svedese si sarebbe ulteriormente espanso sulle coste dell’odierna Germania. Non a caso, il XVII secolo viene ricordato come l’età d’oro della Svezia.

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Un destino già Scritto

Il Vasa, nelle intenzioni del re, sarebbe dovuto diventare il simbolo del potere militare svedese. Se non fosse rovinosamente colato a picco dopo qualche centinaio di metri, sarebbe stato impiegato nel conflitto in corso contro la Polonia e nella Guerra dei Trent’Anni.

la poppa del Vasa, fotografata al museo di Stoccolma
Il Vasa visto dalla poppa

Il destino della nave era però già segnato ben prima che la sua costruzione fosse ultimata. L’esperto costruttore Henrik Hybertsson si ammalò gravemente a pochi mesi dall’inizio dei lavori, lasciando il cantiere in mano ai suoi meno competenti apprendisti ed alla sua famiglia.

Re Gustavo Adolfo, dal canto suo, non vedeva l’ora di mettere le mani sul suo nuovo giocattolo e si mostrava impaziente di vederlo finalmente completo. Non solo: a più riprese, egli fece eseguire importanti modifiche alla nave, per adeguarla ai suoi gusti.

Benché il re non avesse alcuna competenza in materia, pretese che la nave fosse allungata e che fosse dotata di un ulteriore ponte di cannoni.

Queste modifiche comportarono una grave instabilità: il Vasa era troppo lungo rispetto alla sua larghezza e, soprattutto, aveva un baricentro troppo alto.

Nessuno aveva però il coraggio di opporsi al volere del re; ci si limitò quindi ad aumentare la zavorra, nel tentativo di stabilizzare il galeone. Questo provvedimento causò però una maggiore immersione dello scafo, coi portelli dei cannoni pericolosamente vicini al pelo d’acqua.

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Il Naufragio della Nave Vasa

Alla vigilia del tragico viaggio inaugurale, il Vasa fu sottoposto a quella che costituiva allora la prova di stabilità: ad un gruppo di 30 marinai fu chiesto di correre tutti insieme da un lato all’altro del ponte. Questa sollecitazione, sia pure lieve, causò delle forti oscillazioni, tanto che si decise di sospendere il test. Il disastro, insomma, era facilmente prevedibile.

La nave fu fatta salpare da Stoccolma il 10 agosto del 1628. Per l’occasione, buona parte dei 10.000 abitanti della città si radunò presso il porto, così da poter ammirare l’orgoglio della marina svedese.

dettagli sculture sul Vasa
Dettagli delle sculture decorative

A bordo del Vasa, erano presenti tra le 130 e le 150 persone, inclusi mogli e figli di alcuni dei marinai. La nave lasciò il porto appesantita da un’enorme mole di addobbi, tra stendardi e sculture lignee: così si usava fare, a quel tempo, durante le inaugurazioni.

Per questioni scenografiche, la nave era stata fatta salpare coi portelli dei cannoni aperti: un errore fatale, che si sommò a quelli commessi in fase di progettazione.

Già alla prima folata di vento, lo scafo si inclinò fortemente su un lato, ma il timoniere riuscì prontamente a raddrizzarlo.

A seguito di una seconda folata, però, la nave iniziò rapidamente ad imbarcare acqua proprio dai portelli dei cannoni situati sul ponte inferiore.

Nel giro di pochi, drammatici minuti, il Vasa colò a picco.

La maggior parte delle persone a bordo si salvarono (viene da pensare che in molti si aspettassero un simile esito), ma circa 30 fra marinai ed ospiti sprofondarono insieme al Vasa. Chi si trovava nei ponti inferiori, infatti, non fece in tempo ad abbandonare l’imbarcazione.

All’indomani del naufragio, il re (proprio lui) istituì una commissione d’inchiesta, pretendendo l’individuazione dei responsabili. Alla fine, le cause furono attribuite a generici errori di progettazione: ovviamente non era possibile puntare il dito contro sua maestà!

A discolpa di re Gustavo Adolfo (uno dei sovrani svedesi più amati della storia), possiamo ipotizzare che nessuno abbia osato fargli presente che le modifiche da lui richieste comportassero un tale rischio.

Molti sottolineano poi che, se non fosse stato per i portelli dei cannoni lasciati aperti ed il contemporaneo appesantimento della nave dovuto alle sue decorazioni, la vita del Vasa sarebbe probabilmente stata ben più lunga.

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Il Recupero del Galeone

Nel 1663, pochi anni dopo il tragico naufragio, una equipe coadiuvata dall’esploratore italiano Francesco Negri, riuscì per mezzo di una campana subacquea a riportare in superficie quasi tutti i preziosi cannoni di bronzo. Queste operazioni comportarono però la distruzione di una parte dello scafo.

Negli anni seguenti, l’interesse nei confronti della sfortunata nave scemò notevolmente e si perse anche memoria della sua esatta posizione.

Solo negli anni ’50 del Novecento Anders Franzén ipotizzò la possibilità di recuperare lo scafo, potendo ormai contare su mezzi e tecniche adeguate all’impresa. Il relitto fu individuato piuttosto facilmente a 32 metri di profondità. Nelle immediate vicinanze furono anche rinvenuti 25 scheletri.

Fu così che, il 24 aprile del 1961, il Vasa rivide la luce, a 333 anni dal suo naufragio.

restauro del vasa
Il Vasa durante le prime fasi del restauro (anni ’60)

Colpisce come una struttura in legno sia potuta sopravvivere così a lungo in fondo al mare mantenendosi in gran parte perfettamente intatta. Ciò è stato possibile grazie alle caratteristiche delle acque del Baltico, nell’area che circonda Stoccolma: temperatura bassa, assenza del cosiddetto “verme delle navi” e scarsità di ossigeno nel fondale sabbioso.

A seguito del recupero, i lavori per riportare il legno al suo stato originale e per ricomporre tutte le parti della nave si sono protratti per decenni. In questo periodo, la nave è stata ospitata all’interno di un apposito cantiere, presso il porto di Stoccolma.

Durante gli anni ’80 fu presa la decisione di dedicare al Vasa un museo su misura: il Vasamuseet aprì quindi al pubblico nel giugno 1990. Da allora, ha accolto oltre 25 milioni di persone, il che lo rende il museo più visitato della Scandinavia.

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Come Visitare il Museo Vasa a Stoccolma

Spero che, come me, anche voi abbiate trovato interessante la storia di questa nave. Passiamo adesso alle indicazioni pratiche per visitare il museo Vasa di Stoccolma.

L’Interno del Museo

Il Museo Vasa è composto da una grande sala, al centro della quale campeggia l’enorme galeone. I visitatori hanno accesso a passerelle disposte su tre piani, che costeggiano a diverse altezze il fianco destro della nave, la prua e la poppa.

Sulla balaustra, lungo il percorso di visita, sono presenti dei pannelli che spiegano in diverse lingue (non in italiano) la funzione delle parti della nave poste in loro corrispondenza. Oltre alla sala principale ci sono altri ambienti, più piccoli, all’interno dei quali trovano spazio alcuni reperti legati alla nave.

galeone vasa, nel museo di Stoccolma
La Prua

Un modello in scala mostra invece come doveva apparire il Vasa nel momento in cui fu varato, prima del tragico naufragio. Sulla base dei pigmenti ritrovati ed analizzati, la replica mostra le statue di legno con i loro vivaci colori originali.

Per favorire la conservazione della fragile struttura, all’interno del museo viene mantenuta una temperatura costante, intorno ai 18°. Per lo stesso motivo, anche l’illuminazione viene mantenuta bassa ed il museo è sempre avvolto dalla penombra. Ciò mette a dura prova i visitatori che intendano scattare qualche foto: troppo tardi ho appreso che il Vasa è uno dei pochi musei all’interno dei quali è consentito l’uso del treppiedi.

Ogni giorno, ad intervalli regolari (ogni 30 o 60 minuti, a seconda della stagione), si tengono delle visite guidate, con partenza da uno specifico punto (nei pressi della prua). Queste visite guidate sono incluse nel prezzo del biglietto ed effettuate in svedese ed inglese. L’audioguida è invece disponibile anche nella nostra lingua ed è anch’essa compresa nel prezzo.

Il Museo Vasa è una struttura molto moderna e confortevole. Al suo interno è presente una sala nella quale potrete riposare, consumare un pasto (anche portato da fuori) e ricaricare gli smartphone.

Nel museo troverete anche un ristorante, presso il quale potrete assaggiare i piatti tipici della cucina svedese. A questi si aggiungono insalate leggere, ricette vegetariane ed un menu specifico per bambini.

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Museo Vasa: Come Arrivare

Il Museo Vasa si trova a ridosso del centro cittadino, sull’isola di Djurgården (una delle tante sulle quali sorge Stoccolma). Durante la mia visita alla capitale svedese ho camminato molto ed ho raggiunto il museo a piedi. Si tratta di una passeggiata di circa mezz’ora, sia che partiate dalla stazione ferroviaria, sia che proveniate da Gamla Stam (il cuore di Stoccolma).

Potete anche raggiungere il Museo Vasa con i mezzi pubblici (tram, metropolitana o traghetto). In questo caso vi consiglio di affidarvi al sito ufficiale del trasporto pubblico cittadino: è sufficiente inserire il punto di partenza e quello di arrivo per ottenere gli orari e l’itinerario da seguire, indicato anche sulla mappa interattiva.

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Prezzi ed Orari

Il Vasa Museum è aperto tutti i giorni tranne il 23/24/25 Dicembre ed il 1 Gennaio, con orari che variano in base alla stagione.

Dal 1 settembre al 31 maggio, l’orario di apertura va dalle 10:00 alle 17:00, tranne il mercoledì, giorno in cui la chiusura è posticipata alle 20:00.

poppa della nave vasa
Dettaglio della poppa

Nel periodo che va invece dal 1 giugno al 31 agosto il museo è aperto dalle 8:30 del mattino alle 18:00, incluso il mercoledì.

L’ultimo dell’anno, il museo rimane aperto solo fino alle ore 15:00.

Il biglietto d’ingresso ha un costo di 150 SEK (circa 14€) ed i ragazzi fino a 18 anni sono ammessi gratuitamente.

È possibile acquistare il biglietto direttamente sul posto. Quando ho visitato il Museo Vasa, la fila era piuttosto lunga: in effetti iniziava fuori dal museo, dove ovviamente pioveva. In ogni caso la coda si è smaltita piuttosto rapidamente, grazie alle tante macchinette self-service che permettono di acquistare autonomamente il biglietto.

Se per qualche ragione preferite procurarvi il biglietto in anticipo, potete comprarlo sul sito ufficiale del museo. Benché disponga di una traduzione italiana, nel momento in cui scrivo, l’acquisto dei biglietti è accessibile soltanto dalla versione inglese.

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Categorie Svezia

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